Ji lo sapeo
Fase 4: io sono un geologo
- ma sti cazz’e’ strunzi, Giuliani l’aveva detto che scrocchiea na’ botta…ji lo sapeo
- eh, sci sci te raggiò, ma quissi non so boni a organizzà, ce sta sicuru qualcosa sotto, ce stanno troppi interessi
- ma che sta a dì la protezione civili è la migliore deju mondo, l’ha detto pure Bertolaso
- Allora sci
Ditemi come non si fa ad avere nostalgia di persone come queste. Patrizio, trenta e lode.
Bacco ci ha salvati
Il tempo di riaprire il centro storico. Mettete in serbo tutte le bottiglie di Altare che si sono salvate. Stiamo tornando.
Mancata evoluzione della specie
35 anni fa, la strage di Piazza della Loggia, a Brescia.
In 35 anni, viene naturale sperare in un progresso della civiltà italiana. In 35 anni, viene spontaneo pensare che gli orrori delle dittature – in questo caso del fascismo – siano state debellate dal pensiero comune del popolo. In 35 anni di racconti, di documentari, di testimonianze dirette o indirette, è assodato quale sia stata la parte lesa di quell’orrendo periodo.
E invece no.
C’è ancora gente che rimpiange o, nel peggiore dei casi, si fa promotore di tale sistema politico, come soluzione ai problemi odierni, cavalcando l’onda del revisionismo e dimenticando – ? – pagine di storia ormai scritte, anche col sangue.
Questa è la mia testimonianza diretta, la quale potrebbe essere presa come un singolo episodio isolato. I sintomi, però, sono evidenti. E quel che è peggio non si nota soltanto a livello governativo, dove vengono incentivati e sollecitati comportamenti di natura estremista: quando è il popolo a metter benzina sul fuoco c’è da preoccuparsi.
Sarà soltanto un mio timore, sarà paranoia, sarà la bora. Fossi in voi, però, terrei gli occhi aperti.
Per gli indecisi
Se non sapete chi votare alle prossime elezioni, siano esse circoscrizionali, amministrative, provinciali o europee – e il sottoscritto voterà per tutte e quattro -, accettate il consiglio.
Per Bacco, Cantine Aperte!
Anche quest’anno Cantine Aperte si fa attendere con grande impazienza. Il sottoscritto non ha mai preso parte a nessuna edizione, il che potrebbe far storcere il naso a chi conosce la mia propensione al vino.
Quest’anno non vorrei perdere l’occasione. Vorrei avere il piacere di visitare – e degustare – cantine come Marramiero (per l’ottimo vino, come Inferi e Altare), La Valentina (per ringraziarli personalmente di tutte le serate in compagnia del loro Montepulicano di base) e la cantina Contesa della famiglia Pasetti (idem come prima).
Grandi assenti Masciarelli e Paolucci. Peccato, sarebbe stato interessante visitare anche le loro cantine.
Per conoscere tutte le cantine abruzzesi che aderiscono a questa edizione, su Bortone Vivai ho trovato una guida pratica con l’elenco di tutte le aziende vitivinicole, con relative informazioni e contatti. L’elenco completo di tutte le cantine italiane, invece, lo trovate qui.
Qualche consiglio o suggerimento?
E adesso si ricomincia
La foto qui sopra è l’emblema del 6 aprile vissuto da me ed Elena. Abbiamo recuperato tutto, grazie alla squadra Gorizia 2 (la squadra Tigro, capirete perché) e alla squadra Perugia 2.
Ho recuperato anche il mio MacBook, con dentro la tesi e tant’altro materiale. E’ il momento di lasciarsi alle spalle il dolore, di tenere viva la memoria e di rimboccarsi le maniche.
E ricominciare, senza alcuna esitazione.
A piccole dosi
Da nove anni abito a Pescara centrale. La prima cosa che costruimmo in camera mia, quando traslocammo da Montesilvano, fu la libreria. La mettemmo appesa ad un muro portante, caricandola di libri, quaderni, compact disc, vinili, soprammobili e cose di altro genere.
Sotto la libreria, il mio letto da due metri e mezzo. Quando mi trasferii a L’Aquila, il mio letto seguì il padrone e sotto la libreria andò a finire il letto di mia sorella.
Ho dormito per più di 8 anni con la libreria sopra alla testa, senza mai preoccuparmene.
Dalla notte del 6 aprile, dopo la drammatica avventura a L’Aquila, ogni sera spostavo il letto da sotto alla libreria, vicino alla scrivania, in modo da non avere niente a meno di 2 metri di distanza, sopra alla testa.
Da ieri notte, invece, il letto non lo sposto più. Son tornato a dormire sotto la libreria.
Per alcuni di voi potrebbe voler dire poco, ma per me è un piccolo grande passo verso il ritorno alla normalità. E potervelo raccontare mi riempie di gioia.

