Tentar non nuoce

Ho provato a godermi l’estate fino all’ultimo e, tra il fantastico mese passato a Gagliano Aterno, il bellissimo Ferragosto con Elena a Fossacesia e la chiusura col botto a San Menaio con le belve aquilane, posso dire di esserci riuscito.

Ho cercato di togliermi dalla testa strani pensieri, che a causa di Terry mi sono balenati in testa, e, tra chiusure di centri storici e gente che aspetta da una giornata intera di entrare nel proprio alloggio alla Casa dello Studente della Reiss Romoli, posso dire di esserci riuscito.

Ho provato a resistere con tutte le mie forze dal pubblicare la foto che segue e, tra il rispetto per il prossimo e la voglia di mostrare al mondo quanto sia vecchio questo paese, ho scelto la seconda.

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Test d’ingresso per Medicina. L’Aquila. Anno Domini 2010.

A Coppito la primavera non è arrivata

E ci si congela, all’improvviso.

Ventidue percento

Nel caso non si fosse capito, nel caso qualcuno avesse ancora qualche dubbio, nel caso pensaste che L’Aquila non avesse più un cuore pulsante, sappiate che vi state sbagliando di grosso. Questo cuore sono ventuno mila giovani studenti universitari, che hanno a cuore la loro università e che hanno scelto di dar fiducia ai loro rappresentanti in numero non trascurabile.

In tutte le altre città italiane non si è raggiunto un tetto di votanti così alto. Nonostante le difficoltà, nonostante i disagi portati da mancanza di residenzialità e dal pendolarismo, nonostante tutto gli studenti si sono presentati in massa alle urne per scegliere coloro che dovranno far sentire la loro voce nei vari organi d’Ateneo.

E di questo gran numero di studenti, una maggioranza schiacciante ha dato il compito di rappresentare e di difendere i propri diritti all’Udu L’Aquila, unica associazione studentesca ad essere sempre presente, in ogni consesso, in particolar modo dopo il 6 aprile: tre rappresentanti su tre al Senato Accademico, tre su quattro al Consiglio d’Amministrazione, due su due al CdA dell’ADSU, uno su uno alla Conferenza Regione-Università, due su due al CUS. Ma soprattutto l’elezione di Mauro Pettinaro, candidato per il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, con più voti all’Aquila di quanti altri candidati hanno ottenuto in altre parti d’Italia.

Ovvio dire quanto questo possa rendermi felice. Nel mio piccolo ho sempre cercato di dare il massimo, puntando tutto su trasparenza e presenza costante. Sento ripagati i nostri sforzi, ma sono cosciente di un fatto: dopo aver smaltito la sbornia degli irrinunciabili festeggiamenti, dovremo tornare al nostro lavoro quotidiano di sempre, questa volta ancor più di quanto abbiamo fatto finora e il perché è davanti agli occhi di tutti.

Un risultato del genere manifesta piena fiducia degli studenti nei nostri confronti e allo stesso tempo ci carica ancor di più di responsabilità. E’ un monito quasi unanime: difendete i nostri diritti, rappresentate le nostre richieste, portate avanti le nostre vertenze. E fatelo solo voi, che finora avete dimostrato di saperlo fare.

E l’hanno fatto in tanti, a manifestare l’interesse per il futuro dell’Università dell’Aquila, motore di una realtà cittadina che fatica quotidianamente a sopravvivere e risorsa rinnovabile ed inesauribile legata a doppio filo ad una città della quale non può fare a meno.

E’ quindi tempo di corciarsi le maniche e di dare una risposta a tutti coloro che hanno riposto la loro fiducia nel nostro lavoro. Come prima, più di prima.

Prima e dopo la cura

Dicono che certi momenti non li dimenticherai mai, che ti accompagneranno per il resto della vita, che ti daranno motivo di chiacchiera con le generazioni future. Ti rimarrà addosso la fatica spesa per arrivare all’obiettivo, ti sentirai appagato, anche se solo per qualche tempo, e libero da ogni peso.

Ciò che ti resterà per sempre è tutto ciò che avevi intorno: il calore degli amici, l’atmosfera festosa e le urla di quelle persone che ti acclamano. Qualcuno oserà anche chiederti se tutte quelle persone le hai pagate per far così tanto casino.

Non risponderai, se non con un sorriso. Ti godrai l’attimo, anche se sai che, di lì a poco, la pacchia finirà veramente. Anche perché hai dimostrato quanto vali, ti rimarrà di dimostrare quanto puoi andar fuori di senno per il divertimento. E ne uscirà qualcosa del genere.

Prima…
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…e dopo la cura.
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E dopo la baldoria di una notte eterna, non ti rimarrà che infilarti l’iPod, sfoggiare la più rilassata delle espressioni che puoi concedere e riprendere la strada verso ciò che ti aspetta.

Diario di bordo

Sei nato a Bologna, in un piovoso pomeriggio di settembre. Ti hanno scritto sopra per ben trenta volte, in ventinove persone. Ti hanno sgualcito, ti hanno strappato e quindi ti ho ricomposto con dello scotch trasparente. Ti ho smarrito per un po’ di tempo, ma poi ti ho ritrovato, ma solo perché sono un po’ sbadato e farfallone.
Hai visto di tutto, pure un terremoto. Ti ho abbandonato a casa per quasi due mesi, ma sei stato uno dei primi ad uscire da quell’inferno. Fino all’ultimo, sei stato il protagonista finale di tante avventure, alcune andate lodevolmente, altre meno. Portavi addosso il peso e il valore del mio futuro, una carta di identità qualitativa lunga sei anni. Avevi il mio volto di quando ero poco più che maggiorenne: volto slavato e guance incavate, almeno quindici chili fa, pizzetto lungo e un colorito post-estivo che mi facevano sembrare un mujaheddin in erba.
Adesso, ci siamo separati per sempre. E’ una separazione consensuale, un po’ dolorosa ma solo per i ricordi che evoca. Ti ho lasciato in mani estranee, ma son sicuro che non perderai il valore che nascondi dentro. Fai buon viaggio, ovunque tu vada. Mi hai lasciato parecchio, sappi che ne farò tesoro per sempre.

Libretto

Adieu, libretto. Se vuoi, vienimi a trovare il 21 gennaio prossimo. Vedrai che a qualcosa sei servito veramente.

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Forse involontariamente o forse no, Miss Kappa ha risposto al mio invito di qualche settimana fa.

…A fronte dei fortunati 4.500 che vivono nelle casette disneyland, oggi vi voglio accennare della condizione degli studenti fuori sede. L’Aquila era una città universitaria, contava 27.000 iscritti. E ragazzi e professori costituivano la maggior risorsa economica di un territorio decisamente depresso. Gli studenti quest’anno sono scesi a 16.000. Ancora parecchi. Bravi questi ragazzi coraggiosi che amano la nostra città e non vogliono abbandonarla. Ma, ovvio, la protezione civile non poteva pensare a loro. Ed al danaro che portavano a questa città. L’economia non è affar loro. L’economia degli altri. Ora questi ragazzi sono ostaggio degli stessi pescecani che hanno triplicato, per noi e per loro,nella migliore delle ipotesi, i prezzi degli affitti. E quello che si trova non è sufficiente per tutti. Occorrono 10.000 posti letto. La casa dello studente, che verrà gestita dalla Curia, e di questo parleremo, ne ospiterà centoventi. Duecento saranni alloggiati nei locali della Scuola Superiore Reiss Romoli. Gli altri? Guardate il video.

Il video in questione è il seguente.

Ispirazione mattutina

Sono andato a dormire con un fastidiosissimo mal di pancia, ieri sera. Una camomilla per provare ad alleviarlo, ma niente da fare: stamattina si è presentato di nuovo. Quella camomilla è servita soltanto a ridurre il tempo per l’arrivo del sonno profondo. Nient’altro.
Alle sei e mezza prendo l’autobus per L’Aquila e la mia pancia borbotta a più riprese, che si fanno sempre più frequenti con il passare del tempo. Quando scendo dall’autobus a Coppito, sono le otto e cinquanta. Il mal di pancia sembra essersi preso un attimo di ferie. Ne approfitto quindi per fare colazione al Gallucci, poco distante dalla facoltà di Scienze.
Passano dieci minuti da quando ho archiviato cornetto e cappuccino e il mal di pancia si fa risentire. Non ne sento il bisogno, ma in testa mi frulla quello che avrebbe detto mia madre in quella circostanza, quindi salgo al primo piano di Coppito 1, dove i bagni sono più accoglienti.
Inizialmente, non sembra essere un problema di quel genere. Poi, però alzo lo sguardo sulla porta. E vedo questo.

Berlusconi Ricercato (in bagno)

Beh, adesso è passato tutto.
E non vi venisse in mente di pensare che ci sia qualche nesso tra quell’immagine e quei pirla su Facebook. Per una volta, il nostro premier mi ha aiutato veramente.

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