Gmail sofferente o IP exhaustion effect?

Sarò paranoico, ma ne son successe di curiose.

Emiliano cerca di mandarmi un file via email, da indirizzo Gmail a indirizzo Gmail. Ci prova quattro volte, ma senza successo. Gli do l’indirizzo di Facebook Message e prova a mandarmelo lì, sempre da Gmail: niente da fare. I messaggi che mi aveva inviato all’indirizzo Gmail arriveranno tutti e quattro con la bellezza di quarantacinque minuti di ritardo.

Quest’oggi, prima dell’odierno Consiglio di Facoltà di Scienze, abbiamo inviato una richiesta di integrazione dell’ordine del giorno, da un indirizzo Gmail all’indirizzo istituzionale della Preside. Non è arrivato nulla. Il tema del messaggio era l’ora di pausa pranzo, un tema di ordinaria amministrazione che non richiedeva discussioni complesse: non penso sia stata una mancanza volontaria, tant’è che, al tardo pomeriggio, il messaggio non era ancora arrivato.

Qualche giorno fa, una mia amica riceve una mail che le era stata spedita molti giorni prima, da un indirizzo istituzionale alla sua casella di posta Gmail.

Non potendo appurare la relazione tra mancato recapito di messaggi e l’esaurimento dello spazio degli indirizzi IP, quale può essere l’origine di tale susseguirsi di disservizi?

Non dite l’incombere del 2012, che non fa più ridere.

Nuove ossessioni

Uno, i Chromeo.

Due, il tilt shift.
tiltshift

Tre, Emma Watson.
emma

21 gennaio

Essersi laureati a L’Aquila il giorno in cui si festeggia Sant’Agnese, festa delle malelingue, e nello stesso giorno in cui è stato fondato il Partito Comunista Italiano non può essere solo una coincidenza.

So solo che, un anno fa, ero tra gli uomini più felici della Terra. Ad un anno di distanza, fortuna vuole, nulla è cambiato. Almeno per l’umore, ovvio.

Ingredienti per una bella giornata

La full immersion di studio per l’imminente esame di Progetto di Reti che ha fruttato parecchio. Il classico rimettersi a pari che riesce alla perfezione.

Un’ora passata con Bonino, Andreoli e Sardo di Spinoza.it al Centro Commerciale Gallucci a ridere a suon di battute del collettivo satirico più amato della blogopalla. Segue libro e autografo eccezionalmente per due persone, su stesso libro. Che dire: sono stati emozionanti, specie quando hanno estratto dal cilindro la freddura sulla San Carlo Borromeo.

Una serata a base di arrosticini di pecora: ne ho archiviati 48, era da almeno quattro anni che non facevo una cena del genere. Le risate e l’exploit di un’amica che ha battuto un altro amico 41-39. Da Guinness dei Record.

E a concludere un link condiviso da mia sorella sull’amore tra fratelli che m’ha riempito di gioia. Una cazzata, direbbero in molti, ma sti gran cazzi: per me è tantissimo.

Buonanotte, burp.

I reati contestati a Berlusconi

Prima che i berluscones alzino il solito ridicolo polverone difensivo, si scarichino la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Berlusconi.

A supporto di tali illuminate menti, si fornisce di seguito la lista degli articoli per i quali il Premier è indagato. Nel caso vi sfuggisse o foste pigri, ecco.

Art. 317 c.p.: CONCUSSIONE – Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni.

Art. 61 n. 2 c.p.: CIRCOSTANZE AGGRAVANTI COMUNI – l’aver commesso il reato per eseguirne od occultarne un altro, ovvero per conseguire o assicurare a sé o ad altri il prodotto o il profitto o il prezzo ovvero la impunità di un altro reato;

Art. 81 cpv.: CONCORSO FORMALE. REATO CONTINUATO – È punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge.
Alla stessa pena soggiace chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge.
Nei casi preveduti da quest’articolo, la pena non può essere superiore a quella che sarebbe applicabile a norma degli articoli precedenti.
Fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall’articolo 99, quarto comma, l’aumento della quantità di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave.

Art. 600 bis comma 2: PROSTITUZIONE MINORILE -
[omissis] Salvo il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a € 5.164.
Nel caso in cui il fatto al secondo comma sia commesso nei confronti di persona che non abbia compiuto gli anni sedici, si applica la pena della reclusione da due a cinque anni.
Se l’autore del fatto di cui al secondo comma è persona minore di anni diciotto si applica la pena della reclusione o della multa, ridotta da un terzo a due terzi.

Bassezze

La volta scorsa sembrava essere un capriccio del potente di turno. Un ministro che si lamenta del pasto servitogli a pranzo, denunciando «salame rancido, ananas ingiallito, speck mediocre e pane raffermo». Un giudizio che poteva pure starci e che magari fece in privato ma, per il gioco del telefono, arrivò alle orecchie dei giornalisti e quindi di pubblico dominio. Le reazioni non tardarono ad arrivare, ristoratore incriminato su tutti. Personalmente lo ritenni un episodio che dava colore alla kermesse, anche se un colore un po’ sbiadito.

La storia si ripete oggi. Lo stesso ministro si presenta per firmare un accordo che avvierà un progetto di ricerca nel settore dell’ingegneria dei processi: una collaborazione tra DigitPA – ente responsabile dell’informatizzazione delle pubbliche amministrazione – e università, che ha come obiettivo l’introduzione di personale con qualifiche informatiche nel mondo della PA. Un progetto tutto sommato degno di nota, se si pensa che, in molti casi, i settori informatici delle PA sono in mano a persone che con l’informatica non hanno nulla a che vedere.

Un progetto che genera lavoro, insomma. Un progetto nato da un accordo doveva essere formalmente firmato oggi dal ministro alla Funzione pubblica Renato Brunetta e dall’Università, nella persona del Rettore. Capita che quest’ultimo sia influenzato e che quindi non possa presenziare alla cerimonia. Al suo posto c’è il pro-rettore Roberto Volpe. A causa di questa sostituzione, il ministro si offende e se ne va, senza firmare l’accordo.

Una figura pessima, un atteggiamento provocatorio tanto quanto inutile. Mandare all’aria un progetto per un capriccio del genere non è solo infantile, ma è per di più stupido, se non si è in grado di capirne le conseguenze. Ditemi se è ancora il caso di farsi governare da simili personaggi.

Quanto ti odio

E mi chiedi pure perché?

Preparo per una settimana intera a trascorrere un weekend di ozio e di relax con la tua consorte, dopo 15 giorni di sfrenato lavoro ad un progetto che ti ha tolto l’esistenza. Organizzo un sabato pomeriggio all’insegna dello shopping e del cinema. Vuoi andare a vedere TRON: Legacy. Poi lo shopping prende il sopravvento e decidi di posticipare il cinema al lunedì. La domenica sera controllo se gli orari sono stati confermati.

E cosa leggo. Che solo dopo 2 settimane di proiezione, ti sei concesso il lusso di levare TRON: Legacy dalla programmazione? Per dare due sale a Checco Zalone?

Questo conferma solo una cosa: che quelli del Movieplex si drogano. E pesantemente.

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