ADSU unica? No, grazie
Al Polo Coppito non si scherza. E neanche ai poli Roio e Centro.
Per saperne di più, leggete e meditate.
Meglio Android che Gphone
Google annuncia i propri veri obiettivi sul suo blog.
Despite all of the very interesting speculation over the last few months, we’re not announcing a Gphone. However, we think what we are announcing — the Open Handset Alliance and Android — is more significant and ambitious than a single phone. In fact, through the joint efforts of the members of the Open Handset Alliance, we hope Android will be the foundation for many new phones and will create an entirely new mobile experience for users, with new applications and new capabilities we can’t imagine today.
Google goes mobile, ma senza dover mettere su un nuovo telefonino. E senza la necessità di doversi sorbire le milioni di critiche di utenti extra-esigenti.
Addio Enzo
Mi piace ricordarlo così, prima ancora che qualcuno gli disse che faceva della televisione un uso criminoso. Credo fermamente che i due non si incontreranno di nuovo, data la diversa destinazione dopo l’estremo saluto.
Olè!
Mi innamorai di questo tema quando lo vidi da Captain’s Charisma. Ora che il buon robba ha dato vita ad un nuovo tema, posso far diventare realtà il mio sogno d’amore.
Senza offesa, eh.
P.S.: occore solo il tempo di dargli una sistematina al volo, ovviamente.
Un modo alternativo per spiegare la deframmentazione
L’altra sera, in sede, è sorto un quesito abbastanza frequente tra coloro che sentono parlare per la prima volta di formattazione e/o trattamento di dischi rigidi. Un’amica mi ha chiesto cosa mai fosse la deframmentazione e perché è utile.
Purtroppo lei non è una cima in materia, e sentirsi parlare di cluster, di tracce e di byte non le avrebbe fatto sicuramente piacere. O per lo meno, mi avrebbe dato un tono abbastanza noioso, io che amo far divertire le persone e che, soprattutto, muoio al pensiero di essere causa di noia.
Perciò, in barba al miglior Beggi, l’ho introdotta nel fantastico (?) mondo della deframmentazione così come segue.
Alessia: «Ma che è ’sta deframmentazione?»
Paolo: «Vuoi la spiegazione tecnica o quella terra-terra?»
A: «Terra-terra.»
P: «Ok. Fai conto che ci sono due protagonisti: la mamma (ovvero tu) e il figlio (ovvero il PC); quest’ultimo è un disordinato senza eguali. Ci siamo?»
A: «Ok.»
P: «Fai conto che ogni tanto la mamma compra un giocattolo al figlio, glielo dà in mano e lui lo porta in camera, mettendolo dove prima gli dice il cervello.»
A: «Mh… ok.»
P: «Ora, la camera è il tuo hard-disk.»
A: «Bene.»
P: «Siccome tuo figlio è disordinato e mette qualsiasi giocattolo un po’ là e un po’ qua, ogni tanto lo rimproveri e gli ordini di rimettere a posto i suoi giochi.»
A: «Povero figlio mio…»
P: «Eh. Comunque… lui, che l’educazione l’ha imparata ma non la mette in pratica se nn sotto rimprovero, prende e mette a posto tutti i giocattoli nella camera. Ora, se tu ogni tanto gli compri i giochi, la camera sarà talmente disordinata che, se non gliela fai riordinare, essa diventa abbastanza inaccessibile, giusto?»
A: «Giusto.»
P: «Benissimo. La domanda sorge spontanea: ti sembra più accessibile una camera con tutte le cose disordinate in giro o una ordinata?»
A: «La seconda.»
P: «Brava. Ecco spiegato il tutto.»
Ovviamente, non ho dimenticato di dirle un particolare fondamentale: che il figlio potrà giocare solo in quello spazio non occupato dai giocattoli.
Ah, le mamme di oggi.
