Punto Informatico ha indetto, da qualche giorno, un sondaggio tra gli studenti universitari italiani circa la situazione della connettività wi-fi all’interno dei rispettivi atenei.
Cominciando da Cesena, passando per Milano, approdando nell’amata L’Aquila.
A parlare è Davide, studente del primo anno del corso di laurea di Informatica dell’Aquila. Dalla sua lettera emergono disagi noti e tanto sentiti. Davide affronta tre tematiche delicate: la diffusione del web tra le facoltà dell’Ateneo, le difficoltà del sistema telematico-amministrativo di iscrizione esami e la connettività riservata agli studenti (in particolar modo, quelli del nostro corso di laurea).
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E’ il mio motto, sì, quello che c’era anche prima che tornassi al tema Redoable. Ma non è di questo che voglio parlarvi.
Proprio due minuti fa, ho avuto una discussione con due studentesse Erasmus, che mi chiedevano informazioni circa il mio corso di laurea e le mie attività nell’Udu. E’ stato più difficile del previsto, parlar loro in inglese.
Io che l’inglese lo studio dalla terza elementare e che posso dirmi un convinto sostenitore della causa anglosassone.
Per questo ho pensato di dover fare due cose essenziali, per porre rimedio a questa carenza:
- tornare a parlare inglese il più possibile, in vista anche della specialistica internazionale che dovrò affrontare (non appena archivio la pratica triennale);
- aprire un blog in inglese, che non sarà la versione tradotta del Café, ma un luogo dove discutere di questioni di interesse sia nazionale che internazionale.
Pensato. Detto. Fatto.
In Norvegia, la banda per l’utenza privata arriva a 100Mbps. Simmetrici.
The basic pitch is also simple. The company will lay fiber to your home, and you get 100 Mbps IP access (minimum), IPTV and triple play services, and because the bandwidth is symmetric, you can also participate in a community of interest groups.
Addirittura risparmi se l’attacco a casa è fai-da-te.
Via Quinta’s blog.