Ho cominciato a storcere il naso di fronte alla homepage del Corriere da un bel po’ di tempo, direi dai tempi del restyling grafico, al quale è seguito un restyling contenustico da brividi. Sembra di essere di fronte ad un’edizione radical-chic del TgCom, una versione neanche troppo web 2.0 di Studio Aperto, un Lucignolo invecchiato di 132 anni.
Oggi, il naso si è storto con un po’ più di impegno, specie quando leggo che a Rai 3 tira aria di cambiamento: Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Antonella Clerici e Pupo, tanto per fare qualche nome. Il bello dell’articolo è la photogallery a corredo.
Ah sì, la rivoluzione è nel metodo di conservazione a lungo termine utilizzato per tenere in vita i succitati.
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Sì, è proprio vero: Alessandro “Sono-bisessuale-e-anticlericale” Cecchi Paone farà parte del cast di pseudo famosi che popolerà l’isola honduregna targata Simona Ventura.
in un modo nuovo e divertente di fare divulgazione. Ho già in mente il termine: edu-reality
Dopo il reality su Gay TV, dopo le disavventure con Sgarbi e con aliene che vedono cavalli volare, dopo la sfuriata ai Telegatti del 2001, ora dovremmo vederlo sull’Isola, affiancato da gente del calibro di Cristiano Malgioglio.
Davide si starà già sfregando le mani. Intanto io cerco di capire qualcosa di più sugli edu-reality.
Dagli al direttore
E pensare che io volevo farlo da anni, senza mai trovare consensi concreti.
Quello che fa letteralmente vomitare è che il blog di Piero Ricca, publisher di tale video, è stato chiuso per diffamazione, denuncia approntata proprio da Fede. Sgomento e conati di vomito, che dimostrano quanto sia povera la libertà di informazione in Italia.
Un’ulteriore dimostrazione di quanto siamo ipocriti quando parliamo di evoluzione, progresso e civiltà. Ed un’ulteriore conferma dell’inutilità di un personaggio come Emilio Fede nella tv italiana.
I resti del Live Earth
Sabato, tra un integrale ed uno studio di funzione, a farmi compagnia c’erano le voci provenienti dai vari continenti, che mettevano su lo spettacolo senza precedenti del Live Earth.
Lo show in tutta la sua fattezza era destinato a sensibilizzare il mondo ad un corretto comportamento nei confronti dell’unico pianeta buono che abbiamo. Mentre l’effetto è stato contrario: i telegiornali si sono limitati a far notare che
- i concerti all’unisono hanno consumato tonnellate di watt, alla faccia del risparmio energetico;
- Madonna è azionista di aziende produttrici di inquinamento a iosa;
- il cantante dei Linkin’ Park ha fatto una strafiguremmé con la prima canzone esibita;
- il collare di Snoop Dogg non rientrava nei canoni del rispetto della povertà;
- gli artisti sono arrivati ai rispettivi stadi con mezzi non proprio anti-inquinamento;
- che il figlio di Al Gore è stato arrestato per possesso di stupefacenti.
Inutile sottolineare che durante il 7 luglio nessuno ha fatto il nome del concerto, così come è inutile ricordare che al servizio di Studio Aperto dedicato al Live Earth mancava semplicemente un video dove Kanye West sgommava con una Hammer dentro Central Park, e il concerto veniva screditato a dovere.
Per quanto mi riguarda, la cosa più bella del Live Earth - dopo Joss Stone, ovviamente - è l’esibizione di Sarah Brightman: un’improbabile Con te partirò, che mi ha letteralmente steso sul letto. Guardate il video per capire il motivo.
ROTFL, nient’altro da aggiungere.
Update
Qualcosa da aggiungere c’è, e me ne stavo dimenticando miseramente: la più grande emozione, anche prima di John Legend che cantava Ordinary People con il solo ausilio del pianoforte, m’è stata regalata dagli Snow Patrol. Udire (e vedere) per credere.
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