I love Mika Brzezinski
E’ l’eroina del momento: Mika Brzezinski, giornalista della MSNBC, ha stupito tutto il mondo con la propria reazione di fronte alla headline del proprio telegiornale. Ha tentato di bruciare i fogli, dandoli poi in pasto al distruggi-documenti, che contenevano la notizia principale del giorno: il rilascio di Paris Hilton.
Di fronte alla priorità immeritata data all’ereditiera piuttosto che alla guerra in Iraq, la Brzezinski va su tutte le furie, frenata a stento dai propri colleghi del Morning Joe Show.
Un esempio per tutte le testate giornalistiche internazionali. Studio Aperto esclusa, ovviamente, poiché non rientra nella categoria.
Le 10 cose più irritanti
Capita la mattina di svegliarvi storti, e non nel senso fisico del termine. Da che mondo e mondo, le disgrazie non arrivano mai da sole, anzi: piccolo briefing pre-attacco, poi si scatenano come guerrieri spartani.
Ti viene quindi spontaneo voler sfogare tutta la propria rabbia sulla testa di tua sorella, ma sai che non ne trarrai vantaggio, specie se hai programmi per i prossimi 30 anni. Passi quindi a cercare un oggetto contundente da buttare a terra, ma l’unica cosa che possa creare dolore è il subwoofer che non ha neanche un mese, cambi idea all’istante.
Ti ricordi di avere un blog, controlli l’ora e decidi che l’ispirazione t’è tornata. E dato che sono due giorni che te ne capitano di tutti i colori, decidi che il mondo non può fare a meno dei tuoi esilaranti espedienti.
#10 – Il tabacchino senza biglietti per l’autobus. Spiegatemi voi come trattenere il nervoso quando, alle 3 del pomeriggio, carico di valigie e ansioso di prendere l’autobus urbano che ti porta verso quello extraurbano, con 40 gradi all’ombra, arrivi all’edicola e la trovi chiusa, arrivi al primo tabacchino e lo trovi chiuso, arrivi al secondo tabacchino e – stranamente – lo trovi aperto, ma quando entri e chiedi un biglietto ti rispondono: “Sono finiti”. Alle 3? Un tabacchino che finisce i biglietti alle 3? A Santa Barbara, dove ci stanno si e no 5-6 anime? Ma all’anima de li morta…
#9 – Il russare degli altri. In ventitre anni non sono mai riuscito ad abituarmi al concerto in DO minore di mio padre, figuriamoci se posso abituarmi in pochi giorni a qualsiasi altra persona. E’ come una sfida, sembra quasi lo faccia apposta. E più ti giri nel letto pensando “Ora la smette” e più la dose aumenta.
Poi la mattina ti svegli con un paio di occhiaie degne del miglior tossico della stazione ferroviaria pescarese e ti chiedono pure “Che hai fatto, non hai dormito?”. Frase che segna l’inizio delle ostilità.
#8 – Il passeggero troppo comodo. Il mio è un caso particolare – sai che novità – ma credo sia una cosa che possa scuotere il sistema nervoso anche di coloro sotto il metro e novanta: trattasi dei passeggeri troppo comodi, ovvero coloro che, su un autobus extraurbano, prendono iniziativa e si sbracano con i sedili all’indietro, incuranti di chi hanno alle spalle.
Capita quindi che il passeggero dietro di loro sia un ragazzotto dall’aria calma ma dallo sclero facile, che vi rovinerà la giornata dandovi un biglietto di sola andata per Farvi Fottere (VF).
#7 – I supermercati che disorientano. Spiegatemi voi quale altro supermercato – a parte questo – mette lo zucchero tra il banco salumi e il banco frigo. E vi constringe quindi a girare l’intera struttura quelle 20-25 volte a vuoto, stoici e imperterriti, sicuri delle vostre capacità e certi che prima o poi ce la farete a trovare lo zucchero con le sole vostre forze.
Invece, al lap numero 25 dovrete chiedere informazioni all’omino col camice arancione di turno che vi svelerà l’arcano: di lì a poco spunterà Guido Meda che esclamerà come un posseduto “Tutti in piedi sul divano! Lo zucchero c’è, lo zucchero c’è, lo zucchero c’è!”.
#6 – Interruzioni continue. Sei lì che sbatti il muso sullo stesso blocco di codice da più o meno un’ora. Non riesci a capire qual è il problema e la soluzione non viene a capo. E’ il momento ideale per cercare un pantalone che t’ho detto che sta nell’armadio, sprecare un’altra ora di tempo che potresti impiegare diversamente per poi venire a scoprire che quel pantalone si trova da tutt’altra parte, ovvero dove hai ipotizzato quarantacinque minuti prima.
Inutile dire che il quarto d’ora che segue sono tutte bestemmie e tentativi vani di placare il sistema nervoso.
#5 – La sveglia all’orario sbagliato. E’ stato un giovedì sera pesante, uno di quelli che ti faranno segnare la data in rosso, sul calendario. Hai sul groppo ancora la devastante nottata passata con gli amici, la mattina dopo niente facoltà, niente disturbi, niente di niente: solo sonno per recuperare.
Il tuo cellulare, però, ha una funzionalità fighissima: puoi ripetere la sveglia in determinati giorni della settimana; ovviamente, non potevi lasciarti sfuggire l’occasione di usufruire di questa feature, quindi programmi la sveglia dal lunedì al venerdì. Morale della favola: a 2 ore dal tuo rientro a casa, dovrai svegliarti, e la cosa più difficile sarà capire 3 cose: chi sei, dove sei e soprattutto perché hai commesso un errore del genere.
#4 – La fila al bar della discoteca/pub/simili. E’ un po’ un’impresa, ma puoi farcela. L’ottimismo s’annulla quando arrivi di fronte al bancone, che una fila così neanche il lunedì alle poste con gli anziani che ritirano la pensione (alla lettera D). Cerchi di trovare anche qualche volto amico, per instaurare una conversazione durante la quale, con estrema disinvoltura ed impavida trascuranza, cercherai di guadagnare prepotentemente posizioni verso la pole position.
Che poi arrivi e il mojito non te lo possono fare perché la mentina è finita, è un altro discorso.
#3 – L’aspirapolvere. L’unico elettrodomestico che anche da spento può crearti problemi: filo in mezzo ai piedi nel quale puntualmente inciampi; posizionato vicino alla porta, ti impedisce di chiuderla come si deve; quando ti serve non ricordi mai dove l’hai lasciato l’ultima volta.
Per non parlare quando è in funzione: quando stai parlando al telefono con un’amica, quando – come sopra – ti stai scervellando su una porzione di codice, quando stai studiando, la mattina alle 7,30 (con tanto di Scusa Paolo, ma qua è un macello), la sera alle 20,30 quando è pronta la cena, ma l’irrefrenabile voglia di guidare l’aspirapolvere per i meandri di casa si fa sentire.
Viva le scope.
#2 – La gente che mastica a bocca aperta. Una bella bomba in mezzo ai denti e vi faccio passare la voglia di condividere la bile con i vostri commensali. Oppure un tubo dell’acqua tra capo e collo, giusto per rendere l’idea.
#1 – Blog posting eterno. Sei davanti a Wordpress che stai scrivendo un post da più di 1000 parole, un post impegnato magari, di quelli che ti sei girato la rete per ricavare informazioni; stai per concluderlo, quando arrivano le richieste più assurde, del tipo “Perché il tasto STOP non funziona?” oppure “Come si fa a togliere il T9 dal cellulare?” o peggio “Mi esci a fare la spesa?”.
Questo è troppo!
Ora sapete perché posto di rado (e non solo perché a L’Aquila non ho una connessione Internet a portata di mano).
Io la conosco
Ho fatto un kilo. Che faccio, copio?
Da premettere una cosa: il sottoscritto è cresciuto – e forse neanche tanto bene – ascoltando canzoni di Zucchero. In famiglia si comprano i suoi dischi da quando ne ho memoria. E, ad essere sinceri, le canzoni di Zucchero mi piacciono tantissimo: ne posso collegare una ad ogni attimo della mia seppur breve esistenza.
L’ho difeso a spada tratta ai tempi dei tapiri di Staffelli, una piccola tiratina d’orecchie quando mi accorsi che Puro Amore aveva una intro abbastanza simile a Hedonism degli Skunk Anansie (la cosa piacque anche a quelli di LiberoBlog). Solo una tiratina d’orecchie, e stop.
Stavolta, però, mi punto sui miei due piedoni ed esclamo – degno del miglior Caressa -: “Eh no! Eh no! Eh no!”. Sugar, spero di sbagliarmi: in tal caso anche il mio cervello peserà meno di un kilo.
Le canzoni sono Un Kilo di Zucchero e The Seed (2.0) dei The Roots.
Il vizietto
Sei bellissima, forse una delle più belle donne in Italia, se non la più bella. Sei sbocciata come pseudo-ballerina, sei andata avanti come presentatrice, ragazza immagine, ragazza ti-inquadro-perché-Mosca-e-Liguori-fanno-alquanto-schifo, televenditrice, protagonista di spot e di calendari.
Un consiglio, però: ne hai già rovinato uno, quest’altro lascialo in pace. Non voglio proprio che finisca nella stessa maniera.
Welcome Aboard
Qualche mio collega mi dica se riconosce qualche faccia nota ai primi frame…
CAD del 19.07.2007: spazi di facoltà, IUM e SDRG
I punti salienti del CAD di ieri hanno toccato argomenti didattici e collatarali. Discussione predominante è stata quella relativa all’assegnazione degli spazi di facoltà, dei quali il corso di laurea di Informatica necessita ma purtroppo grava.
Andiamo con ordine.
- Dall’anno prossimo, sarà possibile inserire nel proprio piano di studi un nuovo corso erogato dal nostro corso di laurea: Finanzia Aziendale, un corso da 12 CFU, appartenenti al settore scientifico-disciplinare INF/01; per coloro che vorranno sostituire qualche esame con Finanzia Aziendale, potrà farlo togliendo un esame del settore scientifico-disciplinare analogo.
Il corso sarà tenuto dal professor Alesi, associato di Economia. - Il prof. Gavioli ha dato disponibilità in doppia data per il test d’ingresso delle matricole: sia il 7 che il 27 settembre sarà possibile sostenere tale test.
Data una probabile assenza il 7 settembre, il prof. Gavioli verrà sostituito da un professore interno al nostro CAD. Soluzioni alternative: incaricare un professore interno al CAD di Matematica o posticipare tale data. - Situazione IUM e Sistemi Distribuiti su Rete Geografica.
Per quanto riguarda IUM, il prof. Fioravanti è stato interpellato per inviare una traccia per l’appello di luglio, ma senza esito. L’appello sarà svolto l’11 luglio, con le modalità spiegate lo scorso CAD: tracce con modalità simile a quelle degli ultimi appelli, correzione affidata ad una commissione interna.
L’esame di SDRG sarà probabilmente tenuto anche a luglio dal professor Salucci, già titolare nell’ultima sessione ufficiale. L’appello verrà svolto intorno alla metà di luglio.Inoltre, per Laboratorio di IUM, l’appello di settembre avrà le stesse tracce dell’appello di luglio. Quindi, mistero risolto per coloro che non hanno intenzione di laurearsi la prossima sessione di laurea.
- La questione spazi di facoltà è caldissima: il CAD si sta impegnando per ottenere uno spazio dedicato ad una nuova aula multimediale: molteplici sono le soluzioni che stanno venendo a galla.
Opinioni, suggerimenti, chiarimenti e domande d’ogni genere nei commenti o all’indirizzo paolo.bozzelli [AT] gmail.com.

Un Kilo vs. The Seed: