A meme piace
Vademecum per Mauro.
Cos’è un meme?
Paolo Gatti e, parzialmente, Paolo Barbarossa mi hanno invitato a compilare un meme su 6 cose che amo fare. Per partecipare a questa catena di S. Antonio 2.0 è necessario:
- indicare il blog che vi ha nominato e linkarlo;
- inserire le regole di svolgimento;
- scrivere 6 cose che vi piace fare;
- nominare altre 6 persone affinché proseguano il meme;
- lasciare un commento sul blog dei 6 prescelti amici memati.
Mumble, mumble:
#6 Andare in bicicletta
Niente di più rilassante, niente di meglio di una buona pedalata per scaricare la tensione.
#5 L’attivismo
Verso di me, lavorando. Verso gli altri, curandomi del fatto che, quando vado a dormire la sera, so di aver aiutato qualcuno, in qualsiasi modo si possa fare.
#4 Videomaking
Da piccolo volevo fare il regista, qualcosa è rimasto.
#3 Mangiare e bere
Arrosticini, nutella, mugnania, il pesce cucinato bene, costatine dagnello impanate e fritte, pecorara, vino, rum, mozzarelle, amatriciana e lo yogurt Vipiteno.
#2 Leggere dai e scrivere sul blog
L’informazione è la terza cosa più importante dopo la nutrizione e la salute. Oggi si fa così, capito Vespa?
#1 Fare l’amore
Sarò banale e/o scontato, ma trovatemi qualcosa di meglio?
Ora, i 6 ai quali passare la mano: Elena, Barbara, Claudio, Gabriella, Paola e Mauro (l’altro).
Meno male che Mante c’è
Ha anticipato il mio giudizio sulla recente-biografia-non autorizzata-a puntate di Beppe Grillo scritta da Filippo Facci.
Leggete i post di Facci e rispondete a queste domande:
- perché Grillo non risponde a tono a certe cose (o forse mi sono perso qualcosa), così, giusto per farci ridere su?
- pensando a Facci, non è veramente arrivato l’ora di abolire l’ordine dei giornalisti?
- e, infine, perché non ho sentito parlare del circa 1 milione e 200 mila firme raccolte venerdì in tv?
Sai mai che quello spendaccione di Grillo aveva ragione.
Consigli per il restyling
So come ma non so quando (data la scarsa quantità di tempo che mi avanza) voglio mettere mano a questo blog, un po’ demodè dal punto di vista grafico. Vorrei da tutti voi – lurker compresi – consigli in merito e, magari, segnalazioni riguardanti temi facilmente personalizzabili.
So che siete bravi, mi fido di voi.
L’Italia dopo il 14 aprile /2
Bianca, dove sei finita?
Non so quanti di voi si siano chiesti, in questi giorni, che fine abbiano fatto le tante discusse schede bianche che nel 2006 provocarono uno scompiglio generale, toccando minimi storici compresi tra l’1% e il 2%.
Un dato che fece storcere il naso a tutti, De Aglio e company in primis. Un dato che, almeno al momento, non mi è possibile verificare per le Politiche 2008. Strano.
Un dato che non cambierà – ovviamente – il risultato netto uscito dalle urne. Un dato del quale nessuna tv e nessun giornale ha parlato. Un dato occulto.
La domanda – che s’è posto anche Pietro Ricca, recentemente – è quindi: che fine hanno fatto le schede bianche delle Politiche 2008? Pregasi rispondere, grazie.
Da S. Nicandro a Roma: nella capitale dove due hanni fa molte sezioni avevano chiuso lo scrutinio senza neppure una bianca, le schede non votate sono quasi raddoppiate, erano poco più di 9000 nel 2006 sono quasi 16000 oggi. Poi c’è Napoli, dove le bianche sono cresciute ma di poco, qui lievitano le nulle da 4000 a 7000. La stessa cosa succede a Bologna. Infine pescando a caso nel lungo elenco dei comuni dove la scheda immacolata era quasi sparita scopriamo che torna a moltiplicarsi d come succede a certe razze date in estinzione. (fonte)
E Borghezio papa, magari
Alla notizia che il signore della foto qui di fianco diverrà a breve vicepremier (la prima scelta impopolare di Silvio), il popolo della rete l’ha presa proprio bene.
Calderoli vice-premier, oddio… Borghezio presidente del Senato no? L’emigrazione è sempre piu’ vicina… (mikkysixx)
legge di Calderoli vice presidente del senato e sente come un magone che sale, una cieca disperazione. aiuto. aiuto. (CrazyKika)
certo che se il lunedì comincia con la notizia di calderoli vicepremier e piove, poi provaci tu a essere ottimista. (kurai)
E ce ne sono altri.
L’Italia dopo il 14 aprile /1

Questa è per pochi eletti, sì.

