Ad hoc
Do per assunto che il PDL sia un partito composto per lo più da cortigiani di dubbia rispettabilità e competenza. La dimostrazione è stata fornita sabato scorso, nel migliore dei modi possibili. Do anche per assunto che i cortigiani siano asserviti al re di turno, tanto da preparargli un decreto salva-liste apposito per poter rientrare laddove hanno commesso illeciti.
Quindi nel nostro paese, al giorno d’oggi, è possibile questo. Tu violi le regole e, se hai il potere sufficiente per modificarle, le riscrivi a tua immagine e somiglianza. Vizi di forma, guardiamo la sostanza, dicono. Mi va benissimo.
A prescindere da quanto possa giovare al risultato il riammettere queste persone, se dovesse passare questo decreto da oggi in poi ragionerò come il nostro premier.
E se non mi presento ad un esame perché stavo mangiando un panino al bar, voglio che mi si dia la possibilità di farlo il giorno dopo. Pretendo che tutti coloro che non hanno potuto, per ragioni diverse, ritirare la tessera dei trasporti (che ti permette di viaggiare gratis dal tuo comune di residenza fino all’Università aquilana) abbiano la possibilità di accedere a questo beneficio, riaprendo i termini della consegna di tali tessere a loro piacimento. Se non consegno in tempo la domanda per una borsa di studio o per un alloggio in uno studentato, pretendo che vengano prorogate le scadenze a seconda di come meglio mi aggradi. Se il mio padrone di casa pretende i soldi entro il 5 del mese, esigo che si crei una legge che mi permetta di violare il contratto stipulato mesi fa e di poter pagare quanto, quando e come voglio io.
Se non bastasse, voglio, pretendo, esigo in maniera inappellabile e improrogabile che tutti coloro che non hanno potuto accedere al progetto C.A.S.E. perché non hanno compilato il questionario della Protezione Civile entro il 10 agosto 2009, possano avere un alloggio presso una delle 19 new town che scaricano i liquami nell’Aterno: ovviamente, quando e come lo si decide con una legge appositamente redatta dagli abitanti esclusi. Tanto ci sono quasi 2000 posti letto vacanti.
Infine, pretendo che se una legge del genere fosse approvata, in piazza ci si scenda davvero, ma per farla finita. Una volta per tutte.
Alla berlina
Quindi se uno regala appalti ai parenti e ai mafiosi, se è indagato per corruzione e se è tra i responsabili di uno scandalo senza eguali, è un eroe. Mentre invece se ti spezzi la schiena da volontario, facendo orari assurdi ma sempre con il sorriso in volto perché sai di fare del bene a gente che ne ha veramente bisogno, meriti il dimenticatoio.
Nell’olimpo degli eroi, Bertolaso sedierà alla destra di Mangano?
Liquame
Apprendo da Emmanuel Negro che il 2 febbraio 2010 il nostro governo ha approvato una legge che depenalizza lo scarico di liquame nei fiumi.
Ora non so quanto possa essere una coincidenza il disastro ambientale del fiume Lambro, ma è difficile pensare che questa norma non sia una conseguenza, se si pensasse a come sta il fiume Aterno, con tutti gli scarichi provenienti dal progetto C.A.S.E. riversati direttamente nel fiume che arriva fino a Pescara.
Due parole sul Festival di Sanremo
Ma se pensassimo a crescere piuttosto che lasciarci semplicemente invecchiare, non sarebbe meglio?
Feticismi
Dalla Repubblica di oggi:
D’altro canto, già il 6 aprile, in una conversazione tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell’impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, associata al consorzio Novus di Napoli e il cognato Gagliardi si capisce che c’è attesa per le mosse di Balducci sugli appalti: “Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno”. “Lo so”, e ride. “Per carità, poveracci”. “Va buò”. “Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto“.
Che voi possiate morire di indigestione, mangiando la merda di cui siete fatti.
Forza panino
Se siete in due, dalle parti di Pescara e siete con almeno due automobili, prendetele. Ore pasti, possibilmente la sera. Avete tre mete selezionabili ed una imposta. Organizzatevi così: uno di voi va alla meta imposta, l’altro va ad una delle tre selezionabili. Potete ripetere l’esperimento tre volte.
Le tre mete selezionabili sono: Piazza Unione, Lungomare Nord di Pescara e l’ex Monti di Montesilvano. La meta imposta è il McDonald’s di Montesilvano. Armatevi di telefonino, possibilmente di quelli con la fotocamera, in modo da poter documentare l’esperimento.
Siete a Piazza Unione. Sono le nove di sera, oppure le undici e mezza. Date uno sguardo a Capitol, il kebabbaro all’angolo con viale Marconi, all’altezza del semaforo. Oppure buttate un occhio dentro al kebabbaro dall’altra parte della piazza, quello vicino al tabacchino. Tanta gente. Chi rimane li a mangiare, chi prende e va via. C’è chi dice che il secondo faccia anche delle buone pizze. Scattate una foto.
Siete sul Lungomare Nord di Pescara. Essendo sera, quel tratto di strada è proprietà di chioschi e, a volte, di puttane. Ma soprattutto di chioschi. Dal nuovo chiosco multifunzione giallissimo di fronte al San Marco, fino a quello più lontano prima delle Najadi, vedete almeno una quindicina di persone in ogni chiosco, intente a mangiare o a farsi preparare una bella stozza. Anche di giorno, ma in tono minore, i chioschi del Lungomare Nord sono ricchi di clienti. Scattate una foto.
Siete davanti all’ex Monti di Montesilvano. Poco più avanti, andando verso nord, sulla sinistra, c’è un piccolo locale, quasi sulla strada, chiamato Lo spuntino. Provate ad entrare, se trovate posto. Spero per voi sia estate, altrimenti vi toccherà aspettare un tantino fuori al freddo, prima di prendere un panino. Scattate una foto.
Siete al McDonald’s di Montesilvano, che si trova proprio di fronte a Lo spuntino. Entrate e lo troverete semivuoto, a meno che non sia un giorno festivo. L’atmosfera non è di quelle festose dei primi tempi. E’ abbastanza triste. Scattate una foto.
Ora prendete tutte queste foto e le inviate ad uno dei seguenti indirizzi email: ufficiostampa@politicheagricole.gov.it, urp@politicheagricole.gov.it, internet.redazione@politicheagricole.gov.it.
E fate sapere al Ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia che quelli del Guardian non hanno poi tutti i torti: la critica del giornale inglese è inappellabile, specie quando afferma:
For many Italians, their very sense of identity lies in the food, not just of the region in which they were born, but of the town, village, hamlet, even house. And they hold to the superiority of their local produce and dishes with passion. That is why eating your way round Italy is such a continual delight. Pleasure lies in diversity, not homogeneity. Who wants to eat the same stuff the whole world over? It’s boring. It’s the kind of global mind-numbing sameness and taste bud-mugging mediocrity that McDonald’s embodies. No-one in their right mind can see McDonald’s as either a force for good in the world or as representing the sunny uplands of gastronomy.
Scrivetegli che il McDonald’s è una pessima scelta per rappresentare i prodotti nostrani, simbolo di genuinità e di sapori unici, fatti di passione e di tradizione tramandata di famiglia in famiglia, di generazione in generazione. Aggiungete anche che ormai è tristissimo e forse anche out prendere per buona qualsiasi occasione per attaccare la sinistra (?) italiana, anche quando a parlare è il Guardian. Stalin sarà pure morto, ma questo non rimedia alla mera figura che stiamo rimediando in tutto il mondo. E la storia dei 3 milioni e 448 mila euro nelle tasche degli agricoltori non regge assolutamente: se il panino fa schifo, stai tranquillo che non lo mangerà nessuno, quindi non cantiamo vittoria prima del tempo. E se fallirà, i 3 luoghi sopra descritti saranno contenti di questo.
Ah, già che ci siete, consigliategli anche la visione di Fast Food Nation. Magari ci ripensa.
Vaffancuria
Avete da ridire sulla pillola Ru486 e ci fate la morale sul biotestamento anche grazie a politicanti dal dubbio quoziente intelletivo. Vi state inalberando per la sentenza della Corte Europea sui crocifissi, ma non dite una parola sulle vittime della violenza delle forze dell’ordine. Portate avanti una battaglia che definirei omofoba contro gli omosessuali, che vogliono semplicemente avere gli stessi diritti di tutti. Non vi sta bene neanche Halloween.
Adesso vi siete presi anche la nuova Casa dello Studente a L’Aquila, in barba all’Accordo di Programma, in barba alle graduatorie stilate dall’ADSU, in barba a 285 idonei non beneficiari. 122 posti letto assegnati senza nessuna trasparenza di criterio e di selezione. E tutto questo solo perché il terreno sul quale sorge il nuovo studentato l’avete donato voi.
Non ricordavo che la tradizione cristiana avesse sottinteso il principio del dare-avere. Credevo fosse solo una prerogativa della mafia. Mi sbagliavo.

