I reati contestati a Berlusconi
Prima che i berluscones alzino il solito ridicolo polverone difensivo, si scarichino la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Berlusconi.
A supporto di tali illuminate menti, si fornisce di seguito la lista degli articoli per i quali il Premier è indagato. Nel caso vi sfuggisse o foste pigri, ecco.
Art. 317 c.p.: CONCUSSIONE – Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni.
Art. 61 n. 2 c.p.: CIRCOSTANZE AGGRAVANTI COMUNI – l’aver commesso il reato per eseguirne od occultarne un altro, ovvero per conseguire o assicurare a sé o ad altri il prodotto o il profitto o il prezzo ovvero la impunità di un altro reato;
Art. 81 cpv.: CONCORSO FORMALE. REATO CONTINUATO – È punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge.
Alla stessa pena soggiace chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge.
Nei casi preveduti da quest’articolo, la pena non può essere superiore a quella che sarebbe applicabile a norma degli articoli precedenti.
Fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall’articolo 99, quarto comma, l’aumento della quantità di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave.
Art. 600 bis comma 2: PROSTITUZIONE MINORILE -
[omissis] Salvo il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a € 5.164.
Nel caso in cui il fatto al secondo comma sia commesso nei confronti di persona che non abbia compiuto gli anni sedici, si applica la pena della reclusione da due a cinque anni.
Se l’autore del fatto di cui al secondo comma è persona minore di anni diciotto si applica la pena della reclusione o della multa, ridotta da un terzo a due terzi.
Anomalie elettorali reloaded, mandate le vostre segnalazioni
L’anno scorso, a giugno, l’Italia fu chiamata al voto. Accaddero parecchie cose strane, che riportai in un post dedicato.
Quest’anno, alla volta delle elezioni amministrative, vi chiedo una mano a raccogliere tutte le anomali elettorali presenti regione per regione, provincia per provincia, comune per comune.
Segnalatele nei commenti o inviate un email a blog chiocciola pablomoroe punto com.
# 1
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Nel comune di Cellarengo (Asti), alle ore 12, ha già votato il 99.35% degli aventi diritto, contro il 17.30% degli aventi diritto dell’ultima tornata elettorale. Spirito civico alle stelle o qualcosa non torna? (segnalato da Francesco)
Giovanni mi segnala nei commenti che si è trattato di una svista del sistema. Che dà i numeri.
#2

A Chieti, nella lista del candidato a Sindaco della coalizione di centrodestra c’è un po’ di confusione.
Questione di dignità
La notte del terremoto eravate qui, a cercare di salvare le persone da sotto le macerie, un po’ disorientati, spaesati, increduli e soprattutto disorganizzati. Ma eravate lì e questo basta.
Ora però guardatevi allo specchio, guardate i vostri colleghi e chiedetevi che ruolo avete. Chiedetevi cosa pensavate il giorno che avete giurato di difendere anche con la vita il vostro paese. Chiedetevi quali erano i vostri sogni quando avete fatto quella scelta e quindi avete intrapreso quella carriera. Chiedetevi se il vostro Ministro di riferimento non vi stia ridicolizzando davanti alla nazione.
Vi hanno messo a fare la guardia all’immondizia, vi hanno messo di guardia ai musei in nome di un allarme terroristico mai effettivamente riscontrato, vi costringono a turni di notte a sorvegliare il nulla della zona rossa. Adesso La Russa pensa addirittura di impiegarvi per la rimozione delle macerie.
Ribellatevi, cazzo. Chi vi parla non è mai stato militare e ne va fiero. E mai lo sarà, se non in casi estremi. Fossi in voi non mi renderei complice di una militarizzazione e di una missione mediatica del genere. Ricordate sempre che, sotto quella mimetica, ci sono degli uomini, ricchi di coscienza, diritti e dignità. Ricordate sempre che dovete difendere la vostra patria impugnando delle armi quando è necessario, e non delle pale per spalare merda o chissà che altro.
E se serve una mano, fate un fischio.
Al laico!
Lo presenterà il giudice Nicola Lettieri, rappresentante del governo italiano presso la Corte Europea, che nelle prossime settimane sottoporrà il ricorso a un mini-tribunale di 5 giudici, i quali decideranno l’ammissibilità alla Grande Chambre.
Nel ricorso, spiega Lettieri, “sottolineeremo che noi non siamo uno Stato laico, ma concordatario, come sancito dall’articolo 7 della Costituzione, e che quindi ha rinunciato ad alcune delle sue prerogative”. (fonte)
E’ vero, ma a metà. Come al solito. Leggiamo l’articolo 7.
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Come si evince da questo articolo, la Costituzione sancisce l’indipendenza biunivoca tra Stato e Chiesa, condizione primaria per stabilire la laicità dello Stato italiano, ma andiamo per gradi. Le modificazioni dei Patti sono avvenute per mezzo dell’Atto concordatario del 18 febbraio 1984, nel quale vengono riportate diverse norme che stabiliscono i casi in cui Stato e Chiesa devono interagire, rispettando le regole dell’uno e dell’altra.
La grave dimenticanza del giudice Lettieri è la sentenza della Corte Costituzionale numero 203 del 1989, che sancisce i principii di laicità del nostro Stato. E lo fa in questo modo.
4. – I valori richiamati concorrono, con altri (artt. 7, 8 e 20 della Costituzione), a strutturare il principio supremo della laicità dello Stato, che é uno dei profili della forma di Stato delineata nella Carta costituzionale della Repubblica.
Il principio di laicità, quale emerge dagli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione, implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale. Il Protocollo addizionale alla legge n. 121 del 1985 di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra la Repubblica italiana e la Santa Sede esordisce, in riferimento all’art. 1, prescrivendo che <si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano>, con chiara allusione all’art. 1 del Trattato del 1929 che stabiliva: <l ‘Italia riconosce e riafferma il principio consacrato nell’art. 1o dello Statuto del regno del 4 marzo 1848, pel quale la religione cattolica, apostolica e romana é la sola religione dello Stato>.
La scelta confessionale dello Statuto albertino, ribadita nel Trattato lateranense del 1929, viene cosi anche formalmente abbandonata nel Protocollo addizionale all’Accordo del 1985, riaffermandosi anche in un rapporto bilaterale la qualità di Stato laico della Repubblica italiana.
Quindi più che concordatario – che è pure cacofonico -, direi che lo Stato italiano è uno stato laico. Almeno su carta, ovvio.
AbBondiamo
Violenza psicologica e mediatica sulla figura del Premier. I media non rispettano quel 72% di italiani che hanno scelto il PDL (fonte)
Qualcuno spieghi a Bondi che alle elezioni politiche il PDL è stato il partito di maggioranza con il 37,38% dei voti. E che il restante 62,62% la pensa diversamente.
Nel frattempo, se qualcuno mi spiegasse perché i media – e quali media – non rispettano quel 72% di italiani, mi farebbe molto contento.
Ad personam
Ricapitoliamo.
Ghedini: “La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione”. E va bene, ci ha già abituato anche a peggio, facciamolo agonizzare in santa pace.
Pecorella: “Il Premier è al di sopra dei ministri. Non è più solo un ‘primus inter pares’, ma è indicato e votato come capo della coalizione presentata agli elettori. Quindi ora c’è una investitura diretta dalla sovranità popolare”.
Ma siamo sicuri che questo lodo non è esclusivamente per il Presidente del Consiglio? C’è ancora in giro gente che crede sia per tutte e quattro le grandi cariche dello Stato Italiano?
No, veramente, siete ancora convinti che questo lodo, difeso a petto gonfio dagli stessi legali dell’imputato principale – il Presidente del Consiglio -, sia qualcosa di non confezionato a favore dell’imputato stesso?
Ditemelo guardandomi negli occhi, però. Voglio capire di che malattia soffrite.
Auguri Tonì

