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Le cose per bene

Lo spot della TIM che apre qualsiasi evento televisivo legato alla Serie A è qualcosa di semplicemente bellissimo. Messaggio efficace. Immagini che ritraggono momenti che appartengono praticamente alla vita di tutti, e che si sposano perfettamente con il messaggio. Colonna sonora più che adeguata.
Dopo anni di puttanate senza senso, finalmente qualcosa che fa piacere vedere sempre, anche se propinata 20 volte a domenica.

Parafrasando Dalla

Balotelli è bruno di colore, Balotelli ha la maschera tagliente
Balotelli ha la bocca sempre aperta, di cambiare non gli importa niente
Corre se piove, corre dentro al sole
Tre più tre per lui fa sempre sette
Con la palla lui fa quello che vuole
dentro al fuoco di cento saette!

P.S.: lo reputo ancora immaturo, comunque.
P.P.S.: ma Giaccherini?

Io non ci capisco niente

Dopo il resoconto di Turano e le inappellabili pagelle di Ziliani, mi chiedo in base a cosa Prandelli possa aver affermato che il migliore in campo contro la Spagna è stato Giaccherini.

GIACCHERINI, voto 5. In pratica passa la partita a francobollare Arbeloa (che non è esattamente Djalma Santos) e nel finale Navas. Timidissimo, perde qualche pallone di troppo e non ci fa un figurone. Forse, terzino per terzino, era meglio Balzaretti: che magari ogni tanto avrebbe fatto fare il terzino anche ad Arbeloa.

Ok, mi do all’hockey sul prato. Dicono che va forte nei Paesi Bassi.

Euro 2012, imagining Italy vs Netherlands

Euro 2012 is about to begin and Italian football is in the worst situation since 2006. Scommessopoli tore the Italian football credibility to pieces, and the success chances of Azzurri’s after latest friendly match against Russia (lost 3-0) are dropping. If I think that maybe we lost our best defender and that our jersey sucks, I can state that we are in the same situation we were before 2006’s World Cup. And everyone knows how it ended.

By the way, I’m not here to make predictions. Superstition is in my blood – and in my ID card. I’m living in a foreign country for the first time in my lifetime and, for the first time, I’m going to watch an international football competition abroad – and, thank God, without Italian national television commentators.

Here in the Netherlands, the Euro 2012 hype is distinguishable and increasing day bay day (I’ll write about that). So I asked myself: “What about Italy vs Netherlands?”. First of all, where I take refuge if we lose? Second, where I can party safely if we win? Third, is it possible? While I’m trying to find an answer to the first two questions, I found an answer to the third one. Obviously yes, it’s possible.

Assuming that both teams qualify after groups round and win matches before they play against each other, the possible scenarios are the following:

  1. Both Italy and Netherlands qualify as 1st in respective groups. Italy should win the quarter final on June 23rd and Netherlands should win the quarter final on June 22nd. Then, they should play against each other in the semifinal match on June 28th.
  2. Italy qualifies as 1st, Netherlands qualifies as 2nd. In this case, Italy and Netherlands could play against each other only if both of them reach the final match, scheduled for July 1st.
  3. Italy qualifies as 2nd, Netherlands qualifies as 1st. Also in this case, Italy and Netherlands could play against each other in the final match.
  4. Both Italy and Netherlands qualify as 2nd in respective groups. Italy should win the quarter final on June 24th and Netherlands should win the quarter final on June 21st. Then, they could play against each other in the semifinal match on June 27th.

In my honest opinion, the fourth option is the most likely one. Netherlands is a good condition, but they have to deal with the most difficult group in the competition, playing against Portugal and Germany. Theorically, Italy has a good chance to win the group, but recent events dropped Azzurri’s chances. Furthermore, Italy should be aware of two opposings like Spain and Ireland.

Whatever the verdict will be, one thing is for sure: rivers of beer will run in the streets of Amsterdam. And, sincerely, I’m really looking forward to see Italy playing against Netherlands. We still have something to fix.

Lo spettacolo

Ieri pomeriggio si è consumato un evento che si ripete poche volte nella vita di uno sportivo, ma soprattutto nella vita di uno spettatore appassionato. E’ uno di quegli eventi che rimarranno scolpiti nella memoria, che verrà ricordato negli anni ed entrerà di diritto nei filmati che parlano di quello sport.

Un gesto atletico che dura solo cinque secondi, ma che vorresti durasse in eterno. Ti lascia attonito, con la bocca aperta, davanti al televisore o davanti al monitor del tuo computer. Ti viene da chiamare chiunque in quel momento per mostrare che spettacolo hai appena visto, come se fossi appena uscito da una sala di un cinema e volessi condividere col mondo intero la tua soddisfazione.

Sì, perché di spettacolo si tratta. E come tale, non c’è bisogno di essere appassionati di calcio o tifosi di una squadra. Davanti a questa meraviglia, chiunque rimane sbalordito. Un po’ come se fossi davanti alla Piramidi di Giza o a quelle del Machu Pichu. Chiunque, anche coloro che non hanno a che fare con lo sport, anche chi odia il calcio, anche chi non può più sentirne parlare. Chiunque rimane stupito di cotanta bellezza, chiunque è portato a fermarsi anche solo per un attimo ad ammirare quei cinque secondi.

L’unico rammarico è non essere stato presente nel momento in cui questa perla veniva messa in atto. Non essere lì, all’Old Trafford o davanti al televisore a gustarmi la diretta.

Si dice che la bellezza sia una variabile di natura soggettiva. Di fronte al volo di Rooney, potrei farvi cambiare idea.

“How about sensational? How about superb?”

Sotto questo cielo

Cari bianconeri, poteva andare peggio. Li accetteranno i buoni pasto al posto dei biglietti?

Un branco di cani morti. O quasi.

Ci sarà gente che dirà che è colpa della sfortuna, dell’amico che ha giocato contro l’Italia una schedina alla Snai, di quello che portava la bandiera al collo, di quello che non vedeva mai la partita con te, degli astri e delle comete. Ci sarà chi dirà che sotto Berlusconi non vinciamo mai un cazzo di niente (pura statistica). Ci sarà chi dirà che tutti sono allenatori, ma in questo caso chi non si sa pronunciare farebbe meglio a tacere. Ci sarà chi darà la colpa ai vuvuzela, chi a Marino Bartoletti (?) o a Salvatore Bagni (!).

Stronzate.

Chiedetelo a Quagliarella di chi è la colpa e, tra le lacrime, inizierà a sbranare uno a uno i propri compagni di reparto e, dulcis in fundo, il proprio mister. Addio Sud Africa, e grazie per averci riportato sulla terra.

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