I win

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Dov’è il tuo dio, adesso?

Genova di notte. Buio pesto.

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Da oggi posso ritenermi uno dei 100 fortunati a possedere il primo – e spero non unico – libro di Ermes Palinsesto, autografato da lui in persona. Già me lo immagino mentre si introduce furtivamente di soppiatto nella tipografia della casa editrice e, fugacemente, pone la sua preziosa firma su quelle copie. Che onore.

Per un pugno di libri

Stamattina il clima lasciava presagire una bella giornata, invece è arrivato, tra capo e collo, il classico fulmine a ciel sereno. Apprendo la brutta notizia su Facebook e approfondisco i dettagli sul web: la libreria Edison di Pescara, a due passi da casa mia, chiuderà i battenti.

La libreria Edison era più di un semplice luogo dove acquistare libri: era un luogo di cultura, di letture, di eventi, di interazione. Oltre alla vasta fornitura, che spaziava dal genere classico alla narrativa moderna, ai fumetti d’autore, ai libri tecnici – non ricordo una libreria tanto fornita di testi informatici diversi da semplici manuali -, ciò che differenziava la Edison erano il personale qualificato e gli eventi che talvolta univano l’aspetto culturale a quello gastronomico.

Tutto questo non ci sarà più, per lo meno in via Carducci. La chiusura della Edison ha persino indotto alla creazione di un evento che non lascia spazio ad interpretazioni: proprio stasera, dalle 19 in poi, gli aficionados si incontreranno in via Carducci in una veglia funebre, per dare l’addio alla libreria.

Nel frattempo, apprendo da Il Centro che, entro marzo 2011, la Feltrinelli di Corso Umberto si trasferirà nei locali dell’ex Cinema Centrale, in via Trento, e che questa avrà anche una sala eventi, un punto lettura ed un bar. Un po’ come era la Edison, insomma.

Pescara langue di luoghi culturali come la Edison, non solo per la scarsa disponibilità – stento a crederci – ma anche per il diffuso scarso interesse in merito. Insomma, lunga vita alla Edison, dita incrociate per la nuova Feltrinelli.

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V(u)otare bene

When you vote conservative, you’re supporting legal bigotry, racism, sexism, and homophobia. Vote today, and please vote the right way. (fonte)

Non vi ricorda vagamente qualcuno? Non metto i link perché ho da studiare. Sa’, vorrei andarmene il prima possibile.

(via Max su Twitter).

Indovina cosa viene a cena

All’uscita dalla facoltà, ore 18 circa, tempo discreto, fame fame rovente da post studio.
Elena: “Amore, ma che mangiamo stasera?”
Paolo: “Ci sono le crocchette avanzate dall’altro giorno”
E: “Ma sono poche…”
P: “Passiamo al supermercato e prendiamo due cordon bleu, allora, ok?”
E: “Perfetto”.
P: “E un po’ di contorno.”

Banco carni fresche del supermercato. Dieci minuti dopo. Stessa fame rovente da post studio.
P: “Prendiamo anche un paio di braciole, le teniamo da parte.”
E: “Ok.”
P: “Non dimentichiamo il pane…”
E: “E l’insalata per contorno.”
P: “Guarda quelle scamorze al tartufo…”
E: “Amore, 20 euro al chilo…”
P: “Ok, andiamo a prendere la birra…”

Ora dovete fare due cose. Primo, darci gli auguri per il nostro terzo anniversario. Secondo, spiegarci come mai ieri sera abbiamo cenato con 300 grammi abbondanti di pasta alla carbonara.

Alessandro e Norman

Il cordoglio è uguale in entrambi i casi, nessuna vita vale più di un’altra. Caro Napolitano, vorrei però che tutto il paese non pianga soltanto un soldato morto in Afghanistan, ma versi lacrime anche per un giovane dottorando palermitano, al quale avevano rubato il futuro già prima che decidesse autonomamente di non averne uno.

Vergognati, infame

“En un temps record, nous avons secouru 65.000 sinistrés et reconstruit une ville entière pour ceux qui avaient perdu leur maison…” (fonte)

Peccato che da queste parti non ce ne siamo accorti.

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