Un articolo interessante di Carlo Gubitosa, tratto dall’ultimo numero di Carta, sulla fantomatica pericolosità delle infrastrutture per il wi-fi.
Va bene tenere sotto controllo le sorgenti elettromagnetiche, ma bisogna controllarle tutte, e a cominciare dalle piu’ potenti (radio e TV) e dalle piu’ vicine (telefonini). Il tecno-blogger Emiliano Bruni scrive che per un’indagine seria si potrebbe “parlare dei migliaia di kilowatt sparati da talune radio private che trasmettono sul territorio italiano, in barba alle normative vigenti, solo perchè le loro antenne sono poste in territorio extranazionale, o degli elettrodotti che passano rasenti a scuole a asili”.
Sono curioso di sapere cosa ne pensano gli ingegneri di Roio (AQ), cominciando da Tiziano, ad esempio.



















27 Agosto 2008
2 commenti per "Wi-Fi, sounds good"
Non è proprio il mio campo
però quello che penso personalmente è che in italia c’è sempre qualcuno che deve farsi riconoscere fregandosene delle normative
;
ovviamente se la normativa c’è dev’essere rispettata e quindi dei controlli seri non guasterebbero.
Comunque su questo tipo di inquinamento ci sarebbe molto da discutere perchè trattandosi di radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti, l’effetto non è visibile e immediato ma dipende dal tempo di esposizione e dalla frequenza; e da qui il problema di queste sorgenti vicino a luoghi dove persone trascorrono molto tempo.
Per le antenne dedicate alla telefonia mobile il discorso è un altro in quanto sono direzionali quindi al di fuori della direzione di radiazione dell’antenna, l’esposizione è molto più bassa.
Beh, la leggenda che quasi tutti gli ingegneri che hanno studiato a L’Aquila sono pelati avrà un qualche fondamento di verità…
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