Penso che avremo bisogno di una nave più grande
E’ la traduzione letterale dell’album di debutto del progetto del mio caro Norman Cook, al secolo Fatboy Slim, denominato Brighton Port Authority (di cui parlai sul Tea Time qualche tempo fa). E’ disponibile in esclusiva su Amazon.com, nonché in anteprima gratuita su Rolling Stone.
I Think We’re Gonna Need A Bigger Boat, tenete a mente.
Oscar 2009, le previsioni
Tra poco meno di un mese avrà luogo la classica cerimonia degli Oscar. Quest’anno provo ad azzardare qualche previsione, alcune banali, altre un po’ meno. Il 22 febbraio sapremo se abbiamo lo stesso metro di giudizio dell’Academy. Qui le nomination.
Attore protagonista – Sean Penn
Attore non protagonista – Heath Ledger
Attrice protagonista – Meryl Streep
Attrice non protagonista – Penelope Cruz
Cartone Animato – Wall-E
Film – Il Caso Curioso di Benjamin Button
Regista – Gus Van Sant per Milk
Film Straniero – La Classe
E per voi?
Converse personalizzate, arte pura

Per tutti coloro che amano le Converse e per tutti coloro che, come me, non le hanno mai trovate del proprio numero e vuole continuare a rosicare, Paulo di Abduzeedo ha pubblicato un po’ di foto di Converse personalizzate da due ragazze brasiliane.
Awesome, direbbero a Londra.
Nessuno tocchi Mustafa. Neanche a Lucca.
Come ho già spiegato qualche mese fa, nella mia dieta c’è spazio a sufficienza da dedicare al kebap. Non potrei proprio farne senza. Se i fatti dell’estate scorsa mi fecero storcere il naso – si parlava di chiusura dei kebap poiché “un kebab non è un buon biglietto da visita per i turisti che sbarcano nella piazza dalla vicina funicolare” – i fatti di questo inverno mi fanno letteralmente inorridire.
Lucca è la città che fa da scenografia all’ennesimo provvedimento razzista – perché di questo si tratta, non di altro – nei confronti delle attività commerciali degli immigrati regolari.
Dal provvedimento si evince che:
«Non è ammessa l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività sia riconducibile ad etnie diverse»
Orribile, assolutamente incivile. Mi verrebbe da dire anticostituzionale. Non vorrei utilizzare un tono allarmista, ma sembra inevitabile. Specie se si leggono le affermazioni a corredo.
Su tutte, le parole dell’assessore Filippo Candelise fanno rabbrividire anche chi ha lo stomaco forte.
«i divieti riguardano anche pizze al taglio, Mc Donald’s, fast food, sexy shop. E non sono applicabili agli esercizi esistenti».
I sexy shop?! Continua:
«Capisco che possa generare malintesi [il riferimento alle etnie diverse, ndb], ma bisogna considerare che dentro le mura vivono 8 mila lucchesi e ci sono già 5 kebab».
Quindi? Vogliamo legiferare sul numero di kebap che possono essere in attività in una determinata area cittadina? Ma è la vicinanza al Carnevale a far pronunciare queste parole o altro?
Un piccolo confronto con L’Aquila, che ha un centro storico leggermente più piccolo di quello lucchese. Il kebap nell’arco di qualche chilometro quadrato sono 6, 2 dei quali gestiti da titolari di etnie diverse. Ora qualcuno mi spieghi se quei quattro kebap gestiti da titolari italiani debbano chiudere o meno, se la legge è davvero uguale per tutti.
Perché con etnie diverse non si vuole mirare all’aspetto culinario, bensì all’aspetto razziale. Come osserva Cairoli, la nostra cucina è un mix di pietanze proveniente da ogni angolo del Mediterraneo (se non oltre). Anche la cucina italiana sarebbe soggetta ad un simile provvedimento?
L’ignoranza e l’intolleranza manifestate prima da Bergamo quest’estate e poi da Lucca in questi giorni sono inammissibili in un paese dichiaratamente civile. Così come è inammissibile e incivile l’atteggiamento di certi amministratori xenofobi.
Leggo dal sito del Comune di Lucca che l’assessor Candelise ha la delega a Taxi e Servizi di noleggio: ne chiami uno e scelga una destinazione. Una a caso, eh.
Toglietemi tutto?
In un attimo di pigrizia (!) del mio cervello, ho abbandonato le mie cellule cerebrali alla visione di una striscia quotidiana del Grande Fratello. Protesi della Good Year e resti di volatili nei capelli a parte, ho visto che da quelle parti si riesce a mantenere un certo equilibrio, nonostante siano passate 2 settimane.
Un equilibrio psicologico, ma dettato da cosa? Mi sono quindi chiesto come questi individui riescano a resistere senza la loro routine quotidiana. Le ipotesi sono due: o se le smarmellano anche nella vita di tutti i giorni (e, in certi casi, so di non sbagliare) o li hanno pretrattati, prima di entrare nella Casa più spiata della penisola.
Senza saper rispondere a questa domanda, il mio pigro cervello ne ha formulata un’altra: cosa mi farebbe andare in crisi d’astinenza (Elena a parte) semmai avessi l’opportunità (?) di essere un concorrente del Grande Fratello?
Il sesso? Pensandoci bene, potrebbe crearmi qualche problema la lontananza dalla mia consorte. In questo caso, sarebbe opportuno nascondere delle fialette di bromuro nella valigia e, di nascosto, ingerirne il più possibile, facendo calare il desiderio sessuale ai livelli di un prete. Anche se, più semplicemente, basterebbe pensare che ho resistito per 17 anni – o è meglio dire 14? -, quindi sono in grado per resistere, al più, 3 mesi.
Internet? Sarebbe un divorzio temporaneo, che per un web addicted come il sottoscritto potrebbe risultare deleterio, specie per il sistema nervoso. In passato, però, ho già passato periodi di isolamento, per poco più di due mesi. Sarei quindi pronto alla prova del nove.
Gli amici? Li ritroverei all’uscita. E poi li porto con me ovunque io vada.
Poi, l’illuminazione. C’è un qualcosa che potrei anche portare all’interno della Casa, che però ha breve durata, specie se si è una dozzina e più; qualcosa che potrei anche ricomprare, ma potrei trovare molti coinquilini in disaccordo; qualcosa che non si può creare dentro quel mezzo chilometro quadrato, neanche volendo; qualcosa senza la quale prenderei una sedia, la romperei addosso a qualcuno, prenderei un gambo, entrerei in confessionale, sbatterei il gambo sul tavolino e con fare da lord anglosassone direi: “Dove è vino?”.
Devo iniziare a preoccuparmi?
Una carezza in un pugno

“Siamo sempre lì, intorno a lei / a farci riscaldar dai suoi guai…”
Autobus e teoremi
Ci voleva la campagna dell’UAAR per convicervi di un qualcosa così facilmente dimostrabile?
