Deve andare bene per forza

Era dicembre. Tornavo dall’Aquila dopo un giovedì sera universitario. Un giorno che non vivevo in compagnia dei miei amici di sempre da almeno quattro mesi. Ero già partito per i Paesi Bassi ad agosto. Tre mesi volarono in meno che non si dica. In quei tre mesi successe di tutto, ero particolarmente provato dalla nuova avventura olandese, avevo anche parecchi chili in meno. Tutto sommato, ero felice.

Sapevo che non eri al meglio, ma non potevo immaginare quanto. Vederti in quelle condizioni mi lacerò cuore e mente. Avevi comunque lo spirito di sempre, che non ti ha mai abbandonato, fino all’ultimo. E questa fu la tua prima lezione. Mai mollare, mai cambiare il proprio carattere, per nessun motivo, mai smettere di sorridere, anche nelle difficoltà più grandi, mai smettere di credere nei propri valori.

Con un fare imbarazzato, ti ho riassunto in pochissime e forse insensate parole quello che mi era successo in quei tre mesi che non ci vedemmo. Mentre dentro mi sentivo esplodere perché ero stato lontano da te quando ne avresti avuto più bisogno. Ero comunque cosciente che ero lontano per realizzare qualcosa per il quale hai sacrificato tempo e risorse. Ero lontano non per dimostrarti che ce l’avevo fatta, ma che ce l’avevamo fatta. Se io ero lì a raccontarti dei miei progetti che andavano avanti in maniera soddisfacente, era solo per merito tuo e della donna che hai sempre amato.

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Ti raccontai che ero in attesa di avere un responso da un consorzio, per il quale avrei dovuto lavorare durante il mio progetto di tesi. Ti spiegai che, per andare in porto, dovevano esserci i presupposti di fattibilità che andavano bene a tutte le parti coinvolte: me, la mia docente di riferimento e il referente all’interno del consorzio. «Non dipende solo da me, ma speriamo vada bene», ti dissi. E tu, in dialetto e con la solita carica di sempre, mi risposi: «Deve andare bene per forza».

Quel progetto andò in porto qualche mese più tardi. Ad oggi, seppure con le dovute difficoltà, è agli sgoccioli e sta per dare i frutti sperati. Nel frattempo, ho anche trovato lavoro qui. L’obiettivo per il quale tutti quei tuoi sacrifici sono stati fatti è stato raggiunto. Ci è stato, recentemente, chi ha provato ad interporsi tra me, i miei obiettivi e i tuoi sudati sacrifici, rischiando di farmi mandare all’aria tutto ciò per il quale abbiamo lavorato, pianto, gioito, sofferto, riso e discusso – talvolta animatamente – assieme. La forza del sorriso che mi hai dato, però, ha avuto ancora una volta la meglio.

Non avevo alcun altro modo per ripagarti, spero solo di averti fatto felice.

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