Provinciali

Romano Luperini sui critici che riducono Saviano a semplice fenomeno mediatico.

Loro appartengono alla razza di chi non conosce il trauma. Non possono che detestare Saviano, che il trauma glielo sbatte in faccia. Costoro si sono formati in anni di ilare nichilismo. Saviano è venuto dopo: appartiene alla generazione dei precari, dei giovani disperati senza futuro, che hanno molto in comune con i marginali e i migranti appena giunti nel nostro Paese.
Come possono capirlo quanti si barricano dietro una cultura italica da anni Trenta e ripetono nei confronti di Silvio Berlusconi e del berlusconismo le stesse posture che i letterati italiani misero in campo contro Benito Mussolini e il mussolinismo?
Ripropongono il vecchio strumentario di sempre del letterato italiano: la protesta politica ridotta a battute di spirito (fatte circolare, ora, via internet), la chiusura in piccole cricche, il formalismo, la difesa di una vecchia idea di letterarietà, la torre d’avorio di una presunta purezza che eviterebbe qualsiasi contaminazione con il mondo dei media. Sono dei provinciali.

L’esempio

Dato che scrivo post collegati l’un l’altro, voglio parlare dell’Ospedale San Salvatore colpito dal terremoto ed in particolare del ruolo che mio padre ha al suo interno in qualità di infermiere. Lavora presso il reparto Cardiologia, gira da un reparto ad un altro con l’apparecchio per gli elettrocardiogrammi su un carrello, lui conosce tutti, pazienti e dipendenti, per me è un eroe perchè mette davanti a sé la salute dell’individuo nel momento in cui indossa la divisa. L’ospedale è la sua vita, meglio della caffeina a mio avviso, al punto che gli piace quello che fa. Mio padre è intelligente, non si fa fregare tanto facilmente da chi ne sa meno di lui, ha una coscienza laica ed aperta pronta a confrontarsi con chiunque. A 36 GRADI c’è una sfida non ancora vinta data dalla vita che dà la spinta, ma A 360 GRADI riesce a vedere quanto è tondo il mondo e della possibilità che niente è perduto.

Niente è perduto, è l’ora di rialzarsi e ricominciare.

Forse ci sbagliavamo

Dave Winer sentenzia così sul suo Scripting News.

Bill Gates, 1994: “The Internet is a great phenomena. I dont see how the emergence of more information content on a network can be a bad thing for the personal computer industry. Will it cause less personal computers to sell? I think quite the opposite. Less copies of Flight Simulator or Encarta?”

PaidContent, 2009: “Microsoft will discontinue both its MSN Encarta reference Web sites as well as its Encarta software, which have both been surpassed by rising competitors, like Wikipedia.

Qualche piccolo errore di valutazione o la chiusura di Encarta era cosa prevedibile?

Newseum Today’s Front Pages

Scopro stasera, via Joho, l’esistenza di un servizio fornito da Newseum: una mappa in Flash, tanti pallini gialli e le prime pagine delle testate giornalistiche più importanti del mondo; navigando per la mappa è possibile visualizzare in miniatura tutte le prime pagine dei giornali, per poi prenderne visione a grandezza tale da poter leggerne i contenuti con un semplice click.
Con mio grande stupore, tra le testate raccolte c’è anche Il Centro, quotidiano locale abruzzese, sia in formato immagine che in formato PDF.

Big Picture Notes, svisti e mai visti

Alan Taylor è l’autore della rubrica fotografica del Boston Post, alla quale mi sono affezionato parecchio ultimamente e della quale condivido parecchi contenuti. Parlo di The Big Picture, una raccolta quasi quotidiana di scatti degli eventi più importanti e più affascinanti del mondo intero.
Per chi sente parlare di The Big Picture per la prima volta, può essere sufficiente dare uno sguardo alle gallerie dedicate alle Olimpiadi di Pechino, all’inaugurazione della presidenza di Barack Obama, agli occhi puntati allo spazio verso la Luna, Giove e Marte.
Bene, il signor Taylor ha ben pensato di aprire una piccola rubrica satellite, chiamata The Big Pictures Notes, nella quale raccoglierà scatti più informali, che non passeranno sulla rubrica ufficiale. Uno sguardo più intimo, ma anche più disinvolto.
Dice Taylor:

Big Picture Notes will be a place for administrivia, things like this note about my travel to Austin for SXSW, or other meta-discussion. It will also be a place for follow-up photo stories [...], or shorter-form photo stories. It will also be a place for standalone photos – images that don’t come with a lot of context, but are amazing nonetheless [...]

Non ci sono problemi: tu fai le foto e io aggiungo la rubrica a Google Reader.

Facebook, la nuova homepage

Dal quartier generale di Facebook, ecco la nuova versione della home page. Angoli arrotondati delle miniature, un nuovo layout, una differente distribuzione dei contenuti e soprattutto l’aggiornamento in tempo reale delle attività degli amici.
Già sento voci a me vicine che si lamenteranno e che mi chiederanno come tornare alla vecchia versione. O meglio, già vedo l’invito al gruppo “Clicca qui per tornare alla vecchia versione di Facebook!!!”.

In an open and transparent way

A me l’idea di far creare i documenti che regolano la vita su Facebook direttamente agli utenti piace un casino.

Beginning today, we are giving you a greater opportunity to voice your opinion over how Facebook is governed. We’re starting this off by publishing two new documents for your review and comment. The first is the Facebook Principles, which defines your rights and will serve as the guiding framework behind any policy we’ll consider—or the reason we won’t consider others. The second document is the Statement of Rights and Responsibilities, which will replace the existing Terms of Use. With both documents, we tried hard to simplify the language so you have a clear understanding of how Facebook will be run. We’ve created separate groups for each document so you can read them and provide comments and feedback.

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