Faida

Andrea Monti sulla sentenza Google-Vividown.

As I’ve written and told in serveral places, this is a wrong decision.

Wrong in a legal perspective, for it set on ISP’s side an hidden duty of pre-emptive control over users’ activity.

Wrong in a social perspective, for it breaks the tie between a crime and its “author” and reinforces the idea of “faida” (the collateral vendetta of the ancient barbarians.)

Sarei tanto curioso di sapere cosa fanno oggi quei due o tre pirla che picchiarono il ragazzo down.

Il bue e l’asino

Da tifoso juventino, non posso che rammaricarmi per lo scempio atletico messo sul manto verde settimanalmente dai miei beniamini. Non voglio trarre facili conclusioni, né tanto meno fare il tifoso impazzito, evitando qualunque tipo di critica prima del dovuto.

Una cosa è certa: quest’anno i tifosi juventini hanno dovuto abituarsi a qualcosa di nuovo, ad uno stile diverso. Eravamo stati abituati ad uno stile umile e combattiero, fatto di cuore fino al novantesimo e di sacrificio di squadra. Chiunque adesso stia pensando alle malefatte di Moggi e soci, può benissimo darsi all’ippica: le Juventus scese in campo in quel periodo non erano seconde a nessun’altra squadra, erano fatte di uomini che concretamente disegnavano un gioco invidiabile e spesso inarrivabile.

Viene semplicemente da chiedersi se è possibile fare peggio di così e, quindi, ci si guarda indietro nella storia recente della Vecchia Signora. Torna quindi alla mente un certo Luigi Maifredi, che nel campionato 1990/91, non andò oltre la settima posizione, totalizzando 37 punti (attualmente sarebbero 60, con 13 vittorie e 11 pareggi), a parimerito con il Napoli, dal quale prese un sonoro 5-1 nell’appuntamento di Supercoppa dello stesso anno.

Lo stesso Maifredi che critica adesso Ferrara in questa maniera. Lo stesso Maifredi che consiglia di “far meglio” a Ferrara, quando lui prese in mano una Juventus tornata ad alti livelli grazie a Dino Zoff e trasformò una Juventusiasmante in una Juventus da baracconi. Lo stesso Maifredi che non è riuscito a vincere uno scudetto con campioni del calibro di Roberto Baggio, Julio Cesar e Salvatore Schillaci.

Ferrara avrà mille responsabilità, sembra essere comunque disposto ad assumerle in toto. Poi se dà dello stupido a Maifredi, è un po’ come la classica e sempre presente scenetta del bue che dice cornuto all’asino. E viceversa.

60 punti sarebbero 14 in meno dell’anno scorso e non aiuterebbero a centrare una posizione utile per andare in Europa, neanche in Coppa Europa. A meno che il nostro sentitissimo obiettivo dichiarato per la stagione corrente non sia ambire alla Coppa Italia. Ma qualche mese fa, la melodia era diversa.

Sintomi di vecchiaia

Playstation® 15th Anniversary

(via Tommaso)

La terra dei cachi

NESSUNA PUBBLICITA’. Passati sotto traccia. Se non avessimo avuto il documento dei due appalti, nessuno avrebbe saputo nulla, perché nessuno ha pubblicizzato l’esito. Alla prima gara hanno partecipato in sei, l’ha vinta la Bison-Gdm con 81 punti (26 per il ribasso e 55 per la relazione tecnica), seconda la Zoppoli e Pulcher spa (punti 26 e 47), terza la Saicam (29 e 39), poi l’abruzzese Imar (30 e 36), quindi la Cogeis spa-Ivies spa (25 e 33) e infine la Domus dei fratelli Gizzi in Ati con Icor e Zeppieri (24 e 30).

Pare siano stati vinte le gare d’appalto per la ricostruzione a L’Aquila. Quali gare? Ah, boh. Maroni era stato chiarissimo: la ricostruzione va affidata agli amministratori locali. Che girano la palla agli industriali del nord (tali la torinese Zoppoli e Pulcher SpA e il duo Bison-GDM, rispettivamente veneziana e milanese), nonostante le offerte più vantaggiose provenissero da una ditta abruzzese (la Imar).
Sono indeciso su cosa sia più grave: il mancato coinvoglimento degli imprenditori abruzzesi nel processo di ricostruzione o la mancata pubblicazione dell’esito degli appalti.
Attendo suggerimenti.

L’Aquila oggi

Senza parole

Io e Elena siamo vivi, ma ce la siamo vista bruttissima.
Chiunque di voi possa mettersi in contatto con la Protezione Civile o altro lo faccia e dica loro che ci sono ragazzi sotto le macerie a Roio, via Arco de’ Medici. Io ho chiamato il 115 un paio di volte, quei ragazzi devono venire fuori da lì.
Un disastro. Assurdo.

UPDATE: Sul sito dell’Udu, una pagina che raccoglie tutti i modi per aiutare la gente colpita dal terremoto.

UPDATE 2: Ci sono notizie che fanno ben sperare. Un mio amico, che abitava a Roio, mi ha detto che 4 ragazzi sono stati estratti vivi dalle macerie della parte vecchia di Roio, ovvero la zona dove vivevamo io e la mia ragazza. Per il momento non ci sono conferme né smentite, spero di poter essere sicuro al più presto. Intanto cerco di sentire gente che è rimasta su per saperne di più.

Apri fundanela, chiudi fundanela

Huge Wine Glass - Toyo Ito

E’ stata inaugurata soltanto 64 giorni fa. Ora ha vistose crepe che ne preannunciano l’affondamento. In certi momenti Cascella si fa rimpangere.
Ah, dimenticavo. Costo della brutta figura: 1 milione e 200 mila euro.