Il bue e l’asino
Da tifoso juventino, non posso che rammaricarmi per lo scempio atletico messo sul manto verde settimanalmente dai miei beniamini. Non voglio trarre facili conclusioni, né tanto meno fare il tifoso impazzito, evitando qualunque tipo di critica prima del dovuto.
Una cosa è certa: quest’anno i tifosi juventini hanno dovuto abituarsi a qualcosa di nuovo, ad uno stile diverso. Eravamo stati abituati ad uno stile umile e combattiero, fatto di cuore fino al novantesimo e di sacrificio di squadra. Chiunque adesso stia pensando alle malefatte di Moggi e soci, può benissimo darsi all’ippica: le Juventus scese in campo in quel periodo non erano seconde a nessun’altra squadra, erano fatte di uomini che concretamente disegnavano un gioco invidiabile e spesso inarrivabile.
Viene semplicemente da chiedersi se è possibile fare peggio di così e, quindi, ci si guarda indietro nella storia recente della Vecchia Signora. Torna quindi alla mente un certo Luigi Maifredi, che nel campionato 1990/91, non andò oltre la settima posizione, totalizzando 37 punti (attualmente sarebbero 60, con 13 vittorie e 11 pareggi), a parimerito con il Napoli, dal quale prese un sonoro 5-1 nell’appuntamento di Supercoppa dello stesso anno.
Lo stesso Maifredi che critica adesso Ferrara in questa maniera. Lo stesso Maifredi che consiglia di “far meglio” a Ferrara, quando lui prese in mano una Juventus tornata ad alti livelli grazie a Dino Zoff e trasformò una Juventusiasmante in una Juventus da baracconi. Lo stesso Maifredi che non è riuscito a vincere uno scudetto con campioni del calibro di Roberto Baggio, Julio Cesar e Salvatore Schillaci.
Ferrara avrà mille responsabilità, sembra essere comunque disposto ad assumerle in toto. Poi se dà dello stupido a Maifredi, è un po’ come la classica e sempre presente scenetta del bue che dice cornuto all’asino. E viceversa.
60 punti sarebbero 14 in meno dell’anno scorso e non aiuterebbero a centrare una posizione utile per andare in Europa, neanche in Coppa Europa. A meno che il nostro sentitissimo obiettivo dichiarato per la stagione corrente non sia ambire alla Coppa Italia. Ma qualche mese fa, la melodia era diversa.
Commenti
3 commenti a “Il bue e l’asino”
Lascia un commento

Paolo tanto è sempre la solita storia. Le prime partite la Juve vinceva….Ferrara era il nuovo Guardiola (non ricordo chi lo definì così),perde una decina di partite Ferrara è una merda.
La parte migliore del video cmq è la faccia di Mughini
“Chiunque adesso stia pensando alle malefatte di Moggi e soci, può benissimo darsi all’ippica: le Juventus scese in campo in quel periodo non erano seconde a nessun’altra squadra, erano fatte di uomini che concretamente disegnavano un gioco invidiabile e spesso inarrivabile.”
Per favore non diamoci al revisionismo, che di questi tempi ce n’è già troppo in giro.
Non sto mettendo in dubbio le malefatte di Moggi, lungi da me farlo o quanto meno pensarlo. Moggi ha sbagliato, Moggi era la Juve, Moggi doveva pagare così come la Juve doveva pagare, e ha pagato.
Non possiamo però mettere in dubbio il potenziale espresso da quei giocatori che, sul campo, hanno dimostrato il loro valore.