L’uomo in meno

Sarebbe troppo semplice dare la colpa alla scarsa vena realizzativa di Toni. Il capocannoniere della Bundesliga che all’Europeo ha deluso tutte le aspettative è solo la punta dell’iceberg di un gruppo che non ha funzionato dalle prime battute.

Sarebbe troppo banale dare la colpa a De Rossi e Di Natale, sfortunati protagonisti dei due errori dagli 11 metri che hanno eliminato l’Italia dall’Europeo. Capitò a Baggio, a Di Biagio, allo stesso Donadoni. Daniele, in Germania, fu parte integrante dei 5 che ci regalarono il Mondiale. Antonio è l’autore di una delle uniche due azioni pericolose dell’Italia di ieri sera.

Sarebbe troppo scontato dare la colpa a Donadoni: ok, la squadra in campo la manda lui, ma se la squadra delude le sue aspettative (e quelle di tutti noi) parte della colpa devono prendersela anche i giocatori. In Germania fu una vittoria corale: questa è stata una sconfitta corale, su tutti i campi.

Sarebbe troppo buffo dare la colpa a Berlusconi, come ha correttamente analizzato Claudio in un post recente: che porta sfiga è un dato di fatto, ma lui è sceso su un altro campo.

Sarebbe troppo ipocrita dare la colpa a Cassano: poco presente nel gruppo, si è ambientato a tempo di record e non ha sfigurato. Non è esploso come molti di noi sognavano, ma – ripeto – la condizione generale ha nettamente prevalso sulle individualità.

Sarebbe troppo facile dare la colpa a Civoli e Bagni: anche se quest’ultimo ha ampiamente dimostrato di essere incompetente fino all’ultimo rigore, hanno cercato di ricreare l’atmosfera di Germania 2006. Magari, avrebbero creato meno imbarazzo facendo a meno di ricordare che la statistica ci vedeva sfavoriti quasi ogni volta.

Se c’è una persona che è mancata, che, in occasione dei Mondiali vinti, è stato protagonista in positivo dalla prima partita fino all’ultima, che non ha mai tradito le aspettative e che amiamo ricordare in ogni occasione, è sicuramente lui: Fabio Caressa.

Morale della favola: d’ora in avanti, o manifestazione calcistiche su Sky, o niente.

Wordle

Via Macchianera, ho colto la segnalazione di Wordle, un webapp che genera tag cloud di testi di qualsiasi natura. Gianluca ha preso come prima ispirazione la Costituzione italiana, io ho subito pensato alla Carta dei Diritti degli Studenti. Ecco cosa ne è scaturito.

Il messaggio è chiaro.

4 Vele Cut

Non è un errore di stampa, ma la triste verità. Leggo da-più-parti che il 4 Vele Cup 2008 non si disputerà. Sono particolarmente legato a tale manifestazione perché nelle edizioni 2004 e 2005 ero parte integrante del team organizzativo, al fianco di Luigi Alfieri, il quale mi è sembrato abbastanza turbato dalla gestione amministrativa della nostra città.

“In questi anni sono stato lasciato completamente solo dalle Amministrazioni e dal Coni, come se far arrivare centinaia di atleti da tutto il mondo non comportasse già decine di problemi. A stancarmi è stata proprio l’indifferenza della politica. Non è accettabile che una città come Pescara non abbia la capacità di supportare a livello logistico manifestazioni di richiamo come il 4 Vele Cup, o che mostri completa indifferenza dal punto di vista economico e dei servizi. Insomma il 4 Vele Cup, l’unico evento internazionale degli ultimi 10 anni della Riviera di Pescara non interessa a questa Amministrazione, al contrario di altri appuntamenti che – al di là dell’aspetto commerciale – non lasceranno nulla sotto l’aspetto sociale allo sport”.

Non so cosa sia cambiato in 3 anni all’interno dell’organizzazione, ma è davvero desolante togliere un piccolo grande pezzo di storia come questo all’estate pescarese.

Just like past e fasul


Marcello Cini sul nucleare, dalle pagine di Liberazione.

(via Massimo Moruzzi)

Who wants to be bullizzate?

Sono curioso di sapere quanti di voi condividono un’iniziativa simile.

Riguardo al cyberbullismo, gli studi avanzano l’ipotesi che le ragazze ne siano vittima più dei maschi. Una nota ricerca Americana ha recentemente evidenziato che bambine e adolescenti possono essere bersaglio di azioni di cyberbullismo più frequentemente dei coetanei maschi: il 38% delle ragazze dice di essere stata coinvolta in episodi di cyberbullismo (aggressioni verbali on line) rispetto al 26% dei maschi. Inoltre, con il crescere dell’età, aumenta la possibilità di essere “bullizzate” (la percentuale sale dal 38% al 41% per le ragazze tra i 15 e i 17 anni) [4].

E una critica: tante le possibilità, proprio su Live Spaces dovevano aprire un blog?

Tu chiamala, se vuoi, rivoluzione

Ho cominciato a storcere il naso di fronte alla homepage del Corriere da un bel po’ di tempo, direi dai tempi del restyling grafico, al quale è seguito un restyling contenustico da brividi. Sembra di essere di fronte ad un’edizione radical-chic del TgCom, una versione neanche troppo web 2.0 di Studio Aperto, un Lucignolo invecchiato di 132 anni.
Oggi, il naso si è storto con un po’ più di impegno, specie quando leggo che a Rai 3 tira aria di cambiamento: Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Antonella Clerici e Pupo, tanto per fare qualche nome. Il bello dell’articolo è la photogallery a corredo.
Ah sì, la rivoluzione è nel metodo di conservazione a lungo termine utilizzato per tenere in vita i succitati.

Equivoci europei

Confusion
Dalle parti di Kataweb hanno le idee un po’ confuse.