I distributori sociali

Sto scendendo ai distributori per comprare una merendina. Ho saltato il pranzo e devo portare in giro due metri e 98 chili di corpo umano. L’appetito ribolle nello stomaco e tormenta il mio cervello.

Sono davanti al distributore. Opto per un Kinder Maxi. Un afflusso di cioccolata al latte e zuccheri per riprendere subito energia. La macchinetta si blocca e non eroga il prodotto selezionato.

Impreco.

Nel mentre, due ragazzi dietro di me discutono del Festival di Sanremo. Uno dei due, un ragazzo dal forte accento romagnolo, sembra abbastanza infastidito dall’esito finale.

«Ermal Meta e quell’altro hanno vinto davanti a Lo Stato Sociale. Ma ci rendiamo conto?»
«Ma pure tu» fa l’altro, con cadenza sicula «che minchia guardi il Festival?»
«Sì, ma Lo Stato Sociale dietro a quei due, è inconcepibile.»

La macchinetta mi rimborsa il costo del prodotto non erogato. Provo una seconda volta.

«Ma ti piacciono così tanto gli Stato Sociale? A me fanno un po’ cagare» ammette il siciliano.
«Ma come!? Sono i nuovi Elio e le Storie Tese!»

Questa volta l’acquisto va a buon fine, ma la macchinetta eroga due confezioni di Kinder Maxi invece di una.

Morale: a volte il karma può salvare le persone da una valanga di insulti che avrebbero ricordato a vita. Sempre se ne fossero uscite vive.

Cani maledetti.

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