L’altro Boss

Nei momenti difficili, mi capita spesso di rifugiarmi nella musica. Penso che ognuno di noi ha un brano, un album, un cd che lo faccia stare bene, specialmente nei momenti di bisogno. Così, dopo quella notte, presi dal mio misero archivio di cd singoli un brano che fu inciso in occasione di un altro triste giorno.
Con mio notevole disappunto, appresi che il lettore cd dello stereo in camera mia era in panne, si accendeva a mala pena lo schermo che indica il numero di tracce di un cd. Avevo bisogno di tanto più volume possibile. Ero da solo a casa quel pomeriggio, fortunatamente.
Apro il lettore dvd in sala, metto il cd dentro e l’autoplay fa il resto. Bruce Springsteen entra in casa con tutta la sua voce calda e ferita, con le note che parlano di una rinascita, di mani tese l’una con l’altra, di oscurità trafitta dalla luce di ciò che doveva ancora accadere.
E’ lontana l’America che aveva bisogno delle parole di The Rising. Si è rialzata, è rinata, New York ha ancora i segni delle grandi ferite inferte un caldo martedì di fine estate, ma è in piedi. Vicino abbiamo una città molto più piccola, ma col cuore enorme, che è entrata nel cuore di molta gente, che ha un bisogno urgente di rialzarsi, di rinascere.
Capita che Bruce Springsteen faccia un concerto a Roma, la folla delle migliori occasioni nella città migliore al mondo, secondo il cantautore. Dal palco partono diverse note storiche, recenti e meno recenti, che hanno segnato la carriera di Bruce. Arriva il momento di My City Of Ruins, un brano scritto apposta per New York, per le sue macerie e per le vite volate via.
E Bruce dedica questa canzone a L’Aquila. Il Boss che dedica una canzone alla città de Ju Boss. Non credo alle coincidenze, è un chiaro segnale.
Se L’Aquila deve ripartire, lo deve fare dai suoi cardini, dalle sue radici, dal suo cuore. E in quel cuore c’è l’Università, l’arte. E c’è la vita notturna, c’è un bicchiere di vino, c’è una focaccia con la migliore frittata al mondo, secondo il sottoscritto. C’è la vita di tutti i giorni, che nessun decreto o ordinanza può restituirti.

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