Author Archive for admin

18
Lug

B’s corner /4 - Collage, commedia in 2 atti

TremontiAtto I - Contraddizioni
C’è un Tale, in un palazzo fatto di persone per bene, che ha il compito di risanare le sorti economiche di un paese ormai ad un passo dal collasso. C’è B, dal carisma e dalla dialettica nettamente superiore, che vuole mettere al sicuro sé stesso lo stesso paese di cui si occupa il Tale.
Il Tale si vede contestare la propria creazione in piazza, con tutte le forze dell’ordine che gli consigliano vivamente di tornare sulle proprie decisioni o quanto meno adeguarle al necessario. Perché 3 miliardi di euro volati via come la sabbia non passano inosservati. B, però, vuole più controllo e più sicurezza, vuole rassicurare la cittadinanza italiana e non vuole sentire ragioni, né si cura di piazze che inveiscono contro la sua volontà: si fa come dice lui, la sicurezza è una priorità. E quindi nega.
Ora rispondete a questa domanda: se il Tale toglie 3 miliardi alle forze dell’ordine, come garantiamo e come sosteniamo la sicurezza tanto prioritaria che B? Chi ci mandiamo - oltre l’esercito - a vigilare sulle discariche abusive? I rom? Ma certo, tanto sono abituati, no? Ora che li abbiamo anche schedati, via a spalare merda.
Ma dentro quel palazzo fatto di persone per bene parlate tra di voi ogni tanto o ognuno è libero di sparare cazzate come vuole?

Atto II - Ignoranze
Lo stesso Tale dell’atto precedente, che appartiene alla stessa classe politica che demonizza la rete globale (perché piena di algoritmi comunisti citazione), inserisce nella sua creazione una tassa che andrà a colpire banche e petrolieri, perché bisogna rubare ai ricchi per dare ai poveri. Come Robin Hood.
Punto primo: con tutto il rispetto, non ci voleva il Curzio Maltese del Venerdì odierno per capire che una tassa del genere si ripercuoterà - e con conseguenze che non voglio immaginare - sui consumatori. Non basta, però, avere le banche con i costi dei conti correnti più elevati d’Europa; non è sufficiente neanche sentire quotidianamente l’annuncio di prezzi record per il petrolio e il conseguente aumento della benzina. Dati che basterebbero ad allarmare chiunque, se proprio non si vuole andare a fondo con l’inchiesta (e terrorizzarsi ancora di più). Il masochismo italo-tremontiano, però, non ha confini.
Punto secondo: perché citare la Rete? Semplice: se, invece di perdere tempo a sputare fango, i tali come il nostro Tale imparassero ad usarla scoprirebbero che, in realtà, Robin Hood non è il buono. Rewind: se la chiami Robin Tax, ti sei messo nella merda da solo.
Mi spiego. E’ stato recentemente scoperto che il vero villain era Robin Hood, non lo sceriffo di Nottingham, come Costner ci voleva far credere. Peccato che Ridley Scott ne farà testimonianza visiva solo nel 2009, troppo tardi per rimediare ai danni che il fuorilegge della Sherwood italiana (il Nano in calzamaglia, tanto per dirne una) avrà compiuto sulla sorte degli copeninsulari.

Morale della favola
Compatrioti, quanto vi ho a cuore.

15
Lug

C’eravamo tanto amati

E indagati. O arrestati.
Luciano e Ottaviano
Ovviamente, lo show della solidarietà, in questi giorni, sta assumendo toni ridicoli. All’ennesima potenza.

11
Lug

Ignoti imbecilli

Abbiamo subito un attacco telematico da parte di ignoti
Ci scusiamo per il disservizio; il sito tornera’ presto online

Ringraziamo tutti per il supporto dei nostri utenti, sappiamo che in questo momento ci sono vicini!

Sabina torna presto, il Guzzanti in politica è quello sbagliato.

Update: a dimostrazione di quanto appena detto, sul sito di Paolo Guzzanti si legge:

NESSUN ATTACCO AL SITO DI SABINA GUZZANTI. SEMPLICEMENTE LAVORI IN CORSO : “abbiamo in corso un aggiornamento importante del sito sabinaguzzanti.it ci scusiamo per l’inconveniente molto presto avremo in linea il nuovo sito piu’ bello e dinamico”

Mettetevi d’accordo.

10
Lug

Inadempienze

Che brutta manifestazione quella di martedì.
Gente che inveiva contro il proprio Presidente del Consiglio, che chiedeva giustizia, che domandava ai propri governanti il motivo di tale corsa all’approvazione del lodo Alfano. Gente che urlava in nome della legge. Persone che parlavano di reati commessi, di reati depenalizzati e di reati deprocessati.
Indecoroso di là, scorretto di qua, scandalo a destra, ultimatum a sinistra. La piazza che inveisce contro un sistema schifoso come quello del nostro paese non è più oggetto di discussione: non deve proprio esserci. La piazza che grida giustizia crea instabilità, timore, paura negli spiriti governanti.
Il giorno dopo, tutti i telegiornali scandalizzati, tutti i servizi che chiedevano scusa a Governo e Papa, piegati a novanta.
Ma non uno, nemmeno uno solo, che abbia informato la gente su cosa avevano detto e fatto Guzzanti, Grillo e compagnia bella.
Non una parola riportata. Nemmeno mezza. Niente.

05
Lug

Diamo i numeri

Dopo le tariffe di Vodafone e Tim, l’avvento dell’iPhone italiano si sta dimostrando un vero fallimento. E rimarrà tale, se le compagnie telefoniche non tornano sui loro passi e la smettono di stabilire prezzi allucinogeni.
Anche se, come dice giustamente Stefano, all’estero c’è chi sta peggio. O ridimensionate le offerte, oppure il melafonino potete infilarvelo dove più vi piace.
Senza offesa, eh.

03
Lug

DARInchiudere



Avevo in mente di scriverne già qualche tempo fa, ma ho esitato ricordando ciò che successe quando parlai male di gente come le Blog 27. Oggi leggo un pezzo sul blog di Alessio, il quale scatena in me una liberazione dal senso di colpa, mi fornisce un’ottima giustificazione per parlarne (e ora tutti coloro che vorranno prendermi a parole diranno “Tu e Alessio non kapite un kazzo!“).
Il fenomeno da baraccone del momento porta il nome di DARI, che esordiscono con un brano che neanche la miglior Cristina D’Avena allo Zecchino D’Oro: Wale (Tanto Wale). A prescidere dalle classiche domande e affermazioni che si possono fare in queste occasioni (ma chi si sogna di produrre ’sta meba?, chi è il vostro parrucchiere, che gli presentiamo Joe Black?, se mio figlio tornasse così a casa lo manderei una settimana da Borghezio e via andare).
Il gruppo è composto da quattro tipi allegri e solari, vestiti di nero, truccati di nero, con le mutande nere e i denti neri. Il front-man sembra essere uscito da un meeting di Comunione e Liberazione per poi aver imboccato la strada sbagliata ed essere incappato, per sbaglio, nel primo negozio che smercia robe di Emily The Strange. Se agitando le dita in quel modo si rifacesse al ruotare le dita e unire le falangi del buon vecchio Elio, non mi verrebbe da consigliargli di trovare locazioni alternative dove posizionare le succitate dita.
La canzone è un inno alla poesia in tre atti, all’ultimo dei quali il cantante capisce che uno sfigato come lui non se lo tromba neanche Wale.

Wale dai ci sei? Wale dai domani cosa fai? /
terza volta che ti chiedo e non ci stai /
se Wale non mi vuoi / io mi faccio i cazzi miei.

Per poi concludere con parole forti che catturano l’emozione e ti fanno perfino apprezzare Mirko, il cantante ggiovane di Mai dire Martedì.

Il cellulare ce l’ho già spento /
perché per me sei troppo sbattimento.

Non bastava la disastrosa situazione rifiuti a rendere questo paese una vergogna. I Dari sentivano veramente il bisogno di dare il loro contributo.
Ridatemi i Gazosa. O, che ne so, il bimbo Gino.

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02
Lug

WiMAX e mobilità


Il mio elaborato sulle caratteristiche tecniche del WiMAX inerenti la mobilità di tale tecnologia, in un’ottica alternativa a concorrenti come UMTS e LTE.

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01
Lug

Upgrade

Sembra ieri, quando io, Simone, Matteo, Emiliano e company ci attornavamo al tavolo dell’atrio di Coppito 1. A prescindere dal fatto che oggi, quel tavolo, è stato preso in ostaggio da non si sa bene chi, quei tempi sono lontani per motivi di buon auspicio: lauree, lavoro e similari.
Un desiderio su tutti ci accomunava: essere lì con i nostri notebook e poter connettersi ad una futura e utopica rete wireless di ateneo.
Bene, ragazzi. Voi ora siete lontani, chi per un motivo, chi per un altro. Ho appena rubato un banco dal primo piano, ho sclerato perché l’adattatore ha fatto la stessa fine del tavolo, ho aperto il notebook di Elena (sapete le condizioni in cui versa la batteria del mio portatile) e vi sto scrivendo grazie alla connessione wi-fi che il nostro ateneo, dopo anni e anni, è riuscito a mettere su tra i 3 poli.
Next target: wi-fi di dipartimento. Next-next target: iPod Touch.
Ah, e quando volete, possiamo far avverare quel desiderio. Sapete dove trovarmi.

23
Giu

L’uomo in meno

Sarebbe troppo semplice dare la colpa alla scarsa vena realizzativa di Toni. Il capocannoniere della Bundesliga che all’Europeo ha deluso tutte le aspettative è solo la punta dell’iceberg di un gruppo che non ha funzionato dalle prime battute.

Sarebbe troppo banale dare la colpa a De Rossi e Di Natale, sfortunati protagonisti dei due errori dagli 11 metri che hanno eliminato l’Italia dall’Europeo. Capitò a Baggio, a Di Biagio, allo stesso Donadoni. Daniele, in Germania, fu parte integrante dei 5 che ci regalarono il Mondiale. Antonio è l’autore di una delle uniche due azioni pericolose dell’Italia di ieri sera.

Sarebbe troppo scontato dare la colpa a Donadoni: ok, la squadra in campo la manda lui, ma se la squadra delude le sue aspettative (e quelle di tutti noi) parte della colpa devono prendersela anche i giocatori. In Germania fu una vittoria corale: questa è stata una sconfitta corale, su tutti i campi.

Sarebbe troppo buffo dare la colpa a Berlusconi, come ha correttamente analizzato Claudio in un post recente: che porta sfiga è un dato di fatto, ma lui è sceso su un altro campo.

Sarebbe troppo ipocrita dare la colpa a Cassano: poco presente nel gruppo, si è ambientato a tempo di record e non ha sfigurato. Non è esploso come molti di noi sognavano, ma - ripeto - la condizione generale ha nettamente prevalso sulle individualità.

Sarebbe troppo facile dare la colpa a Civoli e Bagni: anche se quest’ultimo ha ampiamente dimostrato di essere incompetente fino all’ultimo rigore, hanno cercato di ricreare l’atmosfera di Germania 2006. Magari, avrebbero creato meno imbarazzo facendo a meno di ricordare che la statistica ci vedeva sfavoriti quasi ogni volta.

Se c’è una persona che è mancata, che, in occasione dei Mondiali vinti, è stato protagonista in positivo dalla prima partita fino all’ultima, che non ha mai tradito le aspettative e che amiamo ricordare in ogni occasione, è sicuramente lui: Fabio Caressa.

Morale della favola: d’ora in avanti, o manifestazione calcistiche su Sky, o niente.

20
Giu

Wordle

Via Macchianera, ho colto la segnalazione di Wordle, un webapp che genera tag cloud di testi di qualsiasi natura. Gianluca ha preso come prima ispirazione la Costituzione italiana, io ho subito pensato alla Carta dei Diritti degli Studenti. Ecco cosa ne è scaturito.

Il messaggio è chiaro.




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