Parla come mangi

Dopo aver imparato a salutare in tutte le lingue del mondo, Flickr ha ben deciso di salutarmi in italiano. Avevo quasi dimenticato come dirlo.
Oscar 2010, le previsioni
Come tradizione, il tenutario del Café attende con ansia il verdetto della notte più cinematografica dell’anno: la notte degli Academy Awards, prevista per il prossimo 7 marzo. E, come da tradizione, il tenutario azzarda una previsione sui premi più importanti.
Le nomination sono state pubblicate proprio quest’oggi. La sorpresa, come riporta cineblog, è la presenza de Il Divo di Sorrentino tra le nomination per l’Oscar al miglior trucco.
I lungometraggi con più nomination sono l’imparagonabile Avatar (si legga qui come la pensa il tenutario) e il meno noto – al pubblico italiano – The Hurt Locker.
Veniamo quindi alle mie personalissime previsioni per il 2010.
Attore protagonista – Jeremy Renner
Attore non protagonista – Christoph Waltz
Attrice protagonista – Gabourey Sidibe
Attrice non protagonista – Anna Kendrick
Cartone animato – Up
Film – Avatar
Regista – James Cameron per Avatar
Miglior film straniero – The White Ribbon
E per voi?
Forza panino
Se siete in due, dalle parti di Pescara e siete con almeno due automobili, prendetele. Ore pasti, possibilmente la sera. Avete tre mete selezionabili ed una imposta. Organizzatevi così: uno di voi va alla meta imposta, l’altro va ad una delle tre selezionabili. Potete ripetere l’esperimento tre volte.
Le tre mete selezionabili sono: Piazza Unione, Lungomare Nord di Pescara e l’ex Monti di Montesilvano. La meta imposta è il McDonald’s di Montesilvano. Armatevi di telefonino, possibilmente di quelli con la fotocamera, in modo da poter documentare l’esperimento.
Siete a Piazza Unione. Sono le nove di sera, oppure le undici e mezza. Date uno sguardo a Capitol, il kebabbaro all’angolo con viale Marconi, all’altezza del semaforo. Oppure buttate un occhio dentro al kebabbaro dall’altra parte della piazza, quello vicino al tabacchino. Tanta gente. Chi rimane li a mangiare, chi prende e va via. C’è chi dice che il secondo faccia anche delle buone pizze. Scattate una foto.
Siete sul Lungomare Nord di Pescara. Essendo sera, quel tratto di strada è proprietà di chioschi e, a volte, di puttane. Ma soprattutto di chioschi. Dal nuovo chiosco multifunzione giallissimo di fronte al San Marco, fino a quello più lontano prima delle Najadi, vedete almeno una quindicina di persone in ogni chiosco, intente a mangiare o a farsi preparare una bella stozza. Anche di giorno, ma in tono minore, i chioschi del Lungomare Nord sono ricchi di clienti. Scattate una foto.
Siete davanti all’ex Monti di Montesilvano. Poco più avanti, andando verso nord, sulla sinistra, c’è un piccolo locale, quasi sulla strada, chiamato Lo spuntino. Provate ad entrare, se trovate posto. Spero per voi sia estate, altrimenti vi toccherà aspettare un tantino fuori al freddo, prima di prendere un panino. Scattate una foto.
Siete al McDonald’s di Montesilvano, che si trova proprio di fronte a Lo spuntino. Entrate e lo troverete semivuoto, a meno che non sia un giorno festivo. L’atmosfera non è di quelle festose dei primi tempi. E’ abbastanza triste. Scattate una foto.
Ora prendete tutte queste foto e le inviate ad uno dei seguenti indirizzi email: ufficiostampa@politicheagricole.gov.it, urp@politicheagricole.gov.it, internet.redazione@politicheagricole.gov.it.
E fate sapere al Ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia che quelli del Guardian non hanno poi tutti i torti: la critica del giornale inglese è inappellabile, specie quando afferma:
For many Italians, their very sense of identity lies in the food, not just of the region in which they were born, but of the town, village, hamlet, even house. And they hold to the superiority of their local produce and dishes with passion. That is why eating your way round Italy is such a continual delight. Pleasure lies in diversity, not homogeneity. Who wants to eat the same stuff the whole world over? It’s boring. It’s the kind of global mind-numbing sameness and taste bud-mugging mediocrity that McDonald’s embodies. No-one in their right mind can see McDonald’s as either a force for good in the world or as representing the sunny uplands of gastronomy.
Scrivetegli che il McDonald’s è una pessima scelta per rappresentare i prodotti nostrani, simbolo di genuinità e di sapori unici, fatti di passione e di tradizione tramandata di famiglia in famiglia, di generazione in generazione. Aggiungete anche che ormai è tristissimo e forse anche out prendere per buona qualsiasi occasione per attaccare la sinistra (?) italiana, anche quando a parlare è il Guardian. Stalin sarà pure morto, ma questo non rimedia alla mera figura che stiamo rimediando in tutto il mondo. E la storia dei 3 milioni e 448 mila euro nelle tasche degli agricoltori non regge assolutamente: se il panino fa schifo, stai tranquillo che non lo mangerà nessuno, quindi non cantiamo vittoria prima del tempo. E se fallirà, i 3 luoghi sopra descritti saranno contenti di questo.
Ah, già che ci siete, consigliategli anche la visione di Fast Food Nation. Magari ci ripensa.
Non si può negare l’arte
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D’accordo, la Gioconda non è tutta questa bellezza, è anche bruttina come donna, se uno si basa sugli standard attuali. Ok, Notre Dame di Parigi è il classico monumento gotico, che nulla ha da invidiare a molte altre opere dello stesso genere artistico. Va bene, il Bacio di Klimt sembra un puzzle Raversburger per disadattati; quei due poi, con quella testa storta, neanche fossero due contorsionisti. Mi sta pure bene che Avatar non ti piaccia, che per te non è il massimo per il 3D, che è solo campagna pubblicitaria fatta come si deve, che sembra Pocahontas.
Ora però liberati della tristezza che ti affligge, sgombra la mente – non deve essere difficile per te [cit.] – e apri bene le orecchie: di fronte a questo spettacolo non si può che rimanere silenti ad ammirare la bellezza di un’opera d’arte. Perché Avatar è questo: un’opera d’arte, curata nei minimi dettagli.
Adesso puoi anche tornare a vedere Domenica Cinque.
