Non è un errore di stampa, ma la triste verità. Leggo da-più-parti che il 4 Vele Cup 2008 non si disputerà. Sono particolarmente legato a tale manifestazione perché nelle edizioni 2004 e 2005 ero parte integrante del team organizzativo, al fianco di Luigi Alfieri, il quale mi è sembrato abbastanza turbato dalla gestione amministrativa della nostra città.
“In questi anni sono stato lasciato completamente solo dalle Amministrazioni e dal Coni, come se far arrivare centinaia di atleti da tutto il mondo non comportasse già decine di problemi. A stancarmi è stata proprio l’indifferenza della politica. Non è accettabile che una città come Pescara non abbia la capacità di supportare a livello logistico manifestazioni di richiamo come il 4 Vele Cup, o che mostri completa indifferenza dal punto di vista economico e dei servizi. Insomma il 4 Vele Cup, l’unico evento internazionale degli ultimi 10 anni della Riviera di Pescara non interessa a questa Amministrazione, al contrario di altri appuntamenti che - al di là dell’aspetto commerciale - non lasceranno nulla sotto l’aspetto sociale allo sport”.
Non so cosa sia cambiato in 3 anni all’interno dell’organizzazione, ma è davvero desolante togliere un piccolo grande pezzo di storia come questo all’estate pescarese.
Anche se dire fine estate, nel mio caso, è un paradosso, visto che non è mai iniziata. Magnalonga e qualche serata fatta come si deve al Tabacchi a parte, posso dire che l’estate 2007 può collocarsi al primo posto come peggiore estate dal 12 dicembre 1983 ad oggi.
C’è qualcosa che non mi è mancato di certo:
Innanzitutto, quello che segue non è un post per parrucchieri, come qualcuno avrebbe potuto pensare dal titolo. La definizione di frangetta in questione è difficile da dare, ma basta fare un salto qui e qui per rendersene conto.
La versione pescarese è stata redatta da alex101714 e la potete trovare anche su YouTube. Mi sono permesso di estrapolare l’audio e pubblicarlo da queste parti perché è la vera fotografia della società pescarese, per lo meno della maggioranza.
Un bel 10 e lode ad Alex. Continuando a leggere il post, troverete il testo.
La scaramanzia è solo uno dei tanti filamenti di codice che il DNA dell’italiano medio porta dentro di sé, ma sicuramente è uno dei più manifesti nell’arco della propria vita. Può generare depressione, ansia, stress e qualsiasi genere di affermazione che potrebbe compromettere qualsiasi tipo di rapporto umano.
Soprattutto, la scaramanzia è fatta di rituali, procedure dogmatiche da seguire alla lettera senza alcuna sfumatura: pena il diploma di porta-sfiga.
Di questi rituali, due hanno dato frutti nella maniera più puntuale possibile: salame, pecorino e doppia bottiglia di vino prima di un esame, birra, patate e salsicce la sera del mercoledì di coppa. Quest’ultimo ha regalato la coppa campioni al Milan, perciò non può passare inosservato.
Mercoledì sera ero ospite a casa di Patrizio, che al contrario della propria natura nerazzurra, era lì pronto ad esultare per i gol di Inzaghi e a bestemmiare per le mancate occasioni rossonere. Il rituale è stato rispettato alla lettera e l’operazione ha avuto successo.
Il sacrificio che ha fruttato la settima Coppa dei Campioni alla squadra di Ancelotti ha visto scomparire nell’arco di un’ora e mezza qualcosa come 20 salsicce, chili e chili di patate, 6 litri di birra e 2 di vino.
Ovviamente, l’anno prossimo il mercoledì avremo un nuovo appuntamento fisso.