Bassezze

La volta scorsa sembrava essere un capriccio del potente di turno. Un ministro che si lamenta del pasto servitogli a pranzo, denunciando «salame rancido, ananas ingiallito, speck mediocre e pane raffermo». Un giudizio che poteva pure starci e che magari fece in privato ma, per il gioco del telefono, arrivò alle orecchie dei giornalisti e quindi di pubblico dominio. Le reazioni non tardarono ad arrivare, ristoratore incriminato su tutti. Personalmente lo ritenni un episodio che dava colore alla kermesse, anche se un colore un po’ sbiadito.

La storia si ripete oggi. Lo stesso ministro si presenta per firmare un accordo che avvierà un progetto di ricerca nel settore dell’ingegneria dei processi: una collaborazione tra DigitPA – ente responsabile dell’informatizzazione delle pubbliche amministrazione – e università, che ha come obiettivo l’introduzione di personale con qualifiche informatiche nel mondo della PA. Un progetto tutto sommato degno di nota, se si pensa che, in molti casi, i settori informatici delle PA sono in mano a persone che con l’informatica non hanno nulla a che vedere.

Un progetto che genera lavoro, insomma. Un progetto nato da un accordo doveva essere formalmente firmato oggi dal ministro alla Funzione pubblica Renato Brunetta e dall’Università, nella persona del Rettore. Capita che quest’ultimo sia influenzato e che quindi non possa presenziare alla cerimonia. Al suo posto c’è il pro-rettore Roberto Volpe. A causa di questa sostituzione, il ministro si offende e se ne va, senza firmare l’accordo.

Una figura pessima, un atteggiamento provocatorio tanto quanto inutile. Mandare all’aria un progetto per un capriccio del genere non è solo infantile, ma è per di più stupido, se non si è in grado di capirne le conseguenze. Ditemi se è ancora il caso di farsi governare da simili personaggi.

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