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Un pomeriggio a Piazza D’Armi

Come avete sicuramente potuto capire dagli ultimi tempi, da queste parti tira una bellissima aria di cambiamento. Non chiedetemi a cosa è dovuta, perché neanch’io saprei rispondervi. So soltanto che qualcosa (o qualcuno…?) è stata la chiave per dare il via a numerosi cambiamenti, uno dei quali è rappresentato proprio dal Café stesso.
Dopo un anno e mezzo di stop, sono anche tornato a correre. Certo, non è stato facile ricominciare dopo tanto tempo di parcheggio sulla sedia, ma gli stimoli e la volontà ci sono tutti.
Gli ingredienti principali sono semplici e facili da ottenere:

Finora avevo solo le prime 3, da quando abito nel quartiere Santa Barbara di L’Aquila, a pochi passi c’è Piazza d’Armi, ex-pista d’atletica, adibita ora all’uso pubblico. Da fuori non sembra, ma lì dentro è una vera e propria cittadella dello sport, nonostante le strutture siano un po’ decadenti. Machisséne.
L’orario ideale – per i miei gusti – è 18.30-20.00: vi elenco alcuni motivi.

  1. Le donne. Anche se molti dicono che Collemaggio sia più gettonato dalle mie coetanee, Piazza d’Armi è un luogo di culto per le ragazze un po’ lontane dal centro. Ne trovate di tutti i tipi, per tutti i gusti. Trovate anche quelle che ti staccano di 10-20 metri alla volta e che ti fanno quindi pensare che potrai cominciare a competere – e magari interagire – con loro solo tra qualche settimana, quando il tuo andamento sarà ripreso e quando la finirai con gli aperitivi al gusto di Baffo D’Oro in facoltà.
  2. I bambini pazzi. Il termine pazzi potrei rimuoverlo, dato che dovrebbe essere sottinteso. Figli di genitori che li vorrebbero veder crescere calciatori, atleti, ciclisti o chi sa che altro. Puntualmente sbucano da dietro un cespuglio o da davanti le loro madri, intenti a tagliarti la strada quando meno te l’aspetti. Ed è lì che ringrazi Dio per averti dato quasi un metro e mezzo di gambe, che ti danno l’opportunità di farteli passare sotto con il minimo sforzo.
    Peggio è quando girano la pisa contromano con una bicicletta a rotelle: situazione nella quale te ne liberi solo rinnegandogli contro. Saranno bambini, ma il cervello è di serie anche per loro.
  3. Le ragazze di AU. Ecco dov’erano questi due anni: sbocciano con le elezioni, ma fermentano lì tutto il resto del tempo (piccolo sfogo post-elettorale).
  4. Gli atleti professionisti. Ovvero il metro di paragone che non dovreste mai prendere in considerazione, se no addio voglia di correre. Se pensate di arrivare a quei livelli, scordatevelo. E già che ci siete, cercate di aggirarli quando si allenano, potreste sfigurare parecchio, e se una delle ragazze del primo punto vi è vicina non rimediereste una bella figura.
  5. I finti corridori. Li riconosci perché sono quelli meno sudati e che dicono agli appena arrivati: “Sto già al 15esimo giro.”, quando tu li hai visti fermi per almeno 3 dei tuoi giri e sono arrivati dopo di te. Sono quelli che “Vado a farmi due tiri a pallone sul prato, così riprendo fiato”, ma il fiato l’hanno lasciato a casa con la voglia di farsi una corsa.

In questi giorni ho avuto modo di apprezzare solo queste peculiarità, ma sono sicuro che questo post avrà un seguito. Anche perché è nato per un motivo ben preciso: oggi a L’Aquila diluvia come al Tropico del Capricorno, quindi dovevo dare sfogo alla mia voglia di corsa in qualche altra maniera.

un mercoledì da beoni

La scaramanzia è solo uno dei tanti filamenti di codice che il DNA dell’italiano medio porta dentro di sé, ma sicuramente è uno dei più manifesti nell’arco della propria vita. Può generare depressione, ansia, stress e qualsiasi genere di affermazione che potrebbe compromettere qualsiasi tipo di rapporto umano.
Soprattutto, la scaramanzia è fatta di rituali, procedure dogmatiche da seguire alla lettera senza alcuna sfumatura: pena il diploma di porta-sfiga.
Di questi rituali, due hanno dato frutti nella maniera più puntuale possibile: salame, pecorino e doppia bottiglia di vino prima di un esame, birra, patate e salsicce la sera del mercoledì di coppa. Quest’ultimo ha regalato la coppa campioni al Milan, perciò non può passare inosservato.
Mercoledì sera ero ospite a casa di Patrizio, che al contrario della propria natura nerazzurra, era lì pronto ad esultare per i gol di Inzaghi e a bestemmiare per le mancate occasioni rossonere. Il rituale è stato rispettato alla lettera e l’operazione ha avuto successo.
Il sacrificio che ha fruttato la settima Coppa dei Campioni alla squadra di Ancelotti ha visto scomparire nell’arco di un’ora e mezza qualcosa come 20 salsicce, chili e chili di patate, 6 litri di birra e 2 di vino.
Ovviamente, l’anno prossimo il mercoledì avremo un nuovo appuntamento fisso.

volerò da pescara a new york

La voce girava da tempo, ma solo oggi ho avuto conferma matematica: leggendo anche sul sito del Comune di Pescara, ho appurato che il volo Pescara-New York City (aeroporto John Fitzgerald Kennedy) è realtà. La ditta è la Eurofly, i costi (in classe economica) abordabili.
Nel periodo che ho inserito – da oggi fino al 31 maggio -, un biglietto di andata e ritorno per la Grande Mela costa 536 euro e 87 centesimi, tasse comprese.
Siccome adesso mi è un tantino difficile prendere e partire, ho dato uno sguardo anche ai voli di fine estate: dal 29 agosto fino al 5 settembre, il volo verrebbe a costare 616,87 euro, sempre tasse comprese.
Inutile dire che darò corpo ed anima pur di trovarmi su quell’aereo.

Independence Day

Finalmente, sono stati pubblicati i progetti di IUM e Laboratorio di IUM sul sito di Informatica. Le tracce previste sono 9, le modalità prevedono di contattare la manager didattica per comunicare il progetto che si intende svolgere.
Data di consegna del progetto: 4 luglio.

Scaricate qui le tracce dei progetti di Lab. IUM.

Preparate le bandiere a stelle e strisce…

Update

Molti di voi, sia via email che di persona, mi hanno chiesto dove trovare il materiale per IUM e Lab. IUM. Alcuni di voi mi hanno anche segnalato alcuni problemi d’accesso al gruppo Yahoo. Ergo, di seguito il link che contiene il materiale per entrambi i corsi.

Materiale per IUM e Lab. IUM (51 KB, ZIP file)

GSEEM, si parte

E’ confermato: dall’anno accademico 2007/2008, presso il Corso di Laurea di Informatica di L’Aquila sarà possibile iscriversi alla laurea specialistica internazionale in Ingegneria del Software, detta GSEEM (Global Software Engineering European Master).

Per qualsiasi informazione riguardante la laurea specialistica internazionale, visitate la sezione dedicata all’interno del sito del Corso di Laurea di Informatica di L’Aquila.

Per ulteriori informazioni, sapete dove contattarmi.

L’islam supera il cristianesimo

Secondo una recente indagine dell’Usa World Christian Database, i cristiani nel mondo sono 100 milioni in meno dei musulmani: per la prima volta nella storia del mondo moderno la religione cristiana non è la religione con più proseliti.
Un dato che forse è già ben definito da anni, se pensiamo a come i cosiddetti cristiani vivono la propria religione: laici, credenti non praticanti e altro. I musulmani hanno una vita religiosa ben più definita e praticante, non come i cattolici a parole dell’Occidente.
In tutto questo, però, il Vaticano chiede conferma e di ricontare il numero di cristiani al mondo. Anche Ratzinger è stato colto dalla sindrome del 10 aprile.

Quando si usa l’infamia

Il clima elettorale che ci siamo lasciati alle spalle è stato uno dei più roventi degli ultimi anni. Episodi del genere si erano già verificati in altre occasioni, perciò dovrei averci fatto il callo. Così non è, purtroppo. Ma andiamo con ordine.

Background: Tomoyasu Hotei – Battle without honor or humanity

Chapter 1 – Appelli e verbali

Alcuni di voi avranno senz’altro letto i volantini che i rappresentanti di Lista Aperta hanno affisso in facoltà, volantini che inneggiavano all’utilizzo della ragione. La ragione mi porta a pensare quanto si possa essere ipocriti, quanto si possa essere infami: pubblicare certe falsità che rovinano il lavoro ed il fegato di una persona, potrebbe nuocere gravemente alla salute.
Si legge:

Forse i rappresentanti dell’UDu (sempre così silenziosi nei CAD, come si legge dai verbali…) non sanno che noi studenti di informatica abbiamo a disposizione solo 3 dei 4 appelli. Per cui, in realtà, il CAD ha approvato all’unanimità (e quindi non grazie a loro, evidentemente) di offrire a noi studenti 2 appelli in più. Sveglia!

Rispondo: innanzi tutto, quali verbali avete letto? All’atto pratico, i verbali riportano i miei interventi e quelli dei miei colleghi, alcuni sotto forma di Rappresentanti dell’UDU, altri con nome e cognome. Chiunque voglia leggere i verbali è pregato di farmelo sapere, giusto per smentire tali affermazioni.
Sappiamo benissimo dei 3 appelli su 4, è per questo che il sottoscritto ha richiesto un appello in più a settembre – cosa alla quale vi siete opposti anche sul volantino incriminati -, sentendosi però contrattare tale appello con le prove intermedie.
Il CAD ha approvato all’unanimità solo dopo la proposta di 6 appelli piuttosto che 5, dei quali, inizialmente, erano soltanto 4 quelli usufruibili dagli studenti. Se c’è qualcuno che si deve svegliare, quello non sono io.

Background: Ennio Morricone – A Silhouette of Doom

Chapter Two – La Carta e i suoi derivati

Sappiamo benissimo com’è andata a finire in sede di Senato Accademico: la Carta dei Diritti è stata inizialmente approvata all’unanimità in Consiglio Studentesco, ma in sede di Senato ha visto l’opposizione sull’approvazione – leggete bene, sull’approvazione, non sui contenuti – da parte di membri come Inverardi (Informatica), Marcati (Matematica) e Thorthon (Lettere), ma ancora peggio anche Ulisse (Lista Aperta) ha affermato la propria convinzione in merito ad un’ulteriore rinvio.
Questo ha generato l’ira dei senatori UDU ed è stato il casus belli della rumorosa protesta di febbraio-marzo.
L’orientamento dei rappresentanti UDU in sede di CAD Informatica è stato sempre votato alla massima corrispondenza con tale Carta. Infatti, sui volantini pubblicati appena dopo il CAD, ci impegnavamo ad ottenere almeno 2 appelli in più di quelli che abbiamo.
Si legge:

La Carta dei Diritti è stata approvata all’unanimità dal consiglio studentesco, in cui noi di Lista Aperta siamo presenti. Ma La Carta dei Diritti che noi abbiamo votato non chiedeva un minimo di 8 appelli non esclusivi?
A casa nostra 5+2=7. E’ stato un errore oppure di fronte alla paventata possibilità di eliminare le prove parziali hanno ceduto? Infatti, in CAD, pur di chiedere un appello in più (collocato i primi giorni di settembre…) erano favorevoli ad eliminare le prove parziali! C’è voluto il nostro intervento, preceduto addirittura da quello di una docente, per ricordare l’importanza della prova intermedia, soprattutto ora che ci saranno i semestri.

Anche a casa mia 5+2=7, ma come ho già detto prima, ci impegnamo a chiedere almeno 2 appelli in più. Sappiamo benissimo cosa c’è scritto sulla Carta, non si tratta di un errore.
Né tantomeno si tratta di un cedimento di fronte alla paventata possibilità di eliminare le prove parziali, poiché io stesso, in sede di CAD, quando ho proposto un appello in più a settembre e mi è stata contrattata la possibilità di fare le prove intermedie, ho chiesto al presidente del CAD e a chi sosteneva le sue ragioni quale fosse il nesso tra l’aggiunta di un appello in più e la rimozione delle prove parziali.

Non ci siamo mai espressi a favore della rimozione dei parziali, né tantomeno mi sognerei mai di farlo. Conosco l’importanza delle prove intermedie perché – non si direbbe – ma sono uno studente anch’io. La proposta avanzata da me comprendeva 6 appelli più le prove parziali, niente di diverso.

La provocazione, però non è finita.

Background: Elvis Presley – A Little Less Conversation

Chapter Three – Proposte d’alto valore

Continuando a leggere sul volantino, si leggono le proposte che i tali Mercorio e Di Pace hanno avanzato in CAD e che lo stesso ha approvato (all’unanimità).
Si legge:

Noi abbiamo proposto (ed il CAD ha approvato) due vincoli che rendono i cinque appelli ottenuti, realmente usufruibili per lo studente:

  1. Che intercorrano almeno 15 giorni tra il primo ed il secondo appello dello stesso esame all’interno della sessione
  2. Che la prima settimana di sessione non abbia appelli di corsi erogati nel semestre appena terminato.

Qui si sfiora il ridicolo: il vincolo 1 è, di fatto, previsto nel regolamento didattico, ma – ancora meglio – è scritto nella Carta dei Diritti! Perciò è come se stessi proponendo di votare il presidente del Consiglio dei Ministri ogni 5 anni.
Nobile, invece, il tentativo di magnificare le proprie gesta con una proposta più che valida, ma allo stesso tempo non così esaltante: il vincolo 2 merita attenzione, non solo perché è un giusto vincolo, ma anche per il modo in cui viene supportato.
I rappresentanti di Lista Aperta hanno scritto che la prima settimana di appelli – destinata ad esami di altri semestri – “deve essere usata per studiare, per sfruttare pienamente l’appello!”.
A casa nostra, uno studente medio comincia a studiare dalla prima settimana del semestre, non della sessione d’appello. Se poi riuscite a preparare un esame in una settimana, crepo d’invidia ma avete tutta la mia ammirazione.

Background: David Holmes – What we’re stealing?

Chapter Four – Martedì caldo

Dopo aver fatto liberare gli spazi non elettorali da cartelli e volantini vari (di ogni fazione), alle 8:30 è scattato il silenzio elettorale: nessun volantino o cartellone propagandistico poteva essere pubblicato.
I rappresentanti di Lista Aperta hanno comunque pensato bene di continuare a tappezzare la facoltà con questi volantini, violando una norma che vale per tutti. Contestavano la nostra opposizione dicendo che il volantino che abbiamo appena finito di analizzare trattavasi di Informa Studenti.
Quando io infango il nome del mio avversario, delineandone aspetti – falsamente – a suo sfavore, non sto informando nessuno: è pura propaganda elettorale. Le unici lodi che posso far loro sono per la strategia: appendo volantini alle 8,30, in modo da non poter dare ai miei avversari la possibilità di rispondere a tono.
Nonostante mi sia sentito dire dai rappresentati di Lista Aperta cose come “quel che c’è scritto ti rode perché sai che è vero” o “fatti un esame di coscienza”, ho mantenuto la calma (almeno degli arti, la lingua non l’ho potuta trattenere) e, in rispetto del silenzio elettorale, ho aspettato oggi per potervi spiegare come stanno veramente le cose.

Background: David Holmes – Yen On A Carousel

Chapter Five – Il lieto fine

Superata la due giorni elettorale, vinte le elezioni in maniera più che pesante, si tirano le somme. Le provocazioni non sono andate a segno, anzi.
I miei guai, però, non sono finiti. Il polverone alzato dai rappresentanti di Lista Aperta, mi ha fatto pensare alla correttezza, all’integrità morale di una persona: tutte doti che paiono non essere incluse nel prezzo.

Per chi avesse curiosità di controllare di persona i verbali, può contattarmi in qualsiasi momento, sono a completa disposizione.
Il verbale dell’ultimo CAD non è stato ancora redatto, ma mi sono personalmente preso la briga di far contattare i rappresentanti quando il verbale verrà compilato, in modo da mettere nero su bianco la verità.

Ora mi prendo il meritato riposo, avrete certo capito che la settimana che si è appena conclusa ha messo a dura prova il mio sistema nervoso. Sono sicuro che la settimana prossima ne vedrete delle belle.
E l’esame di coscienza, per una volta, lo lascio fare ad altri.

Update: quasi dimenticavo…
GRAZIE!

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