Definizioni
Secondo Encarta, Brachino è il
Nome volgare di un carabide gregario e predatore, caratterizzato da una particolare strategia predatoria e di difesa. In caso di pericolo, infatti, il brachino bombardiere secerne dall’ano un fluido ghiandolare, che a contatto con l’aria si vaporizza, emettendo un suono crepitante.
Se volete un esempio, scendete di un post.
(via)
Wordpress 2.6, problemi con le categorie
Oggi ho aggiornato Wordpress dalla 2.5 alla 2.6: tutto è filato liscio, se non che per le categorie. Dopo l’upgrade sono scomparsi i nomi e le descrizioni delle categorie, a causa di un nuovo sistema di categorizzazione utilizzato dall’ultima versione di Wordpress.
E’ un problema che pare abbiano riscontrato in parecchi. Se siete uno di questi, siete nel posto giusto. So che ci sono in giro guide simili a questa, la maggior parte in inglese, prendetela perciò come una facilitazione, che vi risparmia la noia della traduzione (se non altro).
Requisiti
- Wordpress 2.6 (in inglese o in italiano);
- tool di gestione database PhpMyAdmin sul vostro server;
- pazienza (ma neanche troppa).
Soluzione
- backup del vecchio database, tramite PhpMyAdmin
- aggiornate il vostro Wordpress alla versione 2.6 (seguite questa guida);
- se le categorie sono presenti, buon per voi
, altrimenti dal backup del vecchio database, copiate solo il codice inerente la tabella wp_categories (assente nella versione 2.6);
- tramite l’editor SQL di PhpMyAdmin, copiate la tabella wp_categories sul database nuovo;
- eseguite questo codice SQL
UPDATE wp_terms, wp_categories SET wp_terms.name = wp_categories.cat_name, wp_terms.slug = wp_categories.category_nicename
WHERE wp_terms.term_id = wp_categories.cat_ID;
UPDATE wp_term_taxonomy, wp_categories SET wp_term_taxonomy.description = wp_categories.category_description
WHERE wp_term_taxonomy.term_id = wp_categories.cat_ID; - verificate dal pannello d’amministrazione di Wordpress che tutte le categorie siano presenti (Bacheca > Gestione > Categorie): in tal caso potete festeggiare, altrimenti ripassate qui e vi consiglio una buona lingua particolare per bestemmiare.
Oppure, male che va, chiedete pure.
(Special thanks to Remy Blaettler)
Un modo alternativo per spiegare la deframmentazione
L’altra sera, in sede, è sorto un quesito abbastanza frequente tra coloro che sentono parlare per la prima volta di formattazione e/o trattamento di dischi rigidi. Un’amica mi ha chiesto cosa mai fosse la deframmentazione e perché è utile.
Purtroppo lei non è una cima in materia, e sentirsi parlare di cluster, di tracce e di byte non le avrebbe fatto sicuramente piacere. O per lo meno, mi avrebbe dato un tono abbastanza noioso, io che amo far divertire le persone e che, soprattutto, muoio al pensiero di essere causa di noia.
Perciò, in barba al miglior Beggi, l’ho introdotta nel fantastico (?) mondo della deframmentazione così come segue.
Alessia: «Ma che è ’sta deframmentazione?»
Paolo: «Vuoi la spiegazione tecnica o quella terra-terra?»
A: «Terra-terra.»
P: «Ok. Fai conto che ci sono due protagonisti: la mamma (ovvero tu) e il figlio (ovvero il PC); quest’ultimo è un disordinato senza eguali. Ci siamo?»
A: «Ok.»
P: «Fai conto che ogni tanto la mamma compra un giocattolo al figlio, glielo dà in mano e lui lo porta in camera, mettendolo dove prima gli dice il cervello.»
A: «Mh… ok.»
P: «Ora, la camera è il tuo hard-disk.»
A: «Bene.»
P: «Siccome tuo figlio è disordinato e mette qualsiasi giocattolo un po’ là e un po’ qua, ogni tanto lo rimproveri e gli ordini di rimettere a posto i suoi giochi.»
A: «Povero figlio mio…»
P: «Eh. Comunque… lui, che l’educazione l’ha imparata ma non la mette in pratica se nn sotto rimprovero, prende e mette a posto tutti i giocattoli nella camera. Ora, se tu ogni tanto gli compri i giochi, la camera sarà talmente disordinata che, se non gliela fai riordinare, essa diventa abbastanza inaccessibile, giusto?»
A: «Giusto.»
P: «Benissimo. La domanda sorge spontanea: ti sembra più accessibile una camera con tutte le cose disordinate in giro o una ordinata?»
A: «La seconda.»
P: «Brava. Ecco spiegato il tutto.»
Ovviamente, non ho dimenticato di dirle un particolare fondamentale: che il figlio potrà giocare solo in quello spazio non occupato dai giocattoli.
Ah, le mamme di oggi.
Don’t try this at New York
Qualche tempo avevo detto che sarei partito per New York quanto prima possibile. Quel quanto prima possibile è ancora lontano, ma per il momento mi accingo a documentarmi per quando l’evento si consumerà.
Sapendo anche che il caro Paolo parte per la Grande Mela tra 2 giorni, ho trovato quel che fa al caso suo: La Stampa, infatti, ha pubblicato un elenco ben dettagliato di cosa non fare a New York, quando si è in veste di turisti, con tanto di sanzioni alle quali si potrebbe andare incontro.
Tipo:
Non bere troppo e non usare le strade come bagni: consumare alcolici in luoghi pubblici è punibile con un’ammenda di 25 dollari, cinque giorni di prigione o entrambi. Fare la pipì per strada invece costa dai 50 ai 250 dollari, dieci giorni di reclusione o una combinazione delle due sanzioni.
Non vorrete mica rovinarvi la vacanza?
tags: new yorkGuida pratica su come accorgersi che l’estate sta finendo
I bambini, che prima scorrazzavano tra un ombrellone e l’altro, cominciano a stressare i relativi genitori per comprare il nuovo diario di Dragon Ball piuttosto che il nuovo zaino di Naruto.
La signorina della palma in prima fila comincia a farsi vedere sempre più di rado e tu non potrai più ammirare quel sorriso che tanto ci teneva a mostrarti, nonostante ad un centimetro di distanza c’è quel buzzurro del ragazzo che le intima di coprirsi.
Tua madre va rigorosamente in ferie e, puntuali come ogni anno, le nubi di fine agosto la vengono a trovare, in barba al poco tempo libero messole a disposizione.
Le serate lungomare cominciano a diventare monotone e soprattutto prive di ragazze con le quali rimediare la classica figuraccia settimanale, appuntamento al quale dovrai rinunciare fin quando non riaprono i locali per la stagione autunno-inverno.
La mise della tua barista preferita è meno scollata del solito e non trovi l’ispirazione per iniziare bene la tua giornata.
Anche Melita comincia a coprirsi le tette.
La programmazione televisiva torna ad avere un senso e cominciano a scomparire programmi di una futilità inaudita come il Festival della Canzone Italiana Anni ‘20, che mostra un parterderuà* degno di un ospizio.
Il caldo comincia ad attenuarsi e i panni sul balcone si asciugano nel doppio del tempo: così, quando la sera devi uscire che volevi quel pantalone chiaro, dovrai rinunciarci.
I blogger di tutta la blogosfera – italiana e non – tornano nel pieno delle attività e i post saluterecci come “ci si legge a settembre” sfumano via via verso l’oblìo degli archivi mensili.
Le storie d’amore estive tendono a finire, con il classico “Forse è meglio che ci prendiamo una pausa”, o meglio “Siamo incompatibili”, che entrambi tradotti sarebbero “Sono stufa del tuo pene, ora me ne vado a cercare uno nuovo” (anche in versione femminile, ovviamente).
Ti chiamano ottocentocinquantanove persone per sapere tutte le novità sul nuovo anno accademico e tu sei lì che cerchi di studiare, tra una telefonata e l’altra. Hanno inventato Internet apposta e tu no, devi telefonare.
Arriva il compleanno di mia sorella (3 settembre).
I tuoi vicini di casa, che erano venuti per trascorrere un mese di vacanza in città, fanno le valigie e tornano da dove sono venuti. E non ti mancheranno di certo i vari “Giusè, porta a piscià il cane”, il cane che piange che si porta dietro una vescica che neanche la diga di Popoli, le molliche del pranzo che cadono come neve verso le 14.
Sostanzialmente, è un bene – IMHO – che si torni alla routine autunnale; quest’anno le previsioni dicono: serate universitarie senza precedenti, attivita puberale eccessiva e – se Dio vuole – laurea a luglio.
Qui non si bada a spese.
* Io a francese c’avevo uno scarso sufficiente, dopo Zidane poi…
