Liberi, liberi siamo noi, però liberi da che cosa?

Sono passati ben 3 anni da quando Freedom House, la verà Casa della Libertà fondata dalla moglie del presidente Roosevelt, pubblicò Freedom Of Press 2005, il rapporto sulla libertà di stampa nel mondo. L’Italia, come molti di voi sapranno, si classificò al 77esimo posto, a parimerito con Bolivia, Bulgaria, Mongolia e Filippine, ottenendo la qualifica Partly Free, ovvero paese parzialmente libero (le qualifiche sono 3: free, partly free o not free).
Peggio andò nel 2006: dal Global Press Freedom Report risulta che il nostro paese scese al 79esimo posto, con la stessa qualifica dell’anno precedente, a parimerito col Botswana.
Nel 2007, Freedom House ci piazzò al penultimo posto in Europa (meglio solo della Turchia), con qualifica Free, e al 61esimo posto nel Mondo, a parimerito con stati come Capo Verde, Israele, Guyana e Sao Tome & Principe.
Lo scorso 3 maggio, Freedom House ha rilasciato i dati inerenti alla libertà di stampa nel 2008. Siamo scesi al 65esimo posto, insieme all’isola di Samoa.
Dal 2006 siamo un paese libero dal punto di vista della libertà di stampa, ma collocati sempre nei posti di retroguardia, alle spalle di realtà come Palau, Taiwan, Costa Rica, Micronesia, Trinidad & Tobago, Kiribati (?) e Ghana. Che, diciamocelo, non se la passano tanto meglio di noi, in altri campi.
Conoscendo eventi come le critiche a Travaglio, conoscendo come certa stampa si comporta (leggasi Il Giornale, La Stampa, Il Tempo e altri giornali filoberlusconiani) e ora avendo alla mano questi dati, traete le vostre conclusioni. E fatemele sapere, ché è bello.

No, grazie

Credo che ambienti di sviluppo come Zend Studio per PHP developer ce ne siano pochi in giro (se conoscete di meglio, segnalatemelo). Vivendo a braccetto con questo prodotto, sono automaticamente parte della newsletter della divisione italiana del gruppo Zend.
Si parla spesso di corsi, di stage, di aggiornamenti et similia. Questa mattina si è parlato di case study. L’email inizia così.

Case Studies

Le nostre sfide!

Italia Logistica, che fonde le attività di SDA Logistica e Omnia Logistica, è una società nata da una joint venture di Gruppo Poste Italiane e Ferrovie dello Stato

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*: il notebook era di Simone.

Venghino, siori, venghino

Posti alla Regione Abruzzo
TuttoAffari è un settimanale di annunci gratuiti che pubblica offerte di lavoro, case in affitto (specie per gli universitari), automobili e quant’altro. E’ un caso, o dopo gli eventi del 14 luglio che hanno visto finire in manette mezza giunta regionale abruzzese, il settimanale ha deciso di dare una mano?
Non vi resta che inviare il vostro CV.

Problemi di stitichezza?

Follie per Kakà
Altro che Activia, chiamate Abramovic!

De morattiana memoria

FuneraleL’immagine che vedete sulla sinistra di questo articolo è tratta dalle manifestazioni che seguirono l’approvazione del DDL Moratti, che tanto male ha fatto, tanto dolore ha procurato alle università italiane. Correva l’anno 2003.
In cinque anni, ho visto cambiare il sistema universitario un po’ come si cambiano le mutande al mattino, sia a livello nazionale che a livello locale. E sin da allora, ho sempre dato il mio contributo, fin dove le mie possibilità lo permettevano, per evitare che le conseguenze fossero state peggiori del previsto.
In cinque anni, si sono alternati 3 governi: il primo ha creato il mostro e il secondo l’ha messo in atto. Il terzo, adesso, vuole dargli il colpo di grazia. Un atteggiamento che ricorda un po’ la creazione di Chimera e Bellerofonte, di wooiana memoria.
In un paese dove il progresso è messo al bando per far spazio alla sicurezza, alle pensioni e a chissà quali altre questioni urgentissime e prioritarie, l’Università viene dapprima deprecata e denigrata dalla macchina legislativa, poi viene letteralmente dimenticata e isolata dagli organi di informazione.
Organi in cancrena, che hanno parlato di Università per l’ultima volta quando Ratzinger fu contestato – giustamente e con ogni diritto – alla Sapienza.
Organi che, dal DL 112/08 proposto da Tremonti (Robin Hood, ricordate?), hanno estratto punti come la sicurezza e la Robin Tax, che fanno notissia. Ignorando completamente aspetti spaventosi come la trasformazione delle università in fondazioni e come la riduzione dei finanziamenti statali destinati alle università. Un decreto per il quale si stanno muovendo le università di mezza Italia: Palermo, Trieste, Bari, la milanese Bicocca, L’Aquila, Verona, Cagliari, Firenze. E loro tacciono.
Stanno rubando il nostro futuro, stanno mangiando i nostri diritti, stanno spostando capitali verso iniziative pericolose (centrali nucleari, Stretto di Messina, etc.). E noi non abbiamo niente di meglio da fare che pensare a Ronaldinho al Milan.
E se un giorno vostro figlio (sì, vostro figlio, avete quasi 30 anni, cazzo) vi chiedesse “Ma tu da che parte stavi in quegli anni? E cosa hai fatto per evitare tutto questo?”, voi cosa risponderete?
No, non è presto. E’ ora di farsele, certe domande. Ché dopo è troppo tardi.

B’s corner /4 – Collage, commedia in 2 atti

TremontiAtto I – Contraddizioni
C’è un Tale, in un palazzo fatto di persone per bene, che ha il compito di risanare le sorti economiche di un paese ormai ad un passo dal collasso. C’è B, dal carisma e dalla dialettica nettamente superiore, che vuole mettere al sicuro sé stesso lo stesso paese di cui si occupa il Tale.
Il Tale si vede contestare la propria creazione in piazza, con tutte le forze dell’ordine che gli consigliano vivamente di tornare sulle proprie decisioni o quanto meno adeguarle al necessario. Perché 3 miliardi di euro volati via come la sabbia non passano inosservati. B, però, vuole più controllo e più sicurezza, vuole rassicurare la cittadinanza italiana e non vuole sentire ragioni, né si cura di piazze che inveiscono contro la sua volontà: si fa come dice lui, la sicurezza è una priorità. E quindi nega.
Ora rispondete a questa domanda: se il Tale toglie 3 miliardi alle forze dell’ordine, come garantiamo e come sosteniamo la sicurezza tanto prioritaria che B? Chi ci mandiamo – oltre l’esercito – a vigilare sulle discariche abusive? I rom? Ma certo, tanto sono abituati, no? Ora che li abbiamo anche schedati, via a spalare merda.
Ma dentro quel palazzo fatto di persone per bene parlate tra di voi ogni tanto o ognuno è libero di sparare cazzate come vuole?

Atto II – Ignoranze
Lo stesso Tale dell’atto precedente, che appartiene alla stessa classe politica che demonizza la rete globale (perché piena di algoritmi comunisti citazione), inserisce nella sua creazione una tassa che andrà a colpire banche e petrolieri, perché bisogna rubare ai ricchi per dare ai poveri. Come Robin Hood.
Punto primo: con tutto il rispetto, non ci voleva il Curzio Maltese del Venerdì odierno per capire che una tassa del genere si ripercuoterà – e con conseguenze che non voglio immaginare – sui consumatori. Non basta, però, avere le banche con i costi dei conti correnti più elevati d’Europa; non è sufficiente neanche sentire quotidianamente l’annuncio di prezzi record per il petrolio e il conseguente aumento della benzina. Dati che basterebbero ad allarmare chiunque, se proprio non si vuole andare a fondo con l’inchiesta (e terrorizzarsi ancora di più). Il masochismo italo-tremontiano, però, non ha confini.
Punto secondo: perché citare la Rete? Semplice: se, invece di perdere tempo a sputare fango, i tali come il nostro Tale imparassero ad usarla scoprirebbero che, in realtà, Robin Hood non è il buono. Rewind: se la chiami Robin Tax, ti sei messo nella merda da solo.
Mi spiego. E’ stato recentemente scoperto che il vero villain era Robin Hood, non lo sceriffo di Nottingham, come Costner ci voleva far credere. Peccato che Ridley Scott ne farà testimonianza visiva solo nel 2009, troppo tardi per rimediare ai danni che il fuorilegge della Sherwood italiana (il Nano in calzamaglia, tanto per dirne una) avrà compiuto sulla sorte degli copeninsulari.

Morale della favola
Compatrioti, quanto vi ho a cuore.

C’eravamo tanto amati

E indagati. O arrestati.
Luciano e Ottaviano
Ovviamente, lo show della solidarietà, in questi giorni, sta assumendo toni ridicoli. All’ennesima potenza.