Il rosso e il giallo

E’ stata una delle prime cose che ho tolto dalla valigia e sistemato in camera mia, qui ad Amsterdam. Avevo intenzione di prenderne una dalla sede, ma Elena ne aveva una ancora incellofanata, che aveva recuperato per grazia ricevuta da quel che rimaneva di casa sua, a Roio Poggio.

Il tempo di andare alla cartoleria di Gelderlandplein e comprare una paio di puntine per appenderla al muro. Il pomeriggio stesso era già lì, sopra la testata del mio letto. Un po’ come veglia, un po’ come fonte di ispirazione, un po’ per ricordarmi quello che è stato, ma soprattutto per ricordarmi sia cosa mi ha insegnato, sia quali straordinarie persone mi ha dato l’opportunità di conoscere.

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E’ più di una bandiera, è un simbolo. Ed è un simbolo comune a tutti quelli che l’hanno vista sventolare almeno una volta in vita loro. E’ simbolo di presenza costante, di impegno quotidiano, di conflitto e rappresentanza. E’ il simbolo dei diritti degli studenti, aquilani e non, è il simbolo di numerosi obiettivi dichiarati e raggiunti. E’ il simbolo che ha tinto le strade di una città, adesso ferita, ma che vuole essere ancora viva.

Per me, è un simbolo di crescita, sotto ogni punto di vista. Per me, è un simbolo di fiducia, che ho visto ricambiare e che, per molto tempo, ho contribuito a ricambiare personalmente, con lo stesso impegno quotidiano e con la stessa presenza costante che quel simbolo porta a rappresentare.

Oggi, per la prima volta dopo cinque anni, non sarò al fianco dei miei compagni per le elezioni universitarie. Credo, però, di non essere mai stato così vicino moralmente come lo sono ora. Solo adesso che la distanza mi impedisce di contribuire in prima persona, riesco ad apprezzare il valore di tutto quel lavoro svolto in questi anni.

C’è una cosa che mi fa stare tranquillo. Al lavoro, in quel dell’Aquila, ci sono persone competenti, preparate, stimolate e stimolanti, che credono nel proprio operato e che dimostrano quotidianamente, ad ogni occasione, di avere gli strumenti per difendere i diritti degli studenti. E col passare del tempo, quei ragazzi sono diventati una sicurezza, una certezza, una costante.

Proprio come quella bandiera, proprio come quel simbolo.

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