In cinque televisioni

Obama e BerlusconiIl vittimismo va in scena alla festa del PDL.

«SE VADO IN TV E’ UN ATTO DELINQUENZIALE» – Berlusconi parlando alla Festa del Pdl ha osservato che «se io vado a parlare in una tv è uno scandalo, se vado in una seconda televisione divento un dittatore, se vado in una terza siamo al regime e in una quarta siamo ad un atto delinquenziale. Invece Barack Obama è andato in cinque diverse televisioni a spiegare la sua riforma sanitaria e ha fatto bene, perchè i leader devono prima di tutto informare i cittadini». (fonte)

Dario ha già fatto notare che Obama non sa cosa vuol dire conflitto d’interessi, poiché non possiede né tre televisioni perché è Presidente degli Stati Uniti, né tre televisioni perché è alla guida di un colosso mediatico come Mediaset.
Io farei notare, inoltre, quanto è grande il broadcast network televisivo degli USA a diffusione nazionale. In un ambiente televisivo come quello americano, il quale non disdegna di peccare di imparzialità, le voci in coro sono tantissime: è il pluralismo, baby.
Non è come nel Bel Paese dove le posizioni dominanti del mercato televisivo sono occupate da soli due network, una controllata dal Governo mediante la Commissione di Vigilanza e l’altra controllata da un uomo che la possiede e che allo stesso tempo è a capo del Governo italiano.
Per fare un piccolo confronto, Obama che spiega la riforma sanitaria in cinque televisioni americane è un po’ come se Berlusconi avesse parlato per cinque minuti al Tg1 della riforma universitaria (prevista per ottobre, vi ricordo).
Con la sola differenza che nessuno dei direttori di quelle cinque televisioni è un manipolatore come il direttore di quel telegiornale. Al quale spetterebbe fare informazione, non al leader di turno.

Le parole del PD

Ho dato uno sguardo alle mozioni dei candidati segretari del PD. Non so se già qualcuno s’era presa la briga di farlo, perciò ho preso i testi delle mozioni, le ho date in pasto a Wordle e questo è il risultato.

Pierluigi Bersani
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Dario Franceschini
franceschini

Ignazio Marino
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Interessante vedere quanto peso Marino dà alle parole paese, vita, sociale, democrazia e cittadini. Un po’ meno interessante è vedere il grigiore degli altri due candidati.

Voi avete paura

Non conosco da vicino l’attività di Debora Serracchiani, non l’ho votata alle Europee e non l’avrei votata per principio. Se ne fa un gran parlare, perché ha risvegliato lo spirito di migliaia di cittadini che cercano qualcosa di nuovo.
Arriva l’estate, arriva il caldo e arriva il puzzo di congresso di ottobre. Debora dice la sua. E se fino al giorno prima si tessevano le lodi di questa donna, tutti storciono il naso di fronte alle sue dichiarazioni. Ha detto ciò che pensava. Su D’Alema, su Bersani. Sul vecchiume che affligge il PD.
Ha semplicemente detto le cose come stanno. E questo non è possibile, a destra così come a sinistra. E giù di critiche, sdegno e lamenti. Tutti a darle addosso perché ha osato toccare l’intoccabile, violare l’inviolabile.
Ciò che tutti coloro che hanno espresso disapprovazione per le parole di Debora non diranno mai è che hanno paura. Paura di quello che sono realmente: minestre riscaldate, vino andato a male, formaggio ammuffito. Avete sbagliato come classe governante di un paese e come classe dirigente di un partito.
Nel paese del calcio come credo religioso, il miglior proverbio è quello che recita “Squadra che vince non si cambia”. Voi avete perso. E continuerete a perdere, se questo è ciò che proponete al vostro elettorato.
Voi avete paura. Paura di dover abbandonare le poltrone, paura di perdere il controllo, paura di dover rinunciare ai privilegi ai quali avete tanto aspirato. Paura di ammettere di aver sbagliato, paura delle conseguenze dei vostri errori.
Non so se Debora sia la soluzione ai vostri problemi, sono però certo di sapere cosa li ha causati: voi.
E’ ora di fare le valige, è ora di cambiare aria, di aprire le finestre e di far entrare aria nuova. Che qui dentro comincia a puzzare.

Ricordatevi questi volti

Aracu Dell'Elce Pelino Scelli Toto

E questi nomi: Aracu, Dell’Elce, Pelino, Scelli, Toto. Sono abruzzesi, ma solo fuori dalla Camera. Sono tra coloro che hanno appoggiato il “Decreto Abruzzo”, del quale si sono palesemente ignorati gli emendamenti.
Ricordateli bene.

Bad words

Premettendo che scendere in volgarità si può tradurre sia come deriva di un discorso civile sia come sintomo di un malessere recondito e difficilmente represso, è lecito chiedersi per quale incomprensibile ragione Beppe Grillo sia da bandire per aver apostrofato con l’appellativo zoccole alcune senatrici – chi si offende è fetente, ricordatèlo – mentre invece si debba tergiversare quando un Presidente del Consiglio definisce coglioni gli elettori di centrosinistra.
Se c’è anche solo una sottile differenza tra le due cose, sono aperto a qualsiasi spiegazione.

Anomalie elettorali abruzzesi*

VotandonioSuccede che in un comune del chietino fratello e sorella si sfidano, con il padre promesso vicesindaco. E fanno due liste che hanno sostanziali differenze: Uniti per Rinnovare e Uniti per Rinascere. Fantasie che volano libere.
Succede che in un comune del pescarese le alternative scarseggiano, una sorta di feudo nel bel mezzo della Val Pescara. Così come ad Ancarano, Arsita, Cermignano e Colledara (TE). Non si diano colpe all’astensionismo. Guardami, non potrai mai trovare un altro come me.
Succede che il candidato della Lega Nord di Corvara (PE) prende a mala pena il suo voto. Neanche un voto da un amico, un parente, un passante. Niente. Siamo soli.
Succede che a Palombaro (CH) si assegnano 4 seggi in più per soli 3 voti in più. Colpa d’Alfredo.
Succede che a Montebello sul Sangro (CH), ridente paesello con soli 128 votanti, Forza Nuova prenda 3 seggi con soli 3 voti. E che a Fano Adriano (TE) il Nucleo Tremmista – sì, quelli là, che già ci fecero ridere alle politche 2008 – ha ottenuto 4 seggi con 11 voti. Stupendo, mi viene il vomito.
Succede che Salvatore Marino, storico Maschio 100%, abbia preso 1026 voti alle provinciali di Chieti. Ripeto, milleventisei voti. Senza parole.
Succede che mi trovo in imbarazzo nel scegliere quale lista civica sia la più simpatica tra l’innovativa La Svolta di Castel Frentano (CH), la cordiale Vogliamoci Bene di Colledimezzo (CH), la canterina Alba Chiara di San Giovanni Lipioni (CH) e la contraddittoria Liberi di Schiavi Di Abruzzo (CH). Si accettano suggerimenti.

*: non mi andava di fare il Giro d’Italia, ecco.

Separati alla nascita

“Uguale uguale. Può essere che siamo parenti? Tu com’è che fai di cognome?” [cit.]

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