L’anno buono

Prima il terremoto in Cile. Poi il terremoto in Cina. Un vulcano che mette in ginocchio tutte le linee aeree europee. Un meteorite sui cieli del Wisconsin. Sono tutti segnali: è l’anno dell’Inter.

Faida

Andrea Monti sulla sentenza Google-Vividown.

As I’ve written and told in serveral places, this is a wrong decision.

Wrong in a legal perspective, for it set on ISP’s side an hidden duty of pre-emptive control over users’ activity.

Wrong in a social perspective, for it breaks the tie between a crime and its “author” and reinforces the idea of “faida” (the collateral vendetta of the ancient barbarians.)

Sarei tanto curioso di sapere cosa fanno oggi quei due o tre pirla che picchiarono il ragazzo down.

Urina d’angelo

Ed è naturale che uno diventa terrorista, quando cresce. Mi rendo perfettamente conto che il mestiere di genitore non è il più semplice da intraprendere e da svolgere, ma quando educhiamo i nostri figli dovremmo avere un minimo di precauzione.
Non possiamo dire ai nostri pargoli che quando piove è perché gli angeli stanno facendo pipì. Poi crescono con questa convinzione – alquanto schifosa, d’altronde -, finché arrivano alle medie, studiano scienze (si studia ancora, sì?) e gli insegnano quelle cose noiose sull’umidità, sulle nuvole e quant’altro.
Si scatena quindi un conflitto interiore, anni e anni di angioletti immaginati ad orinare dalle proprie nuvolette, storie annesse che parlano di incontinenza celestiale e tutto d’un tratto, il coro: non piove perché gli angeli pisciano, ma perché l’aria calda si raffredda, si condensa e bla bla bla. Depressione, stupore, rabbia, inganno, voglia di vendetta.
Ed è naturale che uno diventa terrorista quando cresce.

Peggio delle bestie

Metilparaben segnala le parole medievali di Monsignor Giacomo Babini. Curioso questo passaggio:

Bisogna trattare coloro che solo hanno tendenze omosessuali con delicatezza e senza infierire, con misericordia. Ma accettino serenamente la loro croce e la malattia con santa rassegnazione. Altri invece praticano l’omosessualità e persino se ne vantano. A loro dico che persino gli animali rispettano l’ordine della natura e loro no, da questo punto di vista meglio la regolarità degli animali.

Sorvolando sull’accostamento tra malattia e omosessualità, per il quale vi consiglierei di ascoltare questa intervista, direi che Monsignor Babini non è poi così informato sull’universo animale.

Non so quanto le parole di Babini abbiano ristabilito una chiara concezione della regolarità degli animali, ma sicuramente mi hanno aiutato a ritrovare la mia naturale regolarità.

In quel momento preciso

Quando apri la dispensa e le Haribo Cola (o affini) sono finite. Quando hai finito di ascoltare la libreria musicale di iTunes per la terza volta. Quando si scarica la batteria al cellulare e il caricatore è in un’altra stanza, pressoché dall’altra parte del mondo.

Quando Google Reader ti informa impietosamente che non ci sono più feed da leggere. Quando hai finito di vedere gli ultimi video caricati dai tuoi contatti. Quando su Flickr non ci sono più nuove foto da ammirare. Quando Gmail ti fa notare che, ogni tanto, anche tu hai diritto ad essere ignorato dal resto del mondo. Quando la noia generata da Friendfeed e Twitter aleggia malsana nella tua stanza.

Quando il tempo fuori non è dei migliori. Quando i biscotti finiscono. Quando anche la tua ragazza non trova soluzione migliore.
Quando tutto questo è accaduto, puoi iniziare a studiare.

Come un anno fa

C’era tutto. C’era Elena al mio fianco, dal primo all’ultimo minuto. C’erano le macerie dell’Aquila, tutto intorno, praticamente come un anno prima. C’era il freddo che ti annienta circolazione e ossa, c’era tanta gente riversata per strada. C’era la polvere nell’aria, c’era l’odore delle macerie che non ti abbandona per tutta la notte.

C’era lo smarrimento, l’incredulità, la tristezza negli occhi delle persone. C’era un silenzio indistruttibile, levigato soltanto dalle lacrime della gente. C’erano i Vigili del Fuoco, sempre in prima linea, vicini alle persone, c’erano i volontari della Protezione Civile, la Croce Rossa.

Poi arrivano le 3:00 e mi accorgo che non è tutto come quella notte. Una donna prende il microfono sotto il tendone bianco dei comitati. Scandisce ad uno ad uno il nome di tutte le vittime. No, non è tutto come quella notte. C’è un vuoto incolmabile di trecentootto anime. E poi i rintocchi delle campane, interminabili.

Capisco quello che voglio: silenzio, e basta.

Né serva, né padrona

In un momento così buio vissuto dalla Chiesa, che la stessa cerca di far passare come campagna mediatica contro lei e le sue componenti, mentre in tutto il mondo vengono alla luce episodi macabri che riguardano alcuni sacerdoti, ma soprattutto mentre in Italia viviamo una situazione anomala, nella quale la Chiesa raccomanda chi votare, fa alleanze velate, si appropria del bene pubblico e combatte una battaglia insensata contro il progresso: ecco, in tutto questo sarebbe il caso di riportare alla memoria le parole di un uomo che, nel nome dell’amore e non solo, quest’oggi – 42 anni fa – perdeva la vita su una balconata di Memphis.

La chiesa [...] non è la padrona o la serva dello stato, ma la coscienza dello stato. (da La forza d’amare)

E nient’altro.

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