Onnipotenze

Io sono mio nonno

*: citazione.

Trova le differenze

1998. Negli Stati Uniti d’America esplode lo scandalo che passerà alla storia come Sexgate, che vede implicato il Presidente Bill Clinton in una storia di sesso orale con la propria stagista Monica Lewinsky. Non fu l’unica storia di “comportamento sessuale inadeguato”, basti citare Paula Jones.
Scandalo dell’opinione pubblica e della stampa americana ed internazionale.
Il Sexgate costò a Clinton l’impeachment, dal quale non uscì del tutto indenne: il giudice lo ritenne non colpevole per alcuni reati, ma dovette sborsare 90 mila dollari per falsa testimonianza (oltre agli 850 mila nella causa intentatagli dalla Jones).
Alle elezioni del 2000, brogli sospetti a parte, le urne diedero ragione ai repubblicani.

2009. In Italia esplode lo scandalo Velinopoli – o Sputtanopoli, o Puttanopoli, come meglio volete – che vede coinvolto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Diverse starlette ed escort raccontano i metodi di reclutamento nel Popolo delle Libertà, delle feste e delle nottate passate tra Villa Certosa e Palazzo Grazioli.
Scandalo di una parte dell’opinione pubblica e della stampa internazionale e di pochissima stampa italiana, nella quale c’è anche chi si appresta a difendere il Premier italiano.
La questione delle starlette è in qualche modo legata anche ad un giro di induzione alla prostituzione e detenzione di sostanze stupefacenti, a loro volta legate ad un’inchiesta di tangenti in ambito sanitario privato, tra imprenditori e amministratori (di centrosinistra) pugliesi.
Velinopoli non costa niente al Premier, ma costa tanto alla reputazione dell’Italia al di là delle Alpi e del Mediterraneo. Nessun “impeachment”, nessun provvedimento. Anzi, il TG1, telegiornale del servizio pubblico televisivo italiano nonché prima testata italiana, si permette il lusso di non parlare di questo scandalo.
Alle europee dello stesso anno gli italiani premiano il Presidente del Consiglio, ma non come questi sperava. Provinciali e comunali confermano la frenata e consegnano un paese spaccato – per l’ennesima volta – in due. 34 province al centrodestra, 28 al centro sinistra. 14 comuni al centrodestra, 16 al centrosinistra. E il Premier parla di “vittoria schiacciante”.

Italian style

“Amore ma con chi stai parlando? Sei passato di nuovo al baretto?” [cit.]

We had one nice and vaguely efficient waitress who was, not surprisingly, the least glamorous of them. Mostly, though, they were typical Italian hires (one thinks of Silvio Berlusconi and his cabinet of porn actresses): tall, angular, beautiful, haughty, heavily made-up and utterly, utterly useless.

Lo trovate a Londra, al 43 di Blandford Street.

B’s Corner /7 – ‘O miracule

Anche se siamo al 14 di agosto, trovo il tempo per farmi – e farvi – domande, oltre a dirvi che dal 15 al 20 qui si rimane chiusi.
Sarò breve: succede che Newsweek parla di miracolo, un miracolo lungo 100 giorni, tanti sono quelli impiegati da Silvio Berlusconi «a controllare un paese che sembrava ingovernabile».
A prescindere da questa affermazione, la domanda sorge spontanea: perché i nostri quotidiani e le nostre tv hanno dato risalto al miracolo berlusconiano citato da Newsweek e hanno completamente ignorato le denunce fatte dal The Economist (one, two, three), dal Telegraph, dal Guardian (sul G8, sulla similitudine con Mussolini, su rom e anticorruzione), sull’International Herald Tribune (one and two)?
Certo, questi sono tutti quotidiani comunisti. O peggio fascisti, come Famiglia Cristiana, vero Giovanà?

B’s Corner /6 – La sottile linea verde

L’Economist torna a parlare dell’Italia e lo fa con gran classe. Questa volta si occupa dei militari. Pone anche un interrogativo al quale pregherei i più berlusconiani all’ascolto di rispondere.

Italy may not be Colombia, but it might start to look like it.
Amid the melodrama — including the “emergency” over the arrival of migrants on boats from north Africa and the eviction of gypsies — there is a nagging question. Why is a government so tough on crime so indulgent about corruption?

Una bella domanda, alla quale ha cercato di rispondere anche il presidente del GRECO, il Group of States against Corruption, tale Drago Kos. Quest’ultimo ha spedito una lettera di solidarietà all’Alto Commissario per la lotta contro la corruzione, il quale è stato soppresso per mezzo della manovra finanziaria divenuta legge grazie al DL 112/08.
Scrive Kos:

I really fear that Italy is about to move back to a situation in which there is no real political will to fight corruption; this is all the more disturbing as Italy has only recenlty joined GRECO1 and is now expected to give convincing proof that it is taking determined action against corruption.

Il presidente del GRECO ha centrato in pieno il bersaglio: non c’è nessuna volontà politica reale di voler combattere la corruzione.
E ricorda:

The elimination of you Office is not only a loss for your country but also for GRECO. It would appear that your government does not understand that Italy, [...], is watched closely by those member States which have more recently joined the organization. This bad example may well impact on the position of anti-corruption bodies in the other GRECO members States, some of which have come under pressure lately, including my own country.

Kos esprime timore riguardo la possibilità che l’iniziativa nel nostro governo possa essere imitata in altri paesi, specialmente quelli che hanno da poco preso parte al GRECO.
Dov’è, dunque, la vera emergenza?

1: l’Italia era paese membro del GRECO dal 30 giugno 2007 (fonte).

B’s Corner /2 – 21, con qualche dimenticanza

Libertà?Aveva detto che ne sarebbero stati 12, ma non aveva specificato con portafoglio. Aveva detto che voleva mettere su un governo pulito, ma forse si riferiva ad un appalto per una lavanderia dentro Montecitorio.
Ha avuto il merito di stilare la lista dei 21 ministri nel più veloce dei modi, all’atto dell’interpellazione del Presidente della Repubblica. Ha creato nuovi ministeri tra i quali il Ministero per la Semplificazione Normativa (?), dato a sir Calderoli Roberto (!), e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, un cocktail di tre ministeri che pare verranno scorpati da un provvedimento legislativo in preparazione, che permetterà di aumentare il numero di Ministeri laddove ce ne fosse bisogno.
Ah, sulla Carfagna (Ministra solo nella settima foto) neanche mi pronuncio.
Quindi, le domande che l’indimenticato Lubrano definirebbe spontanee sono:

  1. Che bisogno c’era di accorpare 3 ministeri, per poi dividerli? Per poter dire di aver rispettato la promessa dei 12 annunciati in campagna elettorale?
  2. Con il tasso di anzianità più alto d’europa e con la situazione sanitaria nazionale da brividi (vedi ospedali, vedi episodi di malasanità – improvvisamente scomparsi dalle cronache -, vedi finti dottori) non sarebbe stato più opportuno creare da subito un Ministero ad hoc?
  3. Che cazzo è la semplificazione normativa?
  4. E, infine, che fine ha fatto il governo pulito al quale tanto si ambiva?

Sicuri che il vero problema è rappresentato dai redditi pubblicati on line?
Update: di sanità all’aceto ne sanno qualcosa Lazio e Abruzzo.

B’s Corner /1 – Vergognati!

Inauguro oggi una nuova rubrica – e da giovedì riparte anche la 50 Songs From A Clubber – dedicata al nuovo (?) Premier che l’Italia ha eletto lo scorso 14 aprile. Astenersi militanti politici da curva nord.


Quelli che vedete nel video sono due membri di Qui Milano Libera, movimento fondato da Pietro Ricca.
Raffaele Fitto, quello che parla di mazzata sulla testa, colui che dice che dobbiamo rassegnarci all’evidenza degli atti eroici di Salvatore Mangano è indagato (dalla Procura di Bari) per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti.
Cito da Wikipedia:

Il 20 giugno 2006 la Procura di Bari ha chiesto alla Camera dei Deputati gli arresti domiciliari di Fitto con l’accusa di illecito affidamento dell’appalto di gestione di 11 residenze sanitarie di proprietà dell’imprenditore romano Giampaolo Angelucci (proprietario di numerose cliniche private). Secondo l’accusa, Angelucci avrebbe versato una tangente di 500.000 euro alla lista di Fitto in occasione delle elezioni regionali del 2005, in cambio di favori illeciti per vincere l’appalto da 198 milioni di euro con cui ha ottenuto la gestione delle undici residenze sanitarie “assistite” dalla Regione Puglia. Si tratta della stessa inchiesta per cui è indagato Francesco Storace. Il parlamento, tuttavia, ha respinto l’autorizzazione a procedere con l’arresto con 457 voti favorevoli, 1 contrario (dello stesso Fitto) e 2 astenuti.
Il 22 dicembre 2007 la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio di Fitto e di Angelucci, accusati di concorso in corruzione e illecito finanziamento ai partiti. Le accuse per Fitto riguardano anche i reati di falso e peculato.

Un brav’uomo da mandare a governare il Paese, uno di cui fidarsi. Il Vergognati! di Berlusconi, poi, è materiale per Enrico Ghezzi.

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