Impressioni di settembre

Villaggio UniversitarioQuesto che vedete qui a sinistra è il volantino che pubblicizza il Villaggio Universitario, ovvero le nuove residenze universitarie destinate agli studenti iscritti all’Università di Chieti (cliccateci su per ingrandirlo).
Gli edifici sono quelli che, inizialmente, hanno utilizzato gli atleti durante la settimana dei Giochi del Mediterraneo. Una buona idea, tutto sommato. Se non fosse per quel passaggio nel quale non posso non leggerci un po’ di cinismo.
Sarei proprio curioso di verificare l’esistenza di quei criteri antisismici. Che messi lì, nel periodo più caldo per la campagna pubblicitaria di tutti gli atenei italiani, suonano alquanto beffardi.
Certo, a L’Aquila non sono da meno. Vorrei conoscere di persona – e credo non mi sia difficile – l’inventore della campagna pubblicitaria per l’anno accademico 2009/2010 dell’Università dell’Aquila.
Questo slogan campeggia in home page sul sito istituzionale e sulle pagine dei quotidiani locali.

onlythebrave

Nel terremoto del 6 aprile sono morti 55 studenti iscritti all’Università dell’Aquila. Molti di loro abitavano in case che sono crollate come castelli di carta.
Studenti che, pur di risparmiare sull’affitto per non gravare troppo sulle spese familiari, erano disposti ad abitare in bettole affittate a prezzi esorbitanti. Studenti che pagavano l’affitto in nero, senza un contratto; nel migliore dei casi, pagavano più di quanto dichiarato nei contratti.
Studenti dimenticati, quasi completamente ignorati dai media. Studenti ai quali è stato chiesto di pagare 350 euro – a persona – per una casa a Rocca di Botte.
In una situazione del genere e dopo quello che è successo, come si può parlare di coraggio? Dov’è il coraggio quando gli studenti chiedono alle “alte cariche” dell’Ateneo di mettersi al fianco dei propri studenti nel pretendere alloggi e sicurezza? Dov’è il coraggio quando le Istituzioni – come la Regione e il Governo – sono chiamate a prendere decisioni e proporre soluzioni immediate per un problema che coinvolge il 60% degli studenti dell’Università dell’Aquila, qualcosa come 16 mila persone?
Quell’only the brave è un insulto agli studenti vittime del 6 aprile e alle loro famiglie. Suona un po’ come un invito a rischiare, ad essere partecipi di un qualcosa al quale solo i più coraggiosi possono prendere parte. E’ quanto di più meschino si potesse immaginare.
Si dice che per rialzarsi c’è bisogno prima di toccare il fondo. Bene, credo che quel momento sia arrivato.
Mentre gli altri atenei si fanno pubblicità parlando di criteri antisismici e di strutture per i propri studenti, l’Università dell’Aquila sembra partecipare ad un macabro reality. I suoi studenti vivono nella quotidiana incertezza, abbandonati da tutti, Istituzioni in primis.
Difficile prevedere il futuro, ma non è questa la strada giusta per l’ateneo aquilano. Ho quasi paura che si perda.

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