Epic name fail
Quelli di Nice Translator dovrebbero mettere mano al loro nuovo progetto. O quanto meno al nome.
Par condicio


E adesso voglio un sondaggio di Emilio Fede, un editoriale di Vittorio Feltri, un servizio di Filippo Facci e un pedinamento di Claudio Brachino (che non centra, ma ci sta sempre bene). E non vale la scusa che gli altri erano 12 mila. La stupidità non si misura in questo modo.
Chiudere Facebook
E chi glielo dice adesso a Mark Zuckerberg?
Primo teorema del pingback
Linkare Emmanuel Negro porta sfiga. Ti becchi l’infiammazione del nervo ottico, con conseguente lacrimazione perenne e allontanamento precauzionale da ogni tipo di monitor per almeno una settimana.
Oops, I did it again.
Upgrade, please
Un bando per gli studenti dell’Università, con una borsa di studio per chi esce in graduatoria. Una gara d’appalto pubblica alla quale possono accedere solo web agency del territorio aquilano. Un qualsiasi provvedimento, i più esperti sapranno come fare.
Qualcosa bisogna pur farla per il sito del Comune di L’Aquila, non può presentarsi in questo stato, specialmente in una situazione d’emergenza come quella che la città sta vivendo.
Me ne vogliano quelli di SedAQ, c’è bisogno di mettersi al passo con i tempi.
14 luglio, perché aderisco
Su iniziativa di Alessandro Gilioli, la rete è alle prese con una mobilitazione per la difesa della libertà di informazione. Il 14 luglio i blogger di mezza blogosfera italica terranno a riposo le proprie tastiere. Stando agli organizzatori, al silenzio della rete sarà contrapposta una manifestazione in quel di Roma.
Non nascondo i miei dubbi sul metodo – IMHO, l’effetto del silenzio dei giornalisti è inversamente proporzionale all’effetto del silenzio dei blogger -, ma il merito lo condivido a pieno.
Il Café chiuderà i battenti per un giorno, quindi, per contrastare gli effetti devastanti del ddl intercettazioni e per affrontare a muso duro tutti i tentativi di controllo e di legiferazione malsana dei quali il governo attuale si sta rendendo protagonista.
Il casus belli di tale iniziativa è stato, come già detto, il ddl intercettazioni, l’ultimo provvedimento – in ordine cronologico – di una serie di provvedimenti come l’emendamento D’Alia e l’estensione alla definizione di “organo di stampa” per qualsiasi blog e sito personale.
Di seguito, l’intervento di Guido Scorza che riassume tutto in poco meno di quattro minuti.
Senza sminuire le altre motivazioni, la causa regina della mia adesione è proprio il disegno di legge sul diritto all’oblio in Internet, che va ad intaccare la memoria, non solo digitale. E’ un chiaro attacco al passato, è un evidente incentivo al dimenticare – cosa nella quale noi italiani siamo bravissimi già di nostro -, è un provvedimento che va al di là di ogni tecnicismo e ci apre gli occhi di fronte alle reali volontà di questo governo: far dimenticare il passato perché si ha paura di chi ricorda o, peggio, si ha paura che si possare ricordare.
La Rete è un recipiente di informazioni molto vasto ed il solo pensare di poter legiferare in questo modo, cercando di controllare per mezzo della legge la memoria – non solo telematica – di una civiltà è quanto di più antidemocratico e retrogrado si possa auspicare.
E voi, che farete?
Infinite loop
Bene, l’emendamento D’Alia è stato eliminato. Fuori discussione. Una piccola grande vittoria della Rete tutta. Festeggiamo?
No.
Arriva la legge sulle intercettazioni. E che c’azzecca, direte voi, nel miglior dipietrese possibile. C’azzecca, vi rispondo a tono. Come segnala Vittorio Zambardino di La Repubblica e come Marco Pancini dell’European Policy Counsel scrive per il blog di Google Italia, il nostro Governo governo ha votato alla Camera la fiducia per il testo sulle intercettazioni, nel quale si legge la seguente modifica:
«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177.
Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»
Quando si parla di siti informatici, si generalizza e si estende il reato a tutti i siti web presenti nella Rete. Nonostante le diverse richieste di modifica di questo comma, ieri la Camera ha votato la fiducia al testo senza modifica alcuna.
Ecco, se c’è qualcuno favorevole a tutto questo mi spieghi per lo meno il perché. Poi, davanti a un caffé o a una birra, mi spiegate anche perché votate queste persone.
UPDATE: ne scrive anche Mantellini.

