Le due contendenti

Siete seduti al tavolo a pranzare. Alla vostra destra c’è la vostra donna, che chiameremo Teresa, fidanzata o moglie che sia. Ha portato del vino buono, un Montepulciano d’Abruzzo invecchiato sette anni, proveniente dalle colline aquilane. Alla vostra sinistra sta per sedersi la donna di casa, quella che vi ha messo al mondo, colei che vi ha cresciuto, che vi conosce meglio di chiunque altro.
Vostra madre ha preparato una pietanza che desideravate da tempo, la vostra preferita. Sulla tavola compare un grande vassoio di ceramica riempito con almeno mezzo chilo di pasta alla mugnaia. Il sugo è di maiale, bollito almeno due ore.
Un piatto che si sposa perfettamente con il vino che ha portato Teresa. Un vino che soddisfa anche il palato di vostra madre, che però approva silenziosamente. Teresa nota che vostra madre non manifesta la propria approvazione ad alta voce e storce il muso. Vi guarda con espressione interrogativa. Cerca in voi un po’ di collaborazione.
Vi fate coraggio e prendete iniziativa, sapendo già che ve ne pentirete amaramente.
«Buonissimo questo vino, dove l’hai comprato?»
«Alla nuova enoteca dietro casa nostra» risponde Teresa.
«Spero che ti piaccia anche la pasta…» interviene stizzita vostra madre.
«Ci sta davvero bene con questa pasta, in effetti» affermate, tentando di giocare la carta della diplomazia.
«Il retrogusto del vino, però, ha un sapore dominate» fa notare Teresa.
Vi guardate intorno imbarazzati, consci che sta per scatenarsi qualcosa di paragonabile ad un conflitto mondiale. Cercate lo sguardo di entrambe e notate l’aria di sfida, che si mescola al profumo delle pietanze che abitano la tavola. Siete certi che la discussione andrà avanti almeno per la prossima ora e mezza. Quello non è che il calcio d’inizio.
Chi delle due ha ragione? Difficile decidere.
Da una parte c’è la donna che avete scelto, che amate dal momento in cui vi siete incontrati, che vi ha regalato emozioni che vostra madre non ha potuto regalarvi. Avete viaggiato tanto con lei, visto il mondo, festeggiato tanti traguardi raggiunti insieme. Dall’altra parte c’è la donna che vi ha donato la vita, quella che vi ha rialzato ogni volta che siete caduti, quella che vi ha insegnato a vivere, con la quale avete sofferto ma anche riso parecchio.
È così che mi sento quando i destini di Pescara e Juventus si incrociano sul manto verde. Sono due tipi di amore completamente distanti uno dall’altro, ma dei quali non posso fare a meno. Si dice che un vero tifoso non può avere due fedi. Ogni tifoso, però, è anche un uomo, ed ogni uomo ha una madre da amare.
Per queste ragioni, in occasioni come quella di sabato, lascerò che le due parti si contendano la posta in palio, rimanendo in disparte, mentre godo sia della pasta alla mugnaia che del Montepulciano d’Abruzzo. E che vinca la migliore.

La pasta alla mugnaia, specialità di Elice (PE). Meglio nota come cibo degli dei.

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