Ora di cena

Stasera voglio rompere gli schemi e scrivo in italiano. Non lo faccio da tanto, troppo tempo. Ho sottovalutato il fascino della mia madrelingua finora. Ho dimenticato quanto il pensiero possa diventare fluente, oltre che la parola.

Ho appena finito di cenare. Come contorno agli hamburger e all’insalata, ho scelto un TED Talk di Frans Lanting, pluripremiato fotografo olandese. Parla di vita, dalla genesi dei minerali all’arrivo dell’uomo, passando per batteri, piante e tutti gli esseri che hanno dominato il pianeta prima di noi. Divido l’attenzione tra il monitor e la grande finestra del salotto. Un ampio sguardo sull’ovest di Amsterdam, dove le pale eoliche del Westpoort si mischiano agli alberi dello Sloterpark.

Le parole di Lanting mi lasciano apprezzare lo spettacolo delle nuvole rosa, spazzate via dal vento che, in questi giorni, ha tramortito l’intera città. Apro la finestra quel tanto che basta per apprezzare l’odore del prato bagnato di Rembrandtpark. Il rumore del traffico della E22 non stona con il resto dello spettacolo.

Butto giù un po’ di birra fresca e allungo le gambe sul davanzale. In quel momento la mente è fissa su un solo pensiero. Si impadronisce di tutto il cervello e non voglio mandarlo via. Nel momento in cui parte il più classico dei brividi dietro la schiena, mi accorgo che sto sorridendo.

Spontaneamente. Senza alcun comando. Irrazionale. Non succedeva da tanto, troppo tempo.

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