14 luglio, perché aderisco

14 luglioSu iniziativa di Alessandro Gilioli, la rete è alle prese con una mobilitazione per la difesa della libertà di informazione. Il 14 luglio i blogger di mezza blogosfera italica terranno a riposo le proprie tastiere. Stando agli organizzatori, al silenzio della rete sarà contrapposta una manifestazione in quel di Roma.
Non nascondo i miei dubbi sul metodo – IMHO, l’effetto del silenzio dei giornalisti è inversamente proporzionale all’effetto del silenzio dei blogger -, ma il merito lo condivido a pieno.
Il Café chiuderà i battenti per un giorno, quindi, per contrastare gli effetti devastanti del ddl intercettazioni e per affrontare a muso duro tutti i tentativi di controllo e di legiferazione malsana dei quali il governo attuale si sta rendendo protagonista.
Il casus belli di tale iniziativa è stato, come già detto, il ddl intercettazioni, l’ultimo provvedimento – in ordine cronologico – di una serie di provvedimenti come l’emendamento D’Alia e l’estensione alla definizione di “organo di stampa” per qualsiasi blog e sito personale.
Di seguito, l’intervento di Guido Scorza che riassume tutto in poco meno di quattro minuti.

Senza sminuire le altre motivazioni, la causa regina della mia adesione è proprio il disegno di legge sul diritto all’oblio in Internet, che va ad intaccare la memoria, non solo digitale. E’ un chiaro attacco al passato, è un evidente incentivo al dimenticare – cosa nella quale noi italiani siamo bravissimi già di nostro -, è un provvedimento che va al di là di ogni tecnicismo e ci apre gli occhi di fronte alle reali volontà di questo governo: far dimenticare il passato perché si ha paura di chi ricorda o, peggio, si ha paura che si possare ricordare.
La Rete è un recipiente di informazioni molto vasto ed il solo pensare di poter legiferare in questo modo, cercando di controllare per mezzo della legge la memoria – non solo telematica – di una civiltà è quanto di più antidemocratico e retrogrado si possa auspicare.
E voi, che farete?

Commenti

5 commenti a “14 luglio, perché aderisco”

  1. maury on 7 luglio 2009 @ 16:56

    Paolo,
    personalmente non capisco assolutamente l’utilità dell’iniziativa.

    Lo sciopero è una forma di protesta efficace per il solo fatto che causa un disagio, sia a chi usufruisce dei servizi, sia eventualmente al titolare dell’ente che lo offre (che ha il mancato guadagno).

    In questo caso, però, vedo i nostri politicanti completamente indifferenti (se non addirittura contenti) di un giorno di silenzio della blogosfera.

    Non penso che aderirò. Probabilmente quel giorno non scriverò nulla, ma sarà solo per il motivo che: non avevo nulla da scrivere.

    Comunque mi piacerebbe avere la tua opinione a riguardo… Magari potrei cambiare idea.

    Naturalmente ti assicuro che penso una cosa: l’Italia sta sprofondando, e con questi legislatori sempre a velocità maggiore… Questo giusto per dire che sono assolutamente contrario ai vari decreti sicurezza, intercettazioni e pippe varie.

  2. Pablo Moroe on 7 luglio 2009 @ 18:41

    Come ho specificato nel post, non condivido il metodo.
    La blogosfera, il 14 luglio, dovrebbe urlare, tuonare, farsi sentire, reagire, esplodere di parole, dal blog più noto a quello meno aggiornato.
    So anche che la disparità di opinione può e deve tradursi in un’azione simultanea e condivisa.
    E’ inutile creare la corrente del “io partecipo” e del “io non partecipo”. E’ una cosa che riguarda tutti e che tutti dobbiamo in qualche modo affrontare.
    La proposta di Gilioli è stata l’unica a dare uno scossone ad una blogosfera abbastanza dormiente. Anche se non condivido il metodo, il merito è da sottoscrivere a pieno. E se la proposta di Gilioli è l’unica a farsi portavoce del nostro dissenso, non posso sottrarmi.
    Spero vivamente che le parole che la blogosfera perderà il 14 luglio, siano concentrate in qualche piazza, su qualche palco, in qualche microfono.
    Altrimenti sono bit risparmiati inutilmente.

  3. maury on 7 luglio 2009 @ 22:01

    Hai ragione.

    Io comunque spero di più che i blog continuino a parlare delle leggi porcate (o anche solo porcate) di questo governo. Non in un solo giorno, ma ogni volta che ne sarà necessario.

    Sperando che serva almeno a fare informazione e a spargere un po’ l’idea di cosa stanno combinando lassù.
    D’altronde il vero problema è che questi hanno vinto le elezioni, non quello che stanno facendo… quella è solo una conseguenza che ci si poteva tranquillamente aspettare…

    Il vero problema è anche il silenzio dell’opposizione. Sembra che l’unico a rompere i coglioni sia Di Pietro. E il PD. E il centro-sinistra?

    Mah… Non è rosea la situazione… :(

  4. maury on 8 luglio 2009 @ 14:26

    Anche se non lo vedo un sistema efficace, aderisco anch’io, comunque, all’iniziativa.

  5. maury on 9 luglio 2009 @ 01:05

    Mi piace molto, invece, l’idea della manifestazione di blogger imbavagliati a Roma, con tanto di video da pubblicare su internet.

    Potrebbe servire a far fare la figura dei “censori” ai nostri politici in tutto il mondo, sperando che questo crei un certo imbarazzo.

    Bella idea e spero che porterà i suoi frutti.

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