Voi avete paura

Non conosco da vicino l’attività di Debora Serracchiani, non l’ho votata alle Europee e non l’avrei votata per principio. Se ne fa un gran parlare, perché ha risvegliato lo spirito di migliaia di cittadini che cercano qualcosa di nuovo.
Arriva l’estate, arriva il caldo e arriva il puzzo di congresso di ottobre. Debora dice la sua. E se fino al giorno prima si tessevano le lodi di questa donna, tutti storciono il naso di fronte alle sue dichiarazioni. Ha detto ciò che pensava. Su D’Alema, su Bersani. Sul vecchiume che affligge il PD.
Ha semplicemente detto le cose come stanno. E questo non è possibile, a destra così come a sinistra. E giù di critiche, sdegno e lamenti. Tutti a darle addosso perché ha osato toccare l’intoccabile, violare l’inviolabile.
Ciò che tutti coloro che hanno espresso disapprovazione per le parole di Debora non diranno mai è che hanno paura. Paura di quello che sono realmente: minestre riscaldate, vino andato a male, formaggio ammuffito. Avete sbagliato come classe governante di un paese e come classe dirigente di un partito.
Nel paese del calcio come credo religioso, il miglior proverbio è quello che recita “Squadra che vince non si cambia”. Voi avete perso. E continuerete a perdere, se questo è ciò che proponete al vostro elettorato.
Voi avete paura. Paura di dover abbandonare le poltrone, paura di perdere il controllo, paura di dover rinunciare ai privilegi ai quali avete tanto aspirato. Paura di ammettere di aver sbagliato, paura delle conseguenze dei vostri errori.
Non so se Debora sia la soluzione ai vostri problemi, sono però certo di sapere cosa li ha causati: voi.
E’ ora di fare le valige, è ora di cambiare aria, di aprire le finestre e di far entrare aria nuova. Che qui dentro comincia a puzzare.

Commenti

4 commenti a “Voi avete paura”

  1. Cristiano on 1 luglio 2009 @ 22:37

    Condivido. Bravo Paolo :grin:

  2. Fabio Pari on 2 luglio 2009 @ 09:41

    In questi giorni in cui le Istituzioni chiedono il silenzio intorno all’inchiesta di Bari, così da consentire al Cavaliere di non doversi presentare al G8 truccato di bianco e con un simpatico naso rosso, la scena politica s’anima d’altre storie… tra cui la corsa al congresso del Partito Democratico.
    L’11 Ottobre sapremo chi sarà il nuovo leader del partito, al quale toccherà l’arduo compito di reggere le fila di un battaglione ormai stanco e ferito, consegnando nuova identità e nuova spinta ad un progetto che rischia di trasformarsi nel fuoco di paglia più clamoroso della storia della politica italiana.

    Ai blocchi di partenza abbiamo il segretario “tecnico” Dario Franceschini e, come annunciato mesi fa, l’ex-ministro Pierluigi Bersani. Non voglio dilungarmi troppo a parlare di questi due, a mio avviso, bravissimi politici, perché penso seriamente che nessuno dei due rappresenti ciò che è necessario per dare nuovo lustro a questo progetto.
    Bersani ha detto che “bisogna ricostruire il partito” e che lui, a differenza dello sfidante, “non parla di vecchio e nuovo”. Scusate, ovvio che non parli di vecchio e di nuovo, rischierebbe lui stesso di trovarsi in imbarazzo al momento della collocazione.
    Proseguo ribadendo, come spesso ho fatto, la mia stima e i miei complimenti a Franceschini, il quale è riuscito nel difficilissimo compito di “tenere botta” alle europee e a non far implodere il partito nel post-Veltroni.
    Tuttavia ritengo il suo compito esaurito. Doveva essere il traghettatore tra due generazioni, quella del “vecchio” (o nuovo?) Bersani e dei suoi attempati coetanei (non anagrafici, ma mediatico-politici) come Prodi, D’Alema, Veltroni, Rutelli, Bindi, Fassino, ecc… e la VERA nuova e INEDITA generazione politica.

    Ragazzi miei, ci vogliono persone che non si sono mai viste prima!
    Persone che non hanno ricoperto prima d’ora ruoli di spicco nel partito nazionale, persone che non sono già state “consumate” dall’opinione pubblica, persone che si sono fatte le ossa all’interno del partito lavorando sul territorio, persone che arrivano a questo importante appuntamento per TUTTO il centrosinistra italiano svincolate il più possibile da vecchie divisioni e appartenenze.
    Rischiamo che con questo “bipolarismo” interno tornino a galla vecchi rancori neanche troppo sopiti, che porterebbero molto probabilmente a nuove tensioni e scontri pubblici, riuscendo a dare per l’ennesima volta la patetica immagine di essere un partito diviso su tutto e su tutti.

    Per questo spero con tutto me stesso nell’OUTSIDER e, tra tutti i nomi che circolano (Ignazio Marino, Marco Simoni, Giuseppe Civati), spero che si presenti DEBORA SERRACCHIANI.

    Sono fermamente convinto che in un Paese come l’Italia, dove l’apparenza, negli ultimi anni, vale più della sostanza, sia necessario “giocare” sfruttando le regole ormai assunte della società in cui stiamo vivendo.
    Con questo non voglio dire che queste regole siano da condividere, ma ritengo sia inutile ignorarle facendo gli intellettuali di sinistra.
    Il gioco è questo, che lo vogliamo o no, occorre attrezzarsi con una figura nuova e giovane capace di catturare lo “share elettorale” (mi piace chiamarlo così).
    Che poi dietro ci debba essere una base solida e una sostanza programmatica è senza dubbio necessario.

    Ci vuole un LEADER nuovo e un PARTITO DEMOCRATICO nuovo, con i suoi componenti pronti a remare tutti nella stessa direzione. Certo, le discussioni ci saranno e ci devono assolutamente essere, ma vanno risolte all’interno del partito e nei luoghi a questo adibiti.

    Una linea CHIARA e COMUNE, chi non è d’accordo può andarsene.

    Ascoltate il discorso di Debora all’Assemblea Nazionale dei Circoli, non c’è bisogno di aggiungere nulla.

    http://fabiopari.blogspot.com/

  3. Emiliano on 2 luglio 2009 @ 14:22

    E’ una ragazza in gamba che ha dato una bella strigliata all’azione di partito.
    Condivido in pieno le sue parole relative al “sistema”, tutte quelle personalità radicate non nella storia di un partito ma attaccate soltanto alla loro poltrona.
    E’ causa loro se l’elettorato continua a premiare lo psico nano.
    E’ pur vero che è ancora presto per presentare una candidatura rivoluzionaria come quella di un giovane sconosciuto o della stessa Debora.

  4. isazi on 2 luglio 2009 @ 14:55

    Bhe, io non sono con il PD perchè non lo ritengo espressione del mio credo progressista, ma non sono contro di loro, credo anzi che con loro si possa lavorare, non entro però nelle loro beghe di partito, aspetto che il congresso sia finito e che loro abbiano deciso come comportarsi e che linea avere.

    Buon lavoro al PD quindi, sperando che in autunno siano anche disposti a dialogare :)

    P.S. A Pà, certo che potevi trovare una foto più carina! :)

Lascia un commento