La camera d’aria

Succede che sei in bicicletta, in montagna, temperatura mite, ma neanche più di tanto. Sei lì che pedali da un bel po’ di ore, su una strada che, da qualche chilometro, s’è fatta dissestata, piena di insidie ma priva di segnaletica, ci sono vetri sparsi un po’ ovunque.
Ti fai la classica domanda da italiano medio: “Ma perché non fanno nulla per mettere a posto questa strada?”. E, siccome vivi in un’Italia media, la tua sarà soltanto l’ennesima domanda che non troverà una risposta.
Continui a pedalare, se non ci pensa il Comune a quella strada, non puoi farlo certo tu, non sei un ingegnere civile, né tantomeno un esperto di strade.
All’improvviso, incappi in un pezzo di vetro che non riesci ad evitare e buchi la camera d’aria. Rimani a piedi, in una strada di montagna, e tutto intorno è silenzio.
Ti viene da pensare, da italiano medio: “Se solo avessero fatto qualcosa per questa strada, almeno avvertire con un qualche segnale”. Ti rimbocchi le maniche e scendi a valle, sperando di trovare qualche buon biciclettaio che può aiutarti.
Lo trovi, impegnato a discutere con altri colleghi, e gli descrivi il problema. Ti dirà, da italiano medio “Da quanto tempo dicevo che per quella strada bisognava fare qualcosa, ma adesso non si preoccupi, alla sua bicicletta ci penseremo noi”.
Gli fai notare che si è bucata la camera d’aria a causa di un vetro. Lui, però, non ne vuole sapere. Ti dice che farà tutto il possibile per riconsegnarti una bicicletta funzionale.
Inutile insistere sulla camera d’aria. Anche perché sia lui, sia gli altri biciclettai, sembrano interessarsi ad altro. “Ma come?” ti chiedi, con la solita aria da italiano medio “Son venuto qui per una camera d’aria bucata e voi neanche mi state a sentire?”.

Succede che sei in una città, in montagna, temperatura mite, ma neanche più di tanto. Sei lì che vivi da un bel po’ di anni, in una città che, da qualche mese, trema, giorno e notte ma senza particolari attenzioni da parte delle istituzioni, ci sono epicentri sparsi un po’ ovunque.
Ti fai la classica domanda da italiano medio: “Ma perché non fanno nulla avvertire la popolazione?”. E, siccome vivi in un’Italia media, la tua sarà soltanto l’ennesima domanda che non troverà una risposta.
Continui a vivere e a fare il tuo dovere, se non ci pensa la Protezione Civile a quella serie di sismi, non puoi farlo certo tu, non sei un geologo, né tantomeno un esperto di terremoti.
All’improvviso, una notte, capiti nel bel mezzo di una scossa che devasta tutto, che non riesci ad evitare e tutto intorno scompare. Rimani a piedi, in una strada di montagna, e tutto intorno è silenzio.
Ti viene da pensare, da italiano medio: “Se solo avessero fatto qualcosa per questa città, almeno avvertire con un qualche comunicato, qualcosa”. Ti rimbocchi le maniche e scendi a valle, sperando di trovare qualche buon docente che può aiutarti.
Lo trovi, impegnato a discutere con altri colleghi, e gli descrivi il problema. Ti dirà, da italiano medio “Da quanto tempo dicevo che per quella serie di sismi bisognava fare qualcosa, ma adesso non si preoccupi, alla sua università ci penseremo noi”.
Gli fai notare che hai delle esigenze ben precise, a causa dell’effetto devastante terremoto. Lui, però, non ne vuole sapere. Ti dice che farà tutto il possibile per riconsegnarti un’università funzionale.
Inutile insistere sulle esigenze. Anche perché sia lui, sia gli altri docenti, sembrano interessarsi ad altro. “Ma come?” ti chiedi, con la solita aria da italiano medio “Son venuto qui per farvi conoscere le mie esigenze e voi neanche mi state a sentire?”.

Nonostante la camera d’aria bucata, ci sono cose che girano. E come se girano.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *