Newseum Today’s Front Pages
Scopro stasera, via Joho, l’esistenza di un servizio fornito da Newseum: una mappa in Flash, tanti pallini gialli e le prime pagine delle testate giornalistiche più importanti del mondo; navigando per la mappa è possibile visualizzare in miniatura tutte le prime pagine dei giornali, per poi prenderne visione a grandezza tale da poter leggerne i contenuti con un semplice click.
Con mio grande stupore, tra le testate raccolte c’è anche Il Centro, quotidiano locale abruzzese, sia in formato immagine che in formato PDF.
Run baby run
Il bel tempo è tornato, il clima comincia a farsi più mite. Se il comune di L’Aquila non ha progetti stravolgenti, i miei appuntamenti settimanali a Piazza d’Armi torneranno a farsi frequenti.
A distanza di 2 anni, i motivi che mi spingono a riprendere l’attività sono quasi completamente diversi.
- La pancetta. Dalle ultime prestazioni sul manto verde e dalle ultime immagini tratte da queste, il processo di ripristino del ventre deve essere immediato. E’ evidente che i giovedì sera passati a Ju Boss per tutto l’inverno hanno portato ad un risultato prevedibile. E’ ora di porvi riparo, senza rinunciare ai piaceri della cantina.
- I muscoli. Sono in via di atrofizzazione e se non mi do una mossa non li recupero più. Non che voglia eccedere come atleta, ma quanto meno evitare brutta figura e raggiungere il lower bound per affrontare una qualunque partita di calcetto della domenica.
- L’estate. Riservandomi il diritto degli usuali debiti scongiuri, a luglio il sottoscritto diventerà dottore (ma non lo dite in giro). Potrò quindi godermi finalmente un’estate come si deve dopo 3 belle stagioni buttate al vento, ora per un esame, ora per un altro, ora per la tesi. E godere l’estate per me significa non stare fermo un secondo, fare avanti e indietro tra il campo di beach volley e il mare. Per fare tutto questo, c’è bisogno di un certo allenamento fisico, di una prestanza minima sindacale. Senza questa, l’estate potrebbe rivelarsi fallimentare e non vorrei rodermi il fegato per il quarto anno di seguito.
Quindi, quando stamattina ho letto il post di Matteo Flora che segnalava un programma per coloro che ricominciano a correre da zero, l’ispirazione per tornare a correre si è fatta viva in un lampo.
La situazione climatica favorevole di questi ultimi giorni non fa che dare benzina al progetto. E’ ora di cominciare a correre.
Pronostici
Le premesse ci sono tutte. Squadra decimata dagli infortuni, una serie di evitabili sconfitte e di sofferte vittorie, una forma fisica assai dubbia, un clima poco disteso, un’orda di gufi schierata alle spalle, il risultato dell’andata favorevole per gli avversari, che recuperano anche uomini importanti.
Sono le tipiche condizioni in cui si vede la miglior Juventus. Crossed fingers.
Ma siete reali?
Secondo Google Analytics siete almeno in 50, in media, a prendere un caffè da queste parti. Non chiedo di lasciare la mancia, ma almeno fatevi riconoscere. O, meglio, conoscere.
Big Picture Notes, svisti e mai visti

Alan Taylor è l’autore della rubrica fotografica del Boston Post, alla quale mi sono affezionato parecchio ultimamente e della quale condivido parecchi contenuti. Parlo di The Big Picture, una raccolta quasi quotidiana di scatti degli eventi più importanti e più affascinanti del mondo intero.
Per chi sente parlare di The Big Picture per la prima volta, può essere sufficiente dare uno sguardo alle gallerie dedicate alle Olimpiadi di Pechino, all’inaugurazione della presidenza di Barack Obama, agli occhi puntati allo spazio verso la Luna, Giove e Marte.
Bene, il signor Taylor ha ben pensato di aprire una piccola rubrica satellite, chiamata The Big Pictures Notes, nella quale raccoglierà scatti più informali, che non passeranno sulla rubrica ufficiale. Uno sguardo più intimo, ma anche più disinvolto.
Dice Taylor:
Big Picture Notes will be a place for administrivia, things like this note about my travel to Austin for SXSW, or other meta-discussion. It will also be a place for follow-up photo stories [...], or shorter-form photo stories. It will also be a place for standalone photos – images that don’t come with a lot of context, but are amazing nonetheless [...]
Non ci sono problemi: tu fai le foto e io aggiungo la rubrica a Google Reader.
Amore, ritorna, le colline sono in fiore
Mercoledì scorso, dopo un attento calcolo ed estenuanti pressioni da parte della mia consorte, il vostro amatissimo è passato da Vodafone a Wind, mantenendo il numero di telefono.
Una scelta obbligata, specie per la percentuale di numeri Wind presenti nella mia rubrica: quasi il 90%. Datosi che Vodafone fa promozioni per lo più destinate a numeri Vodafone, la scelta s’è fatta improrogabile.
Covavo l’idea già da un bel po’ di tempo, ma ho voluto prima valutarne la convenienza, basandomi su tariffe, numeri in rubrica e minuti spesi al telefono con questi numeri e/o con la mia consorte.
Detto questo, ciò che mi spinge a scrivere questo post è la telefonata che ho ricevuto sabato pomeriggio, da un gentilissimo quanto garbato quanto pressante operatore Vodafone.
Senza dilungarmi più del dovuto, nella sostanza il simpatico signore al di là della cornetta voleva offrirmi il mondo creato. Tutte offerte che, gratuitamente, sarebbero state attivate sul mio conto ricaricabile. La pacchia, però, sarebbe durata per un mese, poi le offerte si sarebbero tramutate in costi.
La telefonata s’è conclusa con un appuntamento telefonico per domani, quando il simpatico operatore – o chi per lui – richiamerà il vostro amatissimo per convincerlo di non passare alla concorrenza.
So già cosa dirgli: “Per rispetto verso il lavoro che sta svolgendo, le dico che l’offerta che mi sta presentando non m’interessa. Una sola cosa mi verrebbe da chiederle: dove cazzo siete finiti in questi 10 anni durante i quali non mi avete regalato neanche un centesimo?”.
Che faccio, registro la telefonata?
Effetti dell’internazionalizzazione
Sarà la laurea internazionale, sarà l’arrivo a L’Aquila degli studenti indiani per il progetto EURECA, sarà per l’attività di tesi che mi costringe ad avere a che fare con testi non in italiano, sarà la smisurata discografia d’oltralpe che mi ritrovo a sentire quotidianamente, sarà la bora.
Ma da qualche settimana sogno in inglese. E’ normale?
