Ventidue percento

Nel caso non si fosse capito, nel caso qualcuno avesse ancora qualche dubbio, nel caso pensaste che L’Aquila non avesse più un cuore pulsante, sappiate che vi state sbagliando di grosso. Questo cuore sono ventuno mila giovani studenti universitari, che hanno a cuore la loro università e che hanno scelto di dar fiducia ai loro rappresentanti in numero non trascurabile.

In tutte le altre città italiane non si è raggiunto un tetto di votanti così alto. Nonostante le difficoltà, nonostante i disagi portati da mancanza di residenzialità e dal pendolarismo, nonostante tutto gli studenti si sono presentati in massa alle urne per scegliere coloro che dovranno far sentire la loro voce nei vari organi d’Ateneo.

E di questo gran numero di studenti, una maggioranza schiacciante ha dato il compito di rappresentare e di difendere i propri diritti all’Udu L’Aquila, unica associazione studentesca ad essere sempre presente, in ogni consesso, in particolar modo dopo il 6 aprile: tre rappresentanti su tre al Senato Accademico, tre su quattro al Consiglio d’Amministrazione, due su due al CdA dell’ADSU, uno su uno alla Conferenza Regione-Università, due su due al CUS. Ma soprattutto l’elezione di Mauro Pettinaro, candidato per il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, con più voti all’Aquila di quanti altri candidati hanno ottenuto in altre parti d’Italia.

Ovvio dire quanto questo possa rendermi felice. Nel mio piccolo ho sempre cercato di dare il massimo, puntando tutto su trasparenza e presenza costante. Sento ripagati i nostri sforzi, ma sono cosciente di un fatto: dopo aver smaltito la sbornia degli irrinunciabili festeggiamenti, dovremo tornare al nostro lavoro quotidiano di sempre, questa volta ancor più di quanto abbiamo fatto finora e il perché è davanti agli occhi di tutti.

Un risultato del genere manifesta piena fiducia degli studenti nei nostri confronti e allo stesso tempo ci carica ancor di più di responsabilità. E’ un monito quasi unanime: difendete i nostri diritti, rappresentate le nostre richieste, portate avanti le nostre vertenze. E fatelo solo voi, che finora avete dimostrato di saperlo fare.

E l’hanno fatto in tanti, a manifestare l’interesse per il futuro dell’Università dell’Aquila, motore di una realtà cittadina che fatica quotidianamente a sopravvivere e risorsa rinnovabile ed inesauribile legata a doppio filo ad una città della quale non può fare a meno.

E’ quindi tempo di corciarsi le maniche e di dare una risposta a tutti coloro che hanno riposto la loro fiducia nel nostro lavoro. Come prima, più di prima.

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