Sweet Home Chicago
Ieri, un mio caro amico è partito per la volta del Nuovo Continente. Destinazione: Chicago. La città natale* che ha dato il successo a gente come Sam Cooke, Nat King Cole e Michael Jackson. Sull’ultimo è più che documentato, visto che è un grande fan, mentre sugli altri gli ho dovuto dare un po’ di ripetizioni. Da quelle parti, poi, Miles Davis spadroneggiava alla grande, quindi non si può atterrare a Chicago senza onorare almeno con la cultura personale questi soggetti.
Rimarrà lì tre mesi, gli auguro tutto il meglio che la Windy City gli potrà offrire. Con lui parte un pezzo della mia adolescenza e un potenziale elettore di Berlusconi.
Come? C’è il voto all’estero? Danì, pinz a fatijà!
Commenti
4 commenti a “Sweet Home Chicago”
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Se è solo per tre mesi torna in tempo per votare (sempre che debba votare).
Poi io gli consiglio di trovare un modo per rimanere (ma è un consiglio che dò a chiunque, a prescindere dal suo colore
).
Ce ne fosse uno, di quelli da te citati, nato a Chicago… avessi detto Barack Obama (nato alle Hawaii ma cittadino “onorario”)…
Giusta osservazione, Christo, ma io intendevo musicalmente (e ho dimenticato di scriverlo). Correggo subito
@ Tooby
Difficile che non torni, se lo conosco bene. Anch’io gli ho consigliato di rimanere lì e me lo auguro per lui.