La maledizione degli anni pari

Credo fermamente che, dopo l’ultima settimana, prenderò gli anni pari con cautela, senza sottovalutare la loro potenza distruttiva, denigratoria e dilaniatoria senza eguali.
Non ho fatto in tempo a ricordare come si chiuse il 2006, che i primi frutti acerbi del 2008 si fanno sentire. Il paese in mano a B, l’Inter campione d’Italia per la terza seconda volta consecutiva, le elezioni universitarie a Scienze che esulano da ogni previsione, la mancata intervista a Travaglio di venerdì sera, la gogna di Calcolo a febbraio (faccenda chiusa bene, ma a fatica). E mancano ancora 7 mesi. Se mi laureo nel 2008, però, cancello la maledizione.
Ora devo trovare una soluzione: devo decidere se trattenere il respiro per un anno, o scomparire dalla vista per 365 giorni ogni 2 anni.
Se il sintomo persiste, consultare un medico. E alla svelta.

Spegnere le luci via Twitter

(via microblogging)

Ics

L’estenuante lotta è finita in parità: 3-3 al CAD di Informatica. Bozzelli-Giangiacomo-Catena da una parte, Mercorio-Di Pace-Cavicchia dall’altra.
Come risultato personale, credo che non potevo prevedere (e meritare) di meglio, come lavoro corale poteva andare molto meglio.
Attendo solo che il verdetto divenga definitivo. Anche se, verdetto definitivo o meno, sono comunque deluso. E presto potrò dirvi perché.

Wi-Fi, sounds good

Un articolo interessante di Carlo Gubitosa, tratto dall’ultimo numero di Carta, sulla fantomatica pericolosità delle infrastrutture per il wi-fi.

Va bene tenere sotto controllo le sorgenti elettromagnetiche, ma bisogna controllarle tutte, e a cominciare dalle piu’ potenti (radio e TV) e dalle piu’ vicine (telefonini). Il tecno-blogger Emiliano Bruni scrive che per un’indagine seria si potrebbe “parlare dei migliaia di kilowatt sparati da talune radio private che trasmettono sul territorio italiano, in barba alle normative vigenti, solo perchè le loro antenne sono poste in territorio extranazionale, o degli elettrodotti che passano rasenti a scuole a asili”.

Sono curioso di sapere cosa ne pensano gli ingegneri di Roio (AQ), cominciando da Tiziano, ad esempio.

Oltre a leggere, so anche cosa leggere

Avvertenza: da leggere lentamente, da consumarsi con cura e da rispolverare quando serve.

Passo I.

Vedere lo Statuto: articolo 58, dicono loro. Che riguarda tutti gli organi amministrativi e statutari d’ateneo, escluso i Consigli di Corso di Studi. All’articolo 35, comma 2 la conferma di quanto appena detto. Cito testualmente:

2. – Il Consiglio didattico di Corso di Studio è nominato dal Consiglio di Facoltà secondo le modalità previste dal Regolamento didattico di Ateneo che ne disciplina anche la composizione e le modalità di funzionamento.

Passo II.

Vedere il Regolamento Didattico d’Ateneo. Andate all’articolo 7, comma 3 e leggerete che:

3. I Corsi di Studio sono retti da un Consiglio didattico di Corso di Studio costituito da una rappresentanza di Professori di prima e seconda fascia, di Ricercatori e di Studenti. I Regolamenti Didattici di Facoltà stabiliscono la composizione numerica, la durata della carica e le modalità di elezione.
Qualora previsto dal Regolamento Didattico di Facoltà, più corsi di studio possono essere retti da un solo Consiglio.

Passo III.

Consultare il Regolamento Elettorale di Facoltà: in data 30 aprile 2008, il Senato Accademico ha deliberato il Regolamento Elettorale di Facoltà, modificato rispetto a quello precedente per la sola modalità d’elezione (da maggioritario a proporzionale), che vigeva dal 13 novembre 2001. Entrambi i regolamenti, all’articolo 3 (“Rappresentanti da eleggere”), riportano:

[...]I rappresentanti degli studenti durano in carica due anni e sono rieleggibili una sola volta.[...]

Passo IV.

Andare davanti al volantino di Lista Aperta, che mi consiglia di imparare a leggere e che mi dà del falso, e farmi grasse risate. Poi, voltato l’angolo, alzare le mani al cielo e chiedersi “Ma perché vi devo sempre spiegare tutto io?”.

Un po’ di numeri

Ultimamente, ho guadagnato in dimistichezza con i numeri (e non solo per aver passato l’esame di Calcolo a Febbraio). Perciò, dato il traguardo dei 4 anni, vorrei mettere un po’ a nudo il Café, almeno nell’ultimo anno di vita, dal 7 maggio 2007 al 7 maggio 2008.

4 anni e non sentirli

Non so quanti di voi hanno iniziato con me questa avventura, ma so con certezza che adesso siete di gran lunga molti di più di quanti me ne aspettavo inizialmente.
Ho conosciuto nuove persone, ho scambiato pareri con gente più preparata – senza distinzione di materia -, ho accumulato cultura superando ogni aspettativa, ho condiviso emozioni ed opinioni, ho imparato molto.
Dal 13 maggio 2004, questo piccolo angolo di mondo vi offre il meglio possibile.
Auguri, Café, mia piccola e irrinunciabile creatura.