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Separati alla nascita – Copyright Alessio Felicioni, © 2009.
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Forse involontariamente o forse no, Miss Kappa ha risposto al mio invito di qualche settimana fa.
…A fronte dei fortunati 4.500 che vivono nelle casette disneyland, oggi vi voglio accennare della condizione degli studenti fuori sede. L’Aquila era una città universitaria, contava 27.000 iscritti. E ragazzi e professori costituivano la maggior risorsa economica di un territorio decisamente depresso. Gli studenti quest’anno sono scesi a 16.000. Ancora parecchi. Bravi questi ragazzi coraggiosi che amano la nostra città e non vogliono abbandonarla. Ma, ovvio, la protezione civile non poteva pensare a loro. Ed al danaro che portavano a questa città. L’economia non è affar loro. L’economia degli altri. Ora questi ragazzi sono ostaggio degli stessi pescecani che hanno triplicato, per noi e per loro,nella migliore delle ipotesi, i prezzi degli affitti. E quello che si trova non è sufficiente per tutti. Occorrono 10.000 posti letto. La casa dello studente, che verrà gestita dalla Curia, e di questo parleremo, ne ospiterà centoventi. Duecento saranni alloggiati nei locali della Scuola Superiore Reiss Romoli. Gli altri? Guardate il video.
Il video in questione è il seguente.
Lavori in corso (d’opera)
Casa a Coppito, tesi accaventiquattro. Stop.
Forse 20 gennaio, dipende dalla Facoltà. Stop.
Ci si risente presto. Con un po’ di alloro in testa, magari. Stop.
Videogiochi di sport
I signori Valerio, Patrizio e Fabrizio – ma Fabrizio chi? – hanno aperto un portale dedicato a videogiochi di sport.
In bocca al lupo, ragazzi!
[SEO Experiment]
Vaffancuria
Avete da ridire sulla pillola Ru486 e ci fate la morale sul biotestamento anche grazie a politicanti dal dubbio quoziente intelletivo. Vi state inalberando per la sentenza della Corte Europea sui crocifissi, ma non dite una parola sulle vittime della violenza delle forze dell’ordine. Portate avanti una battaglia che definirei omofoba contro gli omosessuali, che vogliono semplicemente avere gli stessi diritti di tutti. Non vi sta bene neanche Halloween.
Adesso vi siete presi anche la nuova Casa dello Studente a L’Aquila, in barba all’Accordo di Programma, in barba alle graduatorie stilate dall’ADSU, in barba a 285 idonei non beneficiari. 122 posti letto assegnati senza nessuna trasparenza di criterio e di selezione. E tutto questo solo perché il terreno sul quale sorge il nuovo studentato l’avete donato voi.
Non ricordavo che la tradizione cristiana avesse sottinteso il principio del dare-avere. Credevo fosse solo una prerogativa della mafia. Mi sbagliavo.
Al laico!
Lo presenterà il giudice Nicola Lettieri, rappresentante del governo italiano presso la Corte Europea, che nelle prossime settimane sottoporrà il ricorso a un mini-tribunale di 5 giudici, i quali decideranno l’ammissibilità alla Grande Chambre.
Nel ricorso, spiega Lettieri, “sottolineeremo che noi non siamo uno Stato laico, ma concordatario, come sancito dall’articolo 7 della Costituzione, e che quindi ha rinunciato ad alcune delle sue prerogative”. (fonte)
E’ vero, ma a metà. Come al solito. Leggiamo l’articolo 7.
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Come si evince da questo articolo, la Costituzione sancisce l’indipendenza biunivoca tra Stato e Chiesa, condizione primaria per stabilire la laicità dello Stato italiano, ma andiamo per gradi. Le modificazioni dei Patti sono avvenute per mezzo dell’Atto concordatario del 18 febbraio 1984, nel quale vengono riportate diverse norme che stabiliscono i casi in cui Stato e Chiesa devono interagire, rispettando le regole dell’uno e dell’altra.
La grave dimenticanza del giudice Lettieri è la sentenza della Corte Costituzionale numero 203 del 1989, che sancisce i principii di laicità del nostro Stato. E lo fa in questo modo.
4. – I valori richiamati concorrono, con altri (artt. 7, 8 e 20 della Costituzione), a strutturare il principio supremo della laicità dello Stato, che é uno dei profili della forma di Stato delineata nella Carta costituzionale della Repubblica.
Il principio di laicità, quale emerge dagli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione, implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale. Il Protocollo addizionale alla legge n. 121 del 1985 di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra la Repubblica italiana e la Santa Sede esordisce, in riferimento all’art. 1, prescrivendo che <si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano>, con chiara allusione all’art. 1 del Trattato del 1929 che stabiliva: <l ‘Italia riconosce e riafferma il principio consacrato nell’art. 1o dello Statuto del regno del 4 marzo 1848, pel quale la religione cattolica, apostolica e romana é la sola religione dello Stato>.
La scelta confessionale dello Statuto albertino, ribadita nel Trattato lateranense del 1929, viene cosi anche formalmente abbandonata nel Protocollo addizionale all’Accordo del 1985, riaffermandosi anche in un rapporto bilaterale la qualità di Stato laico della Repubblica italiana.
Quindi più che concordatario – che è pure cacofonico -, direi che lo Stato italiano è uno stato laico. Almeno su carta, ovvio.
Don’t be shocked by the tone of my voice
Che Christopher Walken fosse un genio l’avevo capito da tanto tempo. Non da Pulp Fiction, non da Catch Me If You Can, ma bensì da quando svolazzava in una hall di un hotel di lusso. Senza che vi dica su che note prendeva il volo.
