Bad words
Premettendo che scendere in volgarità si può tradurre sia come deriva di un discorso civile sia come sintomo di un malessere recondito e difficilmente represso, è lecito chiedersi per quale incomprensibile ragione Beppe Grillo sia da bandire per aver apostrofato con l’appellativo zoccole alcune senatrici – chi si offende è fetente, ricordatèlo – mentre invece si debba tergiversare quando un Presidente del Consiglio definisce coglioni gli elettori di centrosinistra.
Se c’è anche solo una sottile differenza tra le due cose, sono aperto a qualsiasi spiegazione.
12 giugno 2009 @ 09:27 | Stiamo servendo Politically Correct
Commenti
3 commenti a “Bad words”
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E’ una scusa. Hanno rosicato perchè ha offeso l’imperatore definendolo come di consueto “psico-nano”.
Secondo me “zoccola” è diventato un appellativo offensivo nei confronti delle prostitute. Credo che sia molto più pulita una puttana di strada che una come che ne so…quel ministro che a furia di succhiare minchie ha subito una fuoriuscita orbitale delle pupille…insomma chillì cha sta cuscì
Che Silvio vuole avere (e i suoi sgherri lo aiutano) un lodo Alfano morale.
Un attenuante per Grillo è l’essere incazzato nero. Giustamente, a mio avviso.
@ Emiliano
Ho come la vaga impressione di aver capito di chi stai parlando. Vaga, però.
@ Tooby
Incazzato nero come lo dovrebbero essere in molti. Lui si espone, magari con poco garbo, e viene additato come nemico della democrazia. Alla faccia.
Sull’immunità morale, si è già espressa Famiglia Cristiana, il che è un tutto dire.