La terra dei cachi
NESSUNA PUBBLICITA’. Passati sotto traccia. Se non avessimo avuto il documento dei due appalti, nessuno avrebbe saputo nulla, perché nessuno ha pubblicizzato l’esito. Alla prima gara hanno partecipato in sei, l’ha vinta la Bison-Gdm con 81 punti (26 per il ribasso e 55 per la relazione tecnica), seconda la Zoppoli e Pulcher spa (punti 26 e 47), terza la Saicam (29 e 39), poi l’abruzzese Imar (30 e 36), quindi la Cogeis spa-Ivies spa (25 e 33) e infine la Domus dei fratelli Gizzi in Ati con Icor e Zeppieri (24 e 30).
Pare siano stati vinte le gare d’appalto per la ricostruzione a L’Aquila. Quali gare? Ah, boh. Maroni era stato chiarissimo: la ricostruzione va affidata agli amministratori locali. Che girano la palla agli industriali del nord (tali la torinese Zoppoli e Pulcher SpA e il duo Bison-GDM, rispettivamente veneziana e milanese), nonostante le offerte più vantaggiose provenissero da una ditta abruzzese (la Imar).
Sono indeciso su cosa sia più grave: il mancato coinvoglimento degli imprenditori abruzzesi nel processo di ricostruzione o la mancata pubblicazione dell’esito degli appalti.
Attendo suggerimenti.
Commenti
1 commento a “La terra dei cachi”
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Col federalismo mangiano solo loro ed inoltre possono vedersi i cazzi di casa loro e di quella degli altri.
Immagina fosse crollata brescia, col cazzo che l’appalto se lo sarebbe aggiudicato una regione dell’estremo sud…che ne so ad esempio l’emilia romagna!