L’ultima vetta

Marco Pantani

Dieci anni fa si correva una tappa del Giro d’Italia che avrebbe consegnato a Marco Pantani la seconda maglia rosa consecutiva, la Madonna di Campiglio-Aprica.
Fu l’ultima salita che Pantani affrontò, prima di trovarsi davanti ad un muro invalicabile come quello delle critiche, della stampa ossessiva e, infine, della droga che lo portarono a precipitare fino alla notte del 14 febbraio 2004. Un muro che non sarebbe riuscito a valicare, lo disse lui stesso, quella mattina, a Madonna di Campiglio.

“Mi sono rialzato dopo tanti infortuni e sono tornato a correre. Questa volta però abbiamo toccato il fondo. Rialzarsi sarà per me molto difficile.”

Ciao, Pirata.

Commenti

5 commenti a “L’ultima vetta”

  1. Emiliano on 5 giugno 2009 @ 16:33

    Nonostante non sia stato un esempio per lo sport, è giusto ricordare un grande campione.
    Tutto il paese l’aveva perdonato, colpevole o meno, peccato non abbia avuto il carattere per riprendersi quella salita.

  2. Pablo Moroe on 5 giugno 2009 @ 20:09

    Esattamente (anche se, come non-esempio, ho i miei dubbi).

  3. gb on 7 giugno 2009 @ 01:59

    Come esempio sì,da non imitare.
    Non si diventa drogati e non ci si bomba per far dispetto o per colpa dei giornalisti. La colpa è sua che era un omino. Vergogna.

  4. Pablo Moroe on 7 giugno 2009 @ 10:25

    Non ho detto questo, ho semplicemente sottolineato la debolezza di uomo che, fino al 5 giugno 1999 era l’idolo delle folle, per poi ritrovarsi da solo alla prima occasione sfavorevole.
    Chiamarlo omino è irrispettoso, nonostante i suoi errori, per i quali – a mio modestissimo parere – pagò anche troppo.
    Ci sono parecchi campioni che hanno fatto le stesse scelte – e forse le fanno tutt’ora – che non hanno pagato lo stesso prezzo che ha pagato Pantani.
    E’ questo che non mi va giù. Si voleva uccidere – moralmente – un uomo e ci si è riusciti – anche fisicamente.
    Non difficile da capire, it’s easy if you try.

  5. Valerio on 9 giugno 2009 @ 21:55

    Quella mattina che accesi la tv alle 7 e trovai la brutta notizia della morte ancora la ricordo :neutral:

    Purtroppo un ruolo importante l’ha fatto anche la TV secondo me, in quanto se uno è bravo viene esaltato e leccato al primo sbaglio tutti non si ricordano chi sia stato prima

    Forse questa canzone è un ottimo modo per ricordarlo
    http://www.youtube.com/watch?v=nUskOAAGejU

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