Capita spesso, in genere quando hai una donna quotidianamente al tuo fianco, di andare a cena fuori. Tutto normale, fin qui.
Capita molto di rado che la cena si svolga in una stanza del locale, all’interno della quale ci siete voi e la vostra amata, circondati da un tavolo di studenti universitari (che chiameremo problema minore) alla tua destra e un tavolo di 8 bambine da 10 anni l’una (che chiameremo problema maggiore) alla tua sinistra.
Dalla tua destra arriva un chiacchiericcio accettabile, tipico dei ragazzi di 20-25 anni, che passano il tempo a prendere per i fondelli i professori, ad organizzare la vicina Pasquetta, a far programmi per il fine settimana, a bere birra a quantità ragionevole. Tutto secondo i piani, insomma.
Sulla tua sinistra, invece, avresti preferito che fossero seduti Belzebù, Hitler, Milosevic, Saddam Hussein e, perché no, anche il buon vecchio Osama. Avrebbero sicuramente procurato meno danni di quelle 8 stronzette ragazzine che festeggiavano un compleanno.
Grazie a motivi a me ignoti, io ed Elena siamo riusciti a sopravvivere, ma non è stato facile. Come diversivo, abbiamo cercato di proiettarci avanti nel tempo di 15 anni, immaginando quale lavoro/carica avrebbero ricoperto quelle 8 terroriste con le Lelly Kelly. Anzi, con vestiti di marca, le Lelly Kelly sono da sfigate (ovvio).
La giornalista impegnata. Non troppo curata, né nell’abbigliamento (tuta e jeans dell’ultimo momento), né nella capigliatura. Guarda le altre con aria assente, ma nel frattempo sfoggia pensieri degni di nota, che riportano un po’ su il livello della situazione (sempre nella media di una compagnia di 10enni). Promossa.
La modella. Tutta curata, anche nei modi, la crosta della pizza accantonata da un lato, il tovagliolo sempre alla bocca, si scandalizza se l’amica volgarozza di turno le spara in continuazione, vaga da un lato all’altro per la sala con stile. Un futuro in passerella, insomma. Bocciata.
La commessa di Tezenis. L’ultima capatina al negozio di intimo, l’ho fatta sotto San Valentino, ma ricordo benissimo una delle commesse del posto. E sembrava un dejavù, quello di ieri sera. In coppia con la sboccaponcis (vedere in seguito) è diabolica. Bocciata.
L’operaia. Elena non ha trovato altro modo per definirla: bruttina, capello senza senso, voce da Belfagor, denti random e accenno di baffi. Mancavano una Dreher e un panino con la porchetta. Bocciata.
L’erede della copisteria (ossia la festeggiata). Praticamente è la fotocopisteriera fotocopistaia fotocopiera tipa della fotocopisteria di Scienze, in formato mignon, almeno per i tratti somatici.
Inoltre, abiti firmati fin sopra le orecchie, roba che, a quell’età, mia sorella o Elena stessa se la sarebbero sognata. Quando scarta i regali, lo fa con la sufficienza degna di una 50enne che ne ha già viste di tutti i colori (specie sull’abbigliamento). Sul finale, però, mostra ampi margini di miglioramento. Rimandata a settembre.
La cattiva maestra. La visione è stata fulminea: bacchetta di legno, registro sotto l’ascella, sguardo infimo di chi vuole interrogare un giorno sì e un giorno sì (Rana docet). Occhiali a corredo per terminare l’opera. Deleteria anche con le amiche. Bocciata.
La sboccaponcis (per non dire altro). E qua siamo stati veramente cattivi. Quella che urla di più di tutte, quella che vuole sempre la parola, che non perde l’occasione per dire urlare la sua, quella che “Scusate, ma non è che quelli del tavolo affianco al vostro (quello alla nostra destra, ndb) si sono fregati le nostre pizze?”, quella che sbotta in lacrime se il mondo ha un moto rivoluzionario che a lei non garba. Non c’è bisogno di uno scienziato per capire dove andrà a parare. Bocciata in toto.
La scienziata. Superiorità manifestata già dalle prime battute, vestiario casual ma elegante che non sfigura con le altre invitate, un po’ sovrappeso ma con stile. E quando parte il trenino pe-pe-pe-peppe-peppè, trionfa con un “Vaffanculo voi ed il trenino”. Futura candidata al CAD di Scienze Ambientali, garantito. Promossa con lode.
Dite che siamo stati diabolici? Parlatene con i nostri timpani. Meno male che c’era la Kwak.
















mmm..sei stato fino troppo buono per un verso(io La sboccaponcis, L’erede della copisteria e La commessa di Tezenis me le immaginavo tutte e tre con una seconda professione..notturna..ci siamo capiti), ma la maestra cattiva non l’avrei bocciata! in fondo anche lei a mandato a quel paese il trenino!!diciamo rimandata a settembre..
Mazza ragazzi… una cena…come dire “DIVERSA”…avete trovato il giusto diversivo…io avrei fatto diversamente… “scusa Fabio” padrone del locale “le fai smetterehehehohohho??”…. no dai così no…però potevate chiedere di cambiare posto… è sempre bello fare una cena tet-a-tet con la propria amata..scambiare 2 chiacchiere, e magnare una buona pizza… io direi, Paolo e Elena…RIMANDATI…ma solo alla prossima cena!!!

D’ accordo con Erasmus. E a tal proposito mi piace ricordare un episodio dove sono stato credo il cliente piu’ rompi coglioni del centro Italia. Io e Antonella una volta andammo al tempio di Bacco a cenare. Entriamo e il locale era completamente vuoto… Perfetto!!! Cenetta soli soli soli senza nessuno che scassa i maroni e soprattutto relax totale. (c’è da fare una premessa però. Io odio la tv mentre sto a pranza o a cena. Non solo non consente la comunicazione, ma stressa anche l’ anima in uno dei pochi momenti della giornata in cui ci si puo’ rilassare senza pensare ad impegni o cose del genere. Non a caso a casa a l’ Aquila la tv in cucina non è presente)Allora entriamo e ci andiamo ad accomodare nella seconda sala in fondo al locale. Non appena mi siedo e…. Tv accesa sparata a tutto voume. Naturalmente dato che il locale vuoto ci alziamo e ci accomodiamo nella prima sala. E come per incanto… ecco un’ altra 32 pollici emettere continui e assordanti decibel!!! Non essendoci piu’ sale chiedo alla cameriera di abbassare il volume della tv. Passano altri 5 minuti e non riuscendo a resistere nemmeno a quei pochi decibel chiedo alla cameriera se era possibile spegnere completamente la tv. Detto fatto! Passano 5 minuti eh….. ad un certo punto senti arrivare dalla sala d’ ingresso un’ assordante suono emanato dallo stereo con musica degli anni ‘50. E naturalmente chiedo che anche quella radio venisse spenta… Lo so lo so lo so …. è inutile commentare i coglioni che ho fracassato alla signorina…. Cmq morale della favola al tempio di bacco io e antonella non ci siamo andati più e….. BOCCIATO!
eh eh eh , bello questo post…
Io mi prenoto la modella tra 10 anni, quando ne avro’ 35 avro’ certamente bisogno di un’accompagnatrice del genere, tenetevi pure le altre (lascio un’opzione sull’erede e sulla commessa)
@ Elena
Tesò, sottoscrivo la tua opinione sulla maestrina cattiva, ma ho voluto salvare l’erede e la commessa perché, in fondo, ho un animo buono
@ - €RaSmUS -
L’unico problema è che l’unico tavolo per due era quello, altrimenti dovevamo metterci assieme ad altre tavolate. Non per qualcosa, ma se vado a cena con la mia donna voglio cenare esclusivamente con lei.
Mi rammarico solo di non aver sbottato io - come forse in altre occasioni avrei fatto - con un bel “la smettetehehehohohho??”. La prossima volta, però, lo faccio.
@ Mauro
A me la tv non dà fastidio, è un po’ un rumore di sottofondo al quale sono stato abituato e al quale non posso sottrarmi. Non mi crea comunque problemi la situazione opposta: un po’ di silenzio, ogni tanto, non guasta.
Avrei fatto volentieri a cambio con un televisore, l’altra sera
P.S.: proverò, nonostante tutto, anche il Tempio di Bacco. Già il nome mi stimola…
@ stefigno
Thanks! Confesso - ed Elena può confermare - che avevo già in mente a fine cena di scrivere qualcosa in merito. Non potevo esimermi!
@ isazi
E’ quello che ti meriti, credo: un isazi senza un’accompagnatrice d’alto livello che isazi è?
Ste ragazzine tutte da Supertuzzy devono passare prima o poi!