Forti e gentili sì, fessi no

Il video che vedete sopra è soltanto l’ultimo sintomo di una serie abbastanza lunga, che si profila dal 30 maggio ad oggi. Quel giorno cominciò a farsi sentire – e in maniera molto altisonante – la voce fino ad allora ignorata degli aquilani, che si radunarono alla Fontana Luminosa, per ribadire il loro diritto ad avere una casa, la loro casa, la loro città.
Nel servizio qui sopra, la costruzione – e non ricostruzione – a L’Aquila viene utilizzata come velo per altre notizie che metterebbero in imbarazzo il Premier. Che giustamente torna in grande spolvero con le promesse, a pochi giorni dalla seconda tornata elettorale dei ballottagi. Le stesse promesse che aveva fatto prima del 7 giugno, quando lui stesso – in un’ordinanzatoglieva l’esenzione dall’IRPEF nelle zone colpite dal sisma (Sulmona su tutte).
Promesse non mantenute. E gli aquilani non sono rimasti a guardare. Anzi, hanno fatto visita ai parlamentari di Montecitorio, ignorati dai mezzi di informazione (almeno in prima istanza, alle 13:30) e presi in giro da una nota parlamentare, che legge non è.
Dalle tendopoli non arrivano buone notizie. Una su tutte è quella che mi fa storcere il naso: è la denuncia di Giulietti (Idv).

Inoltre, «nei campi c’é anche il divieto di fare assemblee e di distribuire volantini. Cosa sono queste cittadelle? Dei campi di detenzione, dei centri di accoglienza? C’é un luogo dello stato dove c’é una sospensione dei diritti? Non ci possono essere – conclude Giulietti – limitazioni alla libera circolazione dei cittadini e all’articolo 21 della Costituzione» (fonte).

Cos’altro fare – e dire, e scrivere – per aprire gli occhi agli italiani?

Commenti

4 commenti a “Forti e gentili sì, fessi no”

  1. Emiliano on 18 giugno 2009 @ 14:18

    Quando stamattina l’ho visto ho postato questo video sul mio blog. Volevo dirti di pubblicarlo ma non l’ho fatto perchè sapevo che l’avresti fatto.
    Il tuo blog ha una buona visibilità e sarebbe un vanto per tutti i tuoi lettori pubblicare sul loro spazio lo stesso filmato.
    L’informazione che passa in tv è solo la maschera di un paese corrotto, bisogna diffondere la verità il più possibile con i mezzi a nostra disposizione.

  2. isazi on 18 giugno 2009 @ 19:39

    Riguardo alla situazione nei campi, tra una settimana sarò con diversi amici (tra cui lopoc) a Parigi per la “Hacker Space Conference” e parteciperemo ad una tavola rotonda sul tema dei disastri e del ruolo dell’ICT nei momenti successivi a questi.
    Sembra banale ma Internet non serve solo ai soccorsi, è anche un diritto per gli sfollati in quanto unico mezzo libero (ancora) di comunicazione.

  3. Pablo Moroe on 18 giugno 2009 @ 19:46

    Sembra banale ma Internet non serve solo ai soccorsi, è anche un diritto per gli sfollati in quanto unico mezzo libero (ancora) di comunicazione.

    Sono convinto di questo, specialmente dopo aver sentito notizie del genere.
    Fammi sapere com’è andata, attendo ansioso.

  4. isazi on 30 giugno 2009 @ 19:14

    Bhe, abbiamo parlato con francesi, tedeschi, austriaci e greci e nessuno credeva fosse possibile che succedessero cose del genere.

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