Forza panino

mcmerdaSe siete in due, dalle parti di Pescara e siete con almeno due automobili, prendetele. Ore pasti, possibilmente la sera. Avete tre mete selezionabili ed una imposta. Organizzatevi così: uno di voi va alla meta imposta, l’altro va ad una delle tre selezionabili. Potete ripetere l’esperimento tre volte.

Le tre mete selezionabili sono: Piazza Unione, Lungomare Nord di Pescara e l’ex Monti di Montesilvano. La meta imposta è il McDonald’s di Montesilvano. Armatevi di telefonino, possibilmente di quelli con la fotocamera, in modo da poter documentare l’esperimento.

Siete a Piazza Unione. Sono le nove di sera, oppure le undici e mezza. Date uno sguardo a Capitol, il kebabbaro all’angolo con viale Marconi, all’altezza del semaforo. Oppure buttate un occhio dentro al kebabbaro dall’altra parte della piazza, quello vicino al tabacchino. Tanta gente. Chi rimane li a mangiare, chi prende e va via. C’è chi dice che il secondo faccia anche delle buone pizze. Scattate una foto.

Siete sul Lungomare Nord di Pescara. Essendo sera, quel tratto di strada è proprietà di chioschi e, a volte, di puttane. Ma soprattutto di chioschi. Dal nuovo chiosco multifunzione giallissimo di fronte al San Marco, fino a quello più lontano prima delle Najadi, vedete almeno una quindicina di persone in ogni chiosco, intente a mangiare o a farsi preparare una bella stozza. Anche di giorno, ma in tono minore, i chioschi del Lungomare Nord sono ricchi di clienti. Scattate una foto.

Siete davanti all’ex Monti di Montesilvano. Poco più avanti, andando verso nord, sulla sinistra, c’è un piccolo locale, quasi sulla strada, chiamato Lo spuntino. Provate ad entrare, se trovate posto. Spero per voi sia estate, altrimenti vi toccherà aspettare un tantino fuori al freddo, prima di prendere un panino. Scattate una foto.

Siete al McDonald’s di Montesilvano, che si trova proprio di fronte a Lo spuntino. Entrate e lo troverete semivuoto, a meno che non sia un giorno festivo. L’atmosfera non è di quelle festose dei primi tempi. E’ abbastanza triste. Scattate una foto.

Ora prendete tutte queste foto e le inviate ad uno dei seguenti indirizzi email: ufficiostampa@politicheagricole.gov.it, urp@politicheagricole.gov.it, internet.redazione@politicheagricole.gov.it.

E fate sapere al Ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia che quelli del Guardian non hanno poi tutti i torti: la critica del giornale inglese è inappellabile, specie quando afferma:

For many Italians, their very sense of identity lies in the food, not just of the region in which they were born, but of the town, village, hamlet, even house. And they hold to the superiority of their local produce and dishes with passion. That is why eating your way round Italy is such a continual delight. Pleasure lies in diversity, not homogeneity. Who wants to eat the same stuff the whole world over? It’s boring. It’s the kind of global mind-numbing sameness and taste bud-mugging mediocrity that McDonald’s embodies. No-one in their right mind can see McDonald’s as either a force for good in the world or as representing the sunny uplands of gastronomy.

Scrivetegli che il McDonald’s è una pessima scelta per rappresentare i prodotti nostrani, simbolo di genuinità e di sapori unici, fatti di passione e di tradizione tramandata di famiglia in famiglia, di generazione in generazione. Aggiungete anche che ormai è tristissimo e forse anche out prendere per buona qualsiasi occasione per attaccare la sinistra (?) italiana, anche quando a parlare è il Guardian. Stalin sarà pure morto, ma questo non rimedia alla mera figura che stiamo rimediando in tutto il mondo. E la storia dei 3 milioni e 448 mila euro nelle tasche degli agricoltori non regge assolutamente: se il panino fa schifo, stai tranquillo che non lo mangerà nessuno, quindi non cantiamo vittoria prima del tempo. E se fallirà, i 3 luoghi sopra descritti saranno contenti di questo.

Ah, già che ci siete, consigliategli anche la visione di Fast Food Nation. Magari ci ripensa.

Vaffancuria

Avete da ridire sulla pillola Ru486 e ci fate la morale sul biotestamento anche grazie a politicanti dal dubbio quoziente intelletivo. Vi state inalberando per la sentenza della Corte Europea sui crocifissi, ma non dite una parola sulle vittime della violenza delle forze dell’ordine. Portate avanti una battaglia che definirei omofoba contro gli omosessuali, che vogliono semplicemente avere gli stessi diritti di tutti. Non vi sta bene neanche Halloween.
Adesso vi siete presi anche la nuova Casa dello Studente a L’Aquila, in barba all’Accordo di Programma, in barba alle graduatorie stilate dall’ADSU, in barba a 285 idonei non beneficiari. 122 posti letto assegnati senza nessuna trasparenza di criterio e di selezione. E tutto questo solo perché il terreno sul quale sorge il nuovo studentato l’avete donato voi.
Non ricordavo che la tradizione cristiana avesse sottinteso il principio del dare-avere. Credevo fosse solo una prerogativa della mafia. Mi sbagliavo.

Roba da record

Fino a ieri pensavo di essere un umano privilegiato, essendo cittadino di una nazione che può vantare un imputato in un processo per corruzione come Primo Ministro.
Oggi, invece, so che sarò più che privilegiato: se le cose vanno come dovrebbero andare – vista l’antifona -, avrò l’onore di poter andare all’estero e pavoneggiarmi per avere come Primo Ministro un condannato.
E tutti gli italiani là dietro a cantare Meno male che Silvio c’è o Silvio grande è. Ma sì, in fondo la storia ce l’ha insegnato: nel bene o nel male, se dobbiamo far qualcosa, la facciamo come si deve.
Italians do it better.

Praticamente di tutto

Amo la satira, in tv poi è il massimo. Ecco perché lavorare per Striscia la notizia o Le Iene è un sogno che intendo realizzare. Certo se dovessi indicare una alternativa alla tv dire senza dubbio l’agenzia di stampa. (…)
Ma ho sempre lavorato… mi piace essere un tipo indipendente!
Dal 1997 comunque mi sono data da fare in ogni modo: Baby sitter, hostess, segretaria, commessa, praticamente di tutto. (fonte)

Ad Annalisa Spinoso piace essere un tipo indipendente. Da cosa, però, non riesco a capirlo. Libera e felice come una farfalla nella vita affettiva? Sono scelte inappellabili. Nessuna religione in cui credere? Se così fosse, punto di vista rispettabile.
Libera di fare giornalismo? Ne dubito, se ti rendi autrice di un servizio del genere.

E che non mi venisse a dire che è satira.

Apologie di reato

Faccio notare ai lor signori che di merda, su Facebook, ce n’è a volontà. Che facciamo? Denunciamo tutti per apologia al fascismo o segnaliamo a Facebook che nell’italica penisola creare certe cose equivale a violare la Costituzione Italiana (una cosuccia da niente, quindi)?
Fatemi sapere, io intanto vado a spegnere il mal di testa che mi ha procurato lo scrivere questo post (non per gli argomenti, per quelli vomito: è che sto proprio male).

Nostalgie

Non so cosa possa essere peggio tra un coro contro i napoletani intonato da Salvini e la risposta-rap della Mussolini (in napoletano, tra l’altro).
So solo che questa gente rappresenta la classe dirigente, nonché parte integrante del Governo, che guida il nostro Paese.
E io che prendevo a parole l’Uomo Gatto.

Forti e gentili sì, fessi no

Il video che vedete sopra è soltanto l’ultimo sintomo di una serie abbastanza lunga, che si profila dal 30 maggio ad oggi. Quel giorno cominciò a farsi sentire – e in maniera molto altisonante – la voce fino ad allora ignorata degli aquilani, che si radunarono alla Fontana Luminosa, per ribadire il loro diritto ad avere una casa, la loro casa, la loro città.
Nel servizio qui sopra, la costruzione – e non ricostruzione – a L’Aquila viene utilizzata come velo per altre notizie che metterebbero in imbarazzo il Premier. Che giustamente torna in grande spolvero con le promesse, a pochi giorni dalla seconda tornata elettorale dei ballottagi. Le stesse promesse che aveva fatto prima del 7 giugno, quando lui stesso – in un’ordinanzatoglieva l’esenzione dall’IRPEF nelle zone colpite dal sisma (Sulmona su tutte).
Promesse non mantenute. E gli aquilani non sono rimasti a guardare. Anzi, hanno fatto visita ai parlamentari di Montecitorio, ignorati dai mezzi di informazione (almeno in prima istanza, alle 13:30) e presi in giro da una nota parlamentare, che legge non è.
Dalle tendopoli non arrivano buone notizie. Una su tutte è quella che mi fa storcere il naso: è la denuncia di Giulietti (Idv).

Inoltre, «nei campi c’é anche il divieto di fare assemblee e di distribuire volantini. Cosa sono queste cittadelle? Dei campi di detenzione, dei centri di accoglienza? C’é un luogo dello stato dove c’é una sospensione dei diritti? Non ci possono essere – conclude Giulietti – limitazioni alla libera circolazione dei cittadini e all’articolo 21 della Costituzione» (fonte).

Cos’altro fare – e dire, e scrivere – per aprire gli occhi agli italiani?

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